Dico la mia

La rinascita di Bellinzona non è un caso

La capitale è in un momento d'oro di cui si sono poste le basi negli ultimi 15 anni – E i progetti futuri non mancano
©Chiara Zocchetti
Giò Rezzonico
15.03.2026 20:15

Nel corso degli ultimi 15 anni Bellinzona si è trasformata da città amministrativa dormiente a centro dinamico e attrattivo. E lo sarà sempre più grazie ai numerosi progetti già in cantiere. Questo sviluppo ha coinciso con una serie di importanti eventi, che elenco in ordine temporale: nel 2014 la creazione di una nuova rete efficiente di trasporto pubblico urbano; nel 2016 l’inaugurazione del tunnel ferroviario di base del San Gottardo; nel 2017 l’aggregazione di 12 comuni; nel 2020 l’inaugurazione del tunnel ferroviario di base del Monte Ceneri; nel 2021 l’apertura della nuova sede dell’Irb, un istituto di ricerca di fama mondiale. Grazie all’apertura delle due gallerie ferroviarie previste dal progetto Alptransit, Bellizona è diventata il baricentro della rete dei trasporti pubblici ticinesi. Queste grandi opere hanno avvicinato da una parte la Svizzera tedesca al Ticino e dall’altra hanno creato una nuova realtà urbana, la Città Ticino, con una sorta di metropolitana interna (Tilo), che garantisce trasporti regolari tra i principali centri in meno di 30 minuti.

Queste informazioni sono comprovate da dati statistici che ci ha fornito Simone Garlandini, responsabile dell’Osservatorio dello sviluppo territoriale all’Accademia di architettura di Mendrisio. Iniziamo dai trasporti pubblici. L’incremento dell’uso del treno in Ticino è costante. In particolare la linea Tilo, il metro ticinese, ha quasi quadruplicato il numero di passeggeri negli ultimi 20 anni. Un sostanziale potenziamento delle linee di autobus ha fatto registrare un continuo aumento di passeggeri anche di questo servizio pubblico. Grazie a questa rete di trasporti efficienti sempre più ticinesi si stabiliscono a Bellinzona o nei comuni confinanti. Tra il 2018 e il 2023 la popolazione in città è cresciuta del 3,52 per cento, contro lo 0,81 di Locarno, l’1,88 di Lugano e il saldo negativo dell’1,01 di Mendrisio. Interessante poi notare incrementi ancora superiori a Sant’Antonino (4,79), Cadenazzo (5,39) e Lumino (6,68). Tendenza confermata anche a livello di posti di lavoro, con un incremento dal 2018 al 2023 dell’11,89 per cento a Bellinzona, seconda solo a Mendrisio (19,49), ma quasi tre volte superiore a Locarno (4,66) e quasi quattro volte a Lugano (3,25). Persino il turismo, nello stesso periodo, grazie ai castelli, risulta in crescita: dell’8,68 per cento dei visitatori e del 5,68 dei pernottamenti.

Il Bellinzonese diventa quindi attrattivo sia per abitarci, grazie a molti nuovi appartamenti a prezzi moderati, sia per quanto riguarda i posti di lavoro. Tutto questo è accaduto, come abbiamo visto, in un lasso di tempo breve, diciamo negli ultimi 15 anni, che hanno coinciso, non a caso, con il sindacato di Mario Branda: un politico pragmatico, poco appariscente, che lavora, assieme al suo municipio, per la sua città. E i progetti futuri non mancano: il trasferimento nel 2028 delle nuove officine Ffs ad Arbedo Castione che libererà spazi preziosi per lo sviluppo del centro città; la creazione del nuovo ospedale cantonale alle Saleggine; il grande progetto edilizio sul terreno delle Ferriere Cattaneo a Giubiasco; una seconda sede dell’Irb e, infine, il progetto di rilancio dei castelli, che renderà la città turisticamente più attrattiva.

In questo articolo: