L'ex ballerino diventato spia di Mosca

Luglio 2024. Bucarest. Una pattuglia intercetta un uomo nei pressi di un impianto per il riciclo urbano, esegue dei controlli e scopre l’inizio della trama.
Il fermato si chiama Luis Murillo, 34 anni, colombiano. Cosa diavolo ci fa in quella strada? È lui stesso a spiegarlo: doveva appiccare un incendio. Un compito affidatogli da un tale che ha conosciuto in rete e si presenta come Adrian o Dios. Singolare il modo in cui l’ha conosciuto. Murillo, ex soldato, con tanti mestieri alle spalle, voleva andare a combattere come mercenario in Ucraina, scelta simile a molti suoi connazionali. Solo che poi ha trovato sul web un’offerta di lavoro: chiedevano persone con passato militare, promettevano 1.500 euro per ogni lavoro svolto. E così si è trovato impigliato nei fili tirati da Adrian, figura non meno intrigante.
Il suo profilo è stato scoperto da un’inchiesta di un pool giornalistico determinato e con in mano buone fonti. Sì, perché sono arrivati a ricostruire una storia particolare. Il vero nome di Adrian è Oemis Romagoza, cubano, originario di Camaguey, insegnante di ballo, stabilitosi da numerosi anni a Petrozavdosk, città nella Russia settentrionale. All’inizio le cose vanno bene, acquisisce la cittadinanza, sposa nel 2022 una ragazza locale, ha in apparenza una vita normale. Sono molte le sue foto sui social che lo mostrano mentre insegna passi di salsa, fa pubblicità alla sua attività. Ma accade che sorgono problemi di natura economica, è pressato dai debiti ed è possibile che sia stato agganciato dai servizi segreti che lo utilizzano come «pescatore». La sua missione è reclutare latino-americani disposti a viaggiare e a prendere dei rischi. Infatti, coloro che sono ingaggiati dovranno compiere dei sabotaggi in Europa Occidentale: tutte le spese sono coperte da Dios alias Adrian che, oltre a metterci i soldi, fornisce le informazioni utili sui target. Ecco foto satellitari, dettagli logistici, elementi necessari per rendere più facile l’atto doloso. Le successive indagini portano alla cattura di almeno nove persone «gestite» da Romagoza, pedine incaricate di colpire siti civili ma anche una fabbrica che produce materiale bellico per Kiev. Episodi che legano questo network a Polonia, Repubblica Ceca, Lituania, paesi entrati in un modo o nell’altro nella linea di tiro della Russia, artefice della guerra ibrida contro chiunque aiuti l’Ucraina contro gli invasori.
Il danzatore è solo un piccolo anello di una catena. In giro per l’Europa sono stati scoperti elementi dai profili diversi ma uniti dall’adesione, per soldi, alla campagna scatenata dall’intelligence militare di Putin, il Gru. In Gran Bretagna hanno incriminato un teppista trentenne, con una sfilza di precedenti violenti, e un ucraino usato per gesti di vandalismo antimusulmani.
Mosca, infatti, sembra aver organizzato un piano dove attacchi contro obiettivi significativi con uso di esplosivi - come emerso in Germania - sono alternati a piccole mosse destinate a creare polemiche, insicurezza, confusione. Per i primi servono degli esecutori con capacità operative, per le seconde bastano dei volontari a basso costo che vengono scaricati senza esitazione. Se beccati hanno poco da raccontare, al massimo indicano il referente - anche lui spendibile - ma comunque al sicuro dentro i confini russi. E non è poco.
