Salute

Mamma mia, che ansia

Sempre più giovani con problemi psichici - Il medico Fumagalli: «A sottoporsi all'agopuntura ormai arrivano già a dieci anni»
©Gabriele Putzu
Prisca Dindo
18.01.2026 10:31

L’ultimo in ordine di tempo? Non più tardi di ieri si è presentata nel mio studio una bambina di dieci anni, accompagnata da sua mamma. Una piccola fuoriclasse in campo sportivo, ma con grossi problemi di concentrazione a scuola. Quando le ho chiesto se, davanti a un compito o a un esperimento, avvertisse come una nebbia nella testa, il suo viso si è illuminato. «Sì, è proprio così, mi si annebbia tutto e non capisco più niente!». Ci siamo, mi sono detto: un nuovo caso di ansia tra i più piccoli».

Il dottor Massimo Fumagalli non è affatto sorpreso dai dati che emergono dalle statistiche sullo stato di salute mentale dei più giovani in Svizzera.

Il suo studio di Lugano, dove lavora come medico specializzato in agopuntura, è sempre più frequentato da pazienti con disturbi simili a quelli della bambina di dieci anni. «E più passa il tempo, più l’età dei giovani con problemi importanti di ansia o di depressione si abbassa» aggiunge lo specialista. Le cause? «Sicuramente i due anni di lockdown causati dalla pandemia da Coronavirus non hanno aiutato, ma anche la competizione per i voti a scuola, l’iperconnessione, l’incertezza per il futuro, genitori iperprotettivi. È una questione sicuramente multifattoriale che, se trascurata, rischia di pesare sulla società».

Un fenomeno in aumento

Lo studio pubblicato da Unicef lo scorso novembre è eloquente: In Svizzera il trentasette per cento dei giovani tra i quattrodici e i diciannove anni ha dichiarato di avere problemi psichici; e il diciassette per cento dei ragazzi con sintomi di disturbi d’ansia o depressione ha già cercato di togliersi la vita. Inoltre, due terzi dei beneficiari di rendite AI di età compresa tra 18 e 24 anni ricevono i sussidi a causa di problemi di salute mentale. Tradotto in cifre, si tratta di più di settemila giovani in invalidità nel Paese. Una tendenza che ha fatto preoccupare Thomas Pfiffner, vicepresidente della Conferenza degli uffici dell’assicurazione invalidità, che ha proposto un piano «per rivedere l’erogazione delle pensioni di invalidità agli under 30», come aveva spiegato a Rundschau, la trasmissione di attualità politica della SRF, sollevando un gran polverone. C’è anche da dire che nel corso degli anni si è rafforzata la consapevolezza delle malattie psichiatriche «e al contempo è diminuita la stigmatizzazione. Di conseguenza - aveva spiegato al Corriere del Ticino Monica Maestri Crivelli, capoufficio dell’Ufficio assicurazione invalidità - c’è anche un maggiore accesso alle cure, che porta, oltre alla cura della malattia, a una diagnosi precoce». Più in generale, mentre i disturbi mentali sono in calo tra gli ultracinquantacinquenni (dal 17% al 14%), uno studio condotto la scorsa primavera da AXA, leader mondiale nel campo delle assicurazioni private, emerge un aumento significativo tra i soggetti dai 18 ai 24 anni (dal 30 al 38%) «tra cui si osserva in particolare una tendenza all’aumento dei disturbi d’ansia, alimentari e della schizofrenia».

Genitori disperati

C’è un dato che ha colpito particolarmente il medico luganese ed è legato ai ricoveri in Svizzera nel 2022, quando «Il numero delle persone dai 10 ai 24 anni giunte al Pronto Soccorso per problemi di ansia o neurovegetativi ha superato il numero di ricoveri di giovani della stessa età per ferite. E ciò la dice lunga sulla serietà della situazione». I sintomi dell’ansia possono variare da persona a persona. Oltre alla sensazione di «brain fog» - o annebbiamento mentale - come quella descritta dalla piccola paziente del dottor Fumagalli, esistono diversi segnali rilevanti, come le palpitazioni, la tensione muscolare, i disturbi respiratori o gastrointestinali, la difficoltà di concentrazione, sentimenti di paura e di impotenza. «Quando si manifestano in modo intenso - spiega il medico - i giovani non riescono più ad uscire dal letto e i loro genitori, non sapendo più a quale santo votarsi, per fortuna si rivolgono alle strutture specializzate».

L’agopuntura per stare meglio

Come cura integrativa alla psichiatria e alla psicoterapia l’agopuntura medica aiuta molto. «È stato dimostrato che riduce lo stress e l’ansia perché controlla e regola il sistema nervoso autonomo - spiega il medico - Inoltre aumenta il rilascio delle cosiddette sostanze chimiche «del benessere», che svolgono un ruolo importante nella regolazione delle risposte fisiche ed emotive allo stress». A differenza di molti agopunturisti tradizionali, la squadra di specialisti guidata da Fumagalli ha unito le conoscenze della tradizionale medicina cinese con l’approccio medico scientifico dell’Occidente, con costanti aggiornamenti sulle ricerche più avanzate nel campo delle neuroscienza. «La nostra è una terapia medica consolidata e riconosciuta per la cura di numerose malattie acute e croniche e si indirizza a vari disturbi fisici e mentali come appunto l’ansia, lo stress, il burnout e la depressione».

Tra Occidente e Oriente

Per comprendere i meccanismi che provocano l’ansia, bisogna fare un passo indietro ed entrare nel nostro cervello, dove agiscono due «aiutanti speciali» che funzionano come un interruttore. Da una parte c’è il sistema simpatico, che si attiva in presenza di pericolo o stress e ci prepara a reagire rapidamente. Dall’altra, il sistema parasimpatico, simile a una coperta calda: calma il battito cardiaco, rallenta la respirazione e fa sentire il corpo al sicuro. Quando l’ansia si prolunga nel tempo, l’allarme del sistema simpatico rimane acceso troppo a lungo e il corpo vive in uno stato di allerta costante. È per questo che diventano frequenti la difficoltà di concentrazione e l’incapacità di rilassarsi, fino a coinvolgere anche la respirazione, con un diaframma che resta bloccato. «Di fronte a casi di ansia, noi interveniamo con strumenti tipici della medicina cinese, come coppette e aghi, agendo però sui gangli nervosi collegati ai due sistemi. Un approccio che unisce l’agopuntura alle neuroscienze, che funziona ed è dimostrato scientificamente».

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