La crescita USA non è tutto oro

Si fanno spesso paragoni tra Stati Uniti ed Europa in campo economico. In genere vengono messi in luce soprattutto i punti di forza degli USA, indicati quasi sempre come nettamente vincitori nel confronto tra le due sponde dell’Atlantico. I punti di forza americani certo esistono, ma in realtà ci sono anche terreni in cui l’Europa sta meglio degli USA. Il discorso dunque rischia di essere incompleto se non si guarda anche ai versanti in cui l’Europa, intesa come Unione europea ma non solo, ha posizioni migliori. È interessante osservare qual è la situazione in quattro capitoli di rilievo: crescita economica, inflazione, disoccupazione, rapporto debito pubblico/Prodotto interno lordo (PIL).
L’andamento del PIL
Prendiamo dati e previsioni del Fondo monetario internazionale (FMI), pubblicati il mese scorso. I numeri sono legati allo scenario di riferimento, che si basa sull’ipotesi della cessazione in tempi non lunghi della guerra di USA e Israele contro l’Iran. Se così non fosse, subentrerebbero altri scenari più sfavorevoli; ma il peggioramento delle cifre riguarderebbe in pratica tutto il mondo, dunque nel discorso che stiamo facendo sia USA sia Europa. Prendiamo per l’Europa tre realtà importanti, cioè Eurozona (i Paesi dell’UE che hanno l’euro sono 21 su 27), il Regno Unito, la Svizzera; ci sono ovviamente anche altre realtà europee, ma queste tre rappresentano già un arco ampio.
Per l’FMI la crescita economica, cioè la variazione annua del PIL, negli USA dovrebbe essere quest’anno del 2,3%, dopo il 2,1% del 2025 e il 2,8% del 2024. L’Eurozona dovrebbe avere nel 2026 un 1,1%, dopo l’1,4% dell’anno prima e lo 0,9% di due anni prima. Il Regno Unito dovrebbe avere uno 0,8% quest’anno, dopo l’1,3% del 2025 e l’1,1% del 2024. La Svizzera dovrebbe avere un 1,3% nel 2026, uguale all’anno prima e un po’ sotto l’1,4% di due anni fa. Le tensioni geopolitiche, le guerre, le incertezze economiche pesano su tutti e il rallentamento in un modo o nell’altro si fa sentire ovunque. Però è vero che gli Stati Uniti, pur anch’essi colpiti, nella crescita mantengono nel complesso un passo migliore rispetto all’Europa.
Inflazione e disoccupazione
Nel capitolo dell’inflazione le cifre sono invece migliori nel campo europeo, che ha tassi di rincaro spesso più bassi rispetto agli USA. Nel 2026 gli Stati Uniti dovrebbero avere una media annua del 3,2%, dopo il 2,7% nel 2025 e il 3% nel 2024. L’Eurozona dovrebbe avere quest’anno un 2,6%, dopo il 2,1% dell’anno scorso e il 2,4% di due anni fa. Il Regno Unito dovrebbe registrare un 3,2% nel 2026, dopo il 3,4% del 2025 e il 2,5% del 2024. La Svizzera rimane tra i Paesi a più bassa inflazione e dovrebbe avere quest’anno uno 0,5%, dopo lo 0,2% dell’anno scorso e l’1,1% di due anni fa. I dazi americani e le guerre - soprattutto quella contro l’Iran, con i blocchi allo Stretto di Hormuz e i rialzi dei prezzi di petrolio, gas, altri beni – hanno spinto l’inflazione. In gran parte l’Europa sta però meglio degli USA.
Sul versante della disoccupazione, le cifre sono in buona misura a favore degli Stati Uniti. Il tasso medio annuo di senzalavoro per gli USA dovrebbe essere del 4,4% nel 2026. Per l’Eurozona la percentuale per la disoccupazione quest’anno dovrebbe essere 6,2%, per il Regno Unito 5,6%, per la Svizzera 3%. In sintesi, nel 2026 negli Stati Uniti la disoccupazione dovrebbe leggermente aumentare in rapporto all’anno scorso, nell’Eurozona dovrebbe lievemente scendere ma rimanendo più alta rispetto agli USA, nel Regno Unito dovrebbe salire, in Svizzera dovrebbe aumentare in modo contenuto, nel quadro di una realtà elvetica che resta di bassa disoccupazione nel raffronto internazionale. Svizzera a parte, prevalgono gli USA.
Il peso del debito
La musica è diversa nel capitolo dell’indebitamento pubblico, dove le cifre sono nettamente a favore dell’Europa. Per l’FMI gli Stati Uniti quest’anno avranno un rapporto debito pubblico/PIL pari al 125,8%. L’Eurozona ha al suo interno solo due Paesi che in questo capitolo stanno peggio degli USA, l’Italia e la Grecia; per il resto, gli indebitamenti pubblici sono in alcuni casi alti e in altri contenuti, comunque tutti sotto il livello americano; la media dell’area euro indicata per il 2026 è infatti 87,8%. Il Regno Unito per l’FMI è circa a metà strada tra l’Eurozona e gli USA, con un 103,6%. La Svizzera rimane tra i Paesi meno indebitati nel raffronto internazionale, con un 38,5% per quest’anno. La crescita economica degli Stati Uniti è stata in parte ottenuta attraverso la forza autentica del sistema Paese, ma in parte anche attraverso un debito pubblico in marcato aumento. L’Europa deve certo ritrovare la via per una crescita economica più robusta, ma ha nel complesso un fardello chiaramente minore per quel che riguarda il debito pubblico.
