Arte

Le creazioni a maglia di una giovane ticinese colpiscono al cuore la «Swinging London»

Sarah Baumgartner, nata a Breganzona, è una artista tessile e vive a Londra, la sua seconda città del cuore, dove lo scorso settembre si è laureata
© CdT/ Chiara Zocchetti
Prisca Dindo
08.02.2026 10:10

Non si ricorda a quando risale il suo primo disegno. Di certo Sarah Baumgartner, nata a Breganzona ventitré anni fa, era molto piccola allora. «Ho sempre amato essere creativa. Matite, acquarelli, pastelli. Non appena avevo un attimo di tempo libero - racconta - mi fiondavo in stanza e cominciavo a disegnare. Già ai tempi dell’asilo mi piaceva dare libero sfogo alla mia creatività; mi ricordo che per me non c’era niente di più bello che frequentare i corsi di disegno organizzati per genitori e figli qui a Lugano». Sarah, è una ragazza giovanissima ma non per questo meno determinata. Racconta di aver sempre saputo cosa avrebbe fatto da grande: «Ero sicura che avrei scelto qualcosa nel campo artistico» e così è stato. Oggi è una artista tessile e vive a Londra, la sua seconda città del cuore, dove lo scorso settembre si è laureata.

Una ragazza di Modì

La incontriamo nella casa di sua mamma Emma a Breganzona il giorno prima della partenza. «Mi dispiace non potervi mostrare le mie istallazioni in tessile perché, essendo piuttosto voluminose, si trovano tutte negli atelier londinesi» dice, allargando sconsolata le braccia. Ha un volto antico Sarah, sembra uscito da una tela di Modigliani. La collana in metallo e l’eye liner marcato ricordano però che è figlia dei suoi tempi. Per farci capire meglio le su produzioni artistiche, mostra velocemente il suo sito. Sullo schermo scorrono le immagini dei lavori esposti in diverse gallerie londinesi. Enormi creazioni in maglia, sospese ai soffitti. Alcune sono variopinte, altre monocrome. «In genere - spiega la giovane - utilizzo lana non filata, che tingo a mano. I materiali con cui lavoro svolgono un ruolo cruciale nella mia pratica e plasmano costantemente la direzione del mio lavoro. Ho lavorato anche con tessuti di cotone, maglieria a macchina e ricamo. Ho sperimentato sia tinture sintetiche sia naturali, utilizzando, ad esempio, semi di avocado, foglie, camomilla. Un campo, quest’ultimo che mi piace sempre più esplorare».

London is calling

Dopo aver frequentato le scuole dell’obbligo, Sarah scelse di frequentare il liceo letterario a Lugano perché, oltre all’arte, era un’appassionata dei classici letterari. «Non solo - puntualizza - durante gli studi, mi sono anche lanciata nella recitazione, che mi piaceva molto». Terminato il liceo, giunse il momento di decidere quale strada artistica imboccare. Le idee erano tante, ma una certezza c’era ed era legata al luogo dove avrebbe proseguito gli studi. «Londra!» esclama, sgranando i suoi bei occhi. «Mi ha sempre attirato, anche perché mia nonna aveva un appartamento in città e quindi un pochino già la conoscevo. Inoltre è la capitale dell’arte contemporanea, una città sempre in movimento e colma di stimoli. Ricordo che già alle Medie io e due mie amiche sognavamo di andarci ad abitare insieme, non appena fosse possibile. Nel frattempo loro scelsero altre strade, ma io no. Poco importava se mi sarei ritrovata a vivere da sola in una metropoli a soli vent’anni».

Gli anni alla Goldsmiths

La giovane non vedeva l’ora di spiccare il volo, ma c’era un problema: per essere ammessi ad una università artistica, occorre un portfolio di lavori «e io, avendo alle spalle il liceo letterario, non l’avevo. Per questo motivo mi iscrissi a un corso specifico, una sorta di anno ponte, durante il quale mi sono concentrata sulle mie produzioni da presentare. Produssi dipinti, foto, lavori in ceramica. La lana non era ancora apparsa all’orizzonte».

Pragmatica e determinata, Sarah bussò alle porte di università non solo londinesi, ma anche italiane e svizzere. «Sapevo che non era facile essere accettati, perciò presentai il mio portfolio a diversi atenei».

Poco dopo venne ammessa alla Goldsmiths, University of London, «che era proprio dove volevo andare! Questa università offre un programma con un forte taglio filosofico-artistico, che sembrava fatto apposta per me». Sarah si iscrisse a Belle Arti e Storia dell’Arte e la scorsa estate si è laureata.

Creazioni di lana

Parallelamente agli studi e alla pratica, la giovane luganese ha iniziato a sviluppare «Silly Hands», un canale social e youtube specializzato in uncinetto e maglieria. «Realizzo pezzi unici di vestiti e modelli digitali che vendo online; ormai la mia pratica artistica e il mio lavoro di design si intersecano in molti modi e si influenzano costantemente a vicenda». L’incontro della giovane artista luganese con la lana fu casuale. «Merito del mio ragazzo, il quale un giorno mi regalò un kit per fare l’uncinetto. Fu un colpo di fulmine. Da allora questo materiale non mi ha più lasciato. Infilo le maglie sulle mie braccia e seguo ciò che mi detta il mio istinto creativo. A volte escono opere davvero imponenti. Non mi ispiro ad altri artisti, anche se stimo molto il lavoro di Magdalena Abakanowicz, una pioniera della scultura contemporanea e dell’arte tessile, deceduta alcuni anni fa. Creare per me è come respirare: impossibile farne senza».

Lasciamo Sarah ai preparativi per il ritorno a Londra. Nella valigia, insieme ai vestiti e a qualche gomitolo di lana, ha infilato alcuni indirizzi di gallerie londinesi e di fondazioni che offrono residenze per artisti. L’impressione è che un giorno, questa giovane artista luganese riuscirà a trovare il suo spazio nel difficile mondo dell’arte.

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