La rivalsa nel nome di Chanel

Debby ammazza le giornate guardando Youtube. Non avendo trovato lavoro dopo la laurea, il canale video è la sua finestra sul mondo. Nulla di sorprendente in un paese come il suo, la Nigeria, in cui il 60% dei giovani tra i 18 e i 35 anni pensa di emigrare, almeno stando ad un sondaggio promosso nel 2024 da Afrobarometer. Debby adora la moda. A catturarla sono spesso i video di Bliss Foster, un analista della moda che su Youtube smonta le sfilate di Martin Margiela, lo stilista belga considerato il pioniere della decostruzione.
Foster commenta le cuciture, evidenzia le proporzioni, rivela le idee dietro i vestiti. Debby guarda e impara. È ferrata: creativa, precisa. Si trasforma in una talentuosa stilista. Sempre su YouTube scopre i video di una ragazza di Lagos, Rachel Ojuromi. Una che ci sa fare con le immagini: ha studiato cinema e sogna di fare la regista. I suoi video sono girati e montati come fossero piccoli film. Debby li trova talmente profondi e particolari che quando viene a sapere che a Lagos è prevista una proiezione organizzata proprio da Rachel, prende il bus e si dirige verso la megalopoli nigeriana.
Rachel in quel momento sta avviando una piattaforma on line che racconta come lavorano i giovani creativi del continente. Con The Process Africa, vuole offrire una vetrina agli artisti africani. Fa tutto da sola. Fino a quando conosce Debby, che si offre di darle una mano. Lavorano insieme a un evento, poi a un altro, e diventano migliori amiche.
Nel marzo di quest’anno decidono di smettere di cercare modelle per i capi della stilista autodidatta: li indosserà Rachel. La moda, del resto, lei l’ha respirata in casa. Secondo la rivista I-D, sua madre aveva un banco di vestiti al mercato, e vestirsi bene in casa era un rito quotidiano. Debby cuce circa il quaranta per cento dei capi che Rachel indossa; il resto lo pescano nei loro armadi o nei mercati dell’usato del mercato di Yaba. «Setacciamo un sacco di vestiti mandati dall’occidente» racconta Rachel a Interview Magazine.
Le strade di Lagos diventano la sua passerella. Negli studi fotografici, dice la splendida ragazza, si sente in trappola: la strada invece è imprevedibile, e l’imprevisto entra nelle inquadrature curate da Odey Ikpa, un amico conosciuto anche lui a una proiezione di Rachel. I suoi video la ritraggono «mentre cammina con passo deciso per Lagos indossando gonne fucsia con frange e completi animalier, eleganti tailleur e lussuosi stratificazioni, e abiti con corsetto, il tutto per comprare verdura al mercato, prendere il giornale e bilanciare un cesto di banane sulla testa. È un’idea che funziona perché è semplice ma magnetica», sentenzia Vogue, la bibbia della moda, nella sua versione inglese. Lo scorso 4 luglio le due amiche pubblicano il video che cambierà i loro destini. Propongono una loro versione della collezione Métiers d’Art 2026, che Matthieu Blazy aveva disegnato per Chanel e presentato a New York.
Il video diventa virale. Alla fine di settembre Rachel annuncia di aver firmato con prestigiose agenzie internazionali di modelle. Matthieu Blazy non solo aggiunge un like alla loro rilettura della sua sfilata, ma vuole che Rachel sfili per lui. All’inizio di ottobre la giovane esordisce per lui in passerella a Parigi, per la collezione Chanel primavera-estate 2027. Parigi non ha cambiato l’obiettivo delle due ragazze.
Con The Process Africa, Rachel e Debby raccontano i giovani creativi, quelli che nessuno documenta, affinché possano affermarsi senza dover passare dai social.
