In positivo

L'intuito di Zac che costruisce sedie a rotelle in versione 3D

Con quella macchina, Zac Waters, 13 anni dello Utah, negli Stati Uniti, capì che si poteva creare di tutto: un giocattolo, una statuetta, un pezzo di ricambio per l’automobile
©Chiara Zocchetti
Prisca Dindo
30.08.2026 06:00

La prima volta che vide una stampante 3D all’opera su Youtube, ne rimase incantato. Una piccola macchina che, invece di usare l’inchiostro per disegnare su un foglio, deposita un materiale liquido in tanti strati sottilissimi, uno sopra l’altro finché alla fine compare, quasi per magia, un oggetto completo. Con quella macchina, Zac Waters, 13 anni dello Utah, negli Stati Uniti, capì che si poteva creare di tutto: un giocattolo, una statuetta, un pezzo di ricambio per l’automobile.

Così, quando venne a sapere dalla nonna che c’era una bambina di ventun mesi che aveva bisogno di una sedia a rotelle particolare, si mise subito all’opera. Invece di giocare al calcio con gli amici, passò l’estate a immaginare come realizzare la piccola sedia a rotelle personalizzata. «Mio nipote Zac è un adolescente di buon cuore e non voleva stare con le mani in mano», racconta la nonna di Zac alla ABC4 Utah, un canale televisivo statunitense che lo ha intervistato.

Pur non conoscendo la piccola, il tredicenne si mise a cercare qualcuno che lo potesse aiutare. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, si imbatté nella MakeGood, un’organizzazione no-profit che mette in contatto volontari con bambini che necessitano di dispositivi di mobilità personalizzati, stampati in 3D.

Non gadget per divertimento, ma qualcosa che potesse davvero cambiare la vita quotidiana della bimba. Dopo più di trecento ore di lavoro, tra progettazione, stampa, collaudo e assemblaggio, la sedia a rotelle era pronta. E non era una sedia qualsiasi. Zac era venuto a sapere che il colore preferito della piccola era il rosa, perciò disseminò di dettagli colorati tutto il progetto. Aggiunse un tavolino rimovibile, un portabicchieri, un poggiatesta e un poggiapiedi regolabili, così che la sedia potesse crescere con lei. Anche le cinghie le stampò con un materiale più morbido e flessibile, per un maggiore comfort, e sul retro ricreò uno spazio per eventuali apparecchiature mediche.

Ogni pezzo stampato era un passo verso il traguardo.

«Questa sedia a rotelle unisce le mie due grandi passioni: la stampa 3D e l’aiutare le persone bisognose. È semplicemente la scelta più logica», ha dichiarato ad ABC4Utah.

La dedizione di Zac ha conquistato molti, ma il ragazzo fa parte di un movimento ben più ampio. Negli Stati Uniti e in Canada, studenti, insegnanti, appassionati e volontari utilizzano stampanti 3D domestiche per costruire ausili per la mobilità a prezzi accessibili, destinati a bambini con disabilità, grazie al programma open source di MakeGood, fa sapere l’emittente. L’organizzazione ha già consegnato oltre mille dispositivi per i più piccoli. Tuttavia, la domanda rimane enorme, con centinaia di richieste ancora in attesa di risposta.

La storia di questo adolescente intraprendente è stata ripresa anche dalla rivista People, che ha sottolineato il ruolo di MakeGood e la personalizzazione del dispositivo.

Noam Platt, fondatore e presidente dell’organizzazione, ha ringraziato i volontari come Zac e ha descritto il progetto come un’occasione per mettere in contatto piccoli produttori e famiglie bisognose.

Per Zac, questo è solo l’inizio. Spera di continuare a perfezionare le sue competenze nella stampa 3D e, in futuro, di lavorare nel settore tecnologico.

Intanto sempre più garage, laboratori scolastici e spazi di coworking si stanno trasformando in piccoli centri di produzione, rendendo le tecnologie assistive più accessibili.

La storia di Zac ha colpito nel segno perché ricorda che l’innovazione significativa non nasce sempre da laboratori giganteschi o aziende multimiliardarie. A volte inizia nel laboratorio casalingo di un adolescente.