L'analisi

La criminalità non conosce confini

Gang e cartelli della droga ormai travalicano le frontiere e diventano transnazionali
Guido Olimpio
25.10.2026 21:40

È come un bollettino di guerra scandito dai comunicati delle polizie europee. Racconta del contrasto di gruppi criminali transnazionali, interventi dalle acque spagnole fino ai confini dell’Ucraina.

Ripartiamo dalla penisola iberica. Gli investigatori sono sempre sulle tracce della gang turca dei Dalton: ormai è chiaro che ha stabilito una sua base operativa nella regione di Malaga, teatro di regolamento di conti. E gestisce i traffici di armi che riguardano altri paesi, Italia inclusa. Ma non è certo l’unica. Le autorità hanno adottato misure di sicurezza strette attorno ad un carcere sempre a Malaga perché c’era una soffiata precisa su un piano di evasione. Clamoroso. Prevedeva il ricorso ad un elicottero. Ad organizzarlo i complici di un boss della mala marsigliese detenuto nella prigione.

Da tempo, alcuni esponenti della mala francese si sono spostati in Spagna, per gestire affari oppure sottrarsi al ciclo di vendette. Che continuano. La realtà criminale marsigliese rappresenta un problema serio in quanto si espande in altre città e produce persone pronte a tutto. Lo dimostra l’arresto di una ragazza nei sobborghi di Parigi, era - secondo le fonti - una killer a contratto responsabile dell’agguato costato la vita a due persone. Nelle vicinanze dell’attacco gli agenti hanno recuperato un Kalashnikov.

La storia, secondo gli esperti, è un segnale evidente del ruolo ricoperto da donne nei clan e non solo con compiti di appoggio. È una tendenza, peraltro, emersa ad altre latitudini, specie nel mondo narcos.

Restiamo in Spagna, area di Cadice. Verranno distrutti oltre 1700 scafi, mezzi sequestrati ai contrabbandieri di droga che operano a partire dalle coste del Marocco. Un numero significativo. Più volte i doganieri spagnoli hanno lamentato di non avere vedette abbastanza veloci, battute in velocità dai natanti usati dai trafficanti. Che non hanno timore, a volte, di sbarcare i loro carichi in pieno giorno. La nota è comune a molti quadranti: le forze di sicurezza non bastano mai e i banditi sono sempre un passo avanti. Dalla Galizia sottolineano come i network continuino ad aggiornare i loro sistemi con il ricorso a droni, scooter subacquei per recuperare pacchi di coca e gli ormai famosi battelli semisommergibili in arrivo dal Sud America. La regione settentrionale è uno degli approdi della rotta studiata dai cartelli latini per trasportare tonnellate di polvere verso il nostro continente. Un terzo filone in Catalogna con la cattura dei presunti assassini di un kosovaro arrivato dall’Italia per regolare un conto in sospeso per una partita di droga sparita. Dettaglio: c’era un legame con i gangster messicani di Sinaloa.

In questo panorama allarmante si conferma poi un secondo livello, più politico, con piccoli criminali agganciati da servizi segreti. Intrigante, anche se non definitivo, uno spunto emerso in Polonia. L’intelligence non esclude che un sabotaggio contro il sistema satellitare Starlink così importante per gli ucraini sia stato compiuto da due membri dei Dalton ingaggiati dai russi. I sospettati sono stati fermati in Germania. E il settimanale Spiegel ha scritto che uno dei leader della gang, Beratcan Gokdemir, è stato arrestato nel 2024 in Russia ma non è stato mai estradato in Turchia nonostante le molte richieste. L’ipotesi è che, in cambio, abbia messo a disposizione i suoi uomini per missioni coperte.

In questo articolo: