Il caso

Nuova rapina d'arte in Francia: è l'Apocalisse di San Giovanni

Il libro-scultura di Dalì rubato in Francia è l’ultimo di una serie: «Non sono furti casuali»
Nov. 30, 1967 - Paris, France - (File Photo) SALVADOR DALI, 1st Marquis of Pubol, was a Spanish painter known for the striking and bizarre images in his surrealist work. His best known work, The Persistence of Memory, was completed in 1931. PICTURED: Dali presents 'The Apocalypse', the biggest, heaviest, and most expensive book in the world, at the International Book Show. (Credit Image: © KEYSTONE Pictures USA/ZUMAPRESS.com)
Matteo Generali
13.10.2026 06:00

L’Apocalisse di San Giovanni, il libro «più costoso del mondo», anche grazie alla sua copertina scolpita in bronzo da Salvador Dalí, è stato rubato pochi giorni fa. Nello specifico: l’opera è stata rubata nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 ottobre. Dove? Coincidenza, o no, è stata nuovamente presa di mira la Francia. Dopo il furto al Louvre e ai numerosi furti di dipinti in Costa Azzurra di quest’estate, questa volta è stata rapinata la galleria d’arte contemporanea di Issoire, nella regione dell’Alvernia, cuore della Francia.

Un colpo difficile da spiegare

Christian Karoutzos, proprietario della galleria, ha dato l’allarme lunedì mattina, dopo aver constatato la scomparsa dell’opera, oltre a un cancello d’ingresso forzato. Resta il giallo su come abbiano fatto i ladri a portare via indisturbati il Libro, dato che pesa oltre 200 chilogrammi. Come un frigorifero, per intenderci.  Il libro, realizzato negli anni Cinquanta per l’editore Joseph Forêt, è considerato un capolavoro di straordinario valore. La sua particolarità è la monumentale copertina in bronzo, firmata Dalí. All’interno si trovano 150 pagine di pergamena illustrate anche da importanti artisti del Novecento, tra cui Jean Cocteau e Bernard Buffet Nel corso degli anni, l’Apocalisse è stata presentata al pubblico in diversi Paesi, facendo tappa anche in Svizzera. Nel 2002 l’opera è stata acquistata da Karoutzos. E qui, se vogliamo, arriva il «bello». In un’intervista rilasciata il 6 agosto a Le Parisien, il proprietario aveva spiegato di essersi lasciato conquistare immediatamente dal volume, decidendo di comprarlo «senza pensarci troppo». Una scelta che al gallerista era costata «dieci anni di sacrifici e di lavoro quotidiano per riuscire a saldare l’intera cifra».Sul prezzo esatto non aveva voluto sbilanciarsi, limitandosi a parlare di alcuni milioni di euro. Dopo essere rimasta per ventiquattro anni nella sua collezione privata, proprio quest’estate l’opera era tornata alla luce del sole, in pubblico. Il risultato? Il più triste.

Il mercato nero

Ma quale destino potrebbe attendere un oggetto tanto riconoscibile (e ingombrante)? Luca Cena, libraio antiquario, scrittore e divulgatore italiano, su Instagram vanta oltre 300 mila seguaci. Furti di questo genere vengono organizzati su commissione? «Rapine così è difficile che avvengano casualmente, l’ipotesi di un lavoro su commissione è quindi la più plausibile», spiega Cena. Il mercato nero è una realtà nota in altri settori dell’arte. Anche per quanto riguarda i libri antichi? «No, tutt’altro. Questo è un settore ristretto, frequentato da collezionisti e professionisti specializzati. Non parliamo, ad esempio del mercato degli orologi o dell’oro. Il nostro segmento è di nicchia. Sono questi gli elementi che mi portano a pensare a un furto su commissione». Chiaro. Invece, a meno che il furto non avvenga su commissione, è difficile rivendere un libro rubato? «Parecchio. In prima istanza perché, come detto, la nostra è una branca poco di “moda”. Rispetto ai quadri, i libri antichi sono oggetto del desiderio di un pubblico molto più ristretto». E il secondo motivo? «Nel nostro mondo ci conosciamo praticamente tutti. Per questo motivo la circolazione di un’opera rubata generalmente è individuata in tempi rapidi, vedremo se sarà così anche questa volta».

In questo articolo: