L'iniziativa

Occhio per occhio, dente per dente

Croce Rossa e odontoiatri insieme per chi rischia di perdere la vista
Dentist trying in a dental crown and checking bite contacts with articulating paper before final fixation. Precision fitting during restorative dental procedure.
Matteo Generali
11.10.2026 06:00

Una vecchia corona dentale che si trasforma in un aiuto concreto per chi rischia di perdere la vista. Come? Tutto è nato oltre 45 anni fa grazie alla collaborazione fra la Società Svizzera Odontoiatri (SSO) e la Croce Rossa Svizzera (CRS).

Le due associazioni, infatti, collaborano raccogliendo l’oro dentale donato dai pazienti e destinano il ricavato della vendita a progetti oculistici nei Paesi più bisognosi. Bangladesh, Benin, Burkina Faso, Kirghizistan, Nepal, Siria e Togo. Sono queste le nazioni che beneficiano di un’operazione relativamente semplice, ma capace di restituire autonomia e qualità di vita a persone che spesso vivono in aree dove l’accesso alle cure è molto, per non dire totalmente, limitato. Ebbene, il primo passaggio dell’iniziativa parte proprio dal lavoro degli studi dentistici. In Ticino sono quattro gli studi registrati nel sistema della Croce Rossa. A livello federale, invece, sono stati almeno 170 studi che hanno effettuato una donazione.

Raggiunto da noi telefonicamente, il dottor Ibrahim Odun è uno dei quattro ticinesi citati in precedenza: «Si tratta di una pratica che non facciamo con cadenze mensili, o programmate. Semplicemente, quando abbiamo accumulato una quantità sufficiente d’oro la raggruppiamo e la inviamo direttamente alla sede bernese della Croce Rossa Svizzera. In cambio, riceviamo un certificato di ringraziamento».

Alla base, naturalmente, il consenso del paziente: «Quando arriva un nuovo assistito compila il formulario d’entrata nel quale abbiamo inserito una domanda specifica: chiediamo se è disposto a lasciare allo studio l’eventuale oro ricavato da vecchie corone o altri manufatti dentali. Chi mette la crocetta sul sì, ed è la maggioranza, sa che verrà destinato in beneficenza».

Tutto chiaro, ma di che cifre parliamo? Stabilire il valore preciso delle donazioni non è però facile. L’oro utilizzato in odontoiatria, infatti, «non è quasi mai puro, ma fa parte di una miscela», spiega Odun. Ma se da un vecchio ponte possono comunque essere recuperati alcuni grammi la cifra diventa interessante: «Indicativamente, nell’arco di un anno potrebbe trattarsi anche di un migliaio di franchi che ho deciso di donare alla Croce Rossa», spiega Odun.

Oggi, tuttavia, trovare oro nelle bocche dei pazienti è sempre più raro. «Non viene praticamente più utilizzato e sono rimasti pochi odontotecnici che sanno lavorarlo. Ed è un peccato, perché per restaurare un dente l’oro è un materiale eccezionale», chiosa il medico dentista.

Anche un altro progetto svizzero di volontariato contribuisce alla salute degli occhi nei Paesi con alti tassi di povertà. La Swiss Foundation Against Blindness in Mexico, oggi presieduta dal medico ticinese Theo Signer, da oltre 25 anni combatte la cecità attraverso interventi chirurgici e formazione specialistica. In circa due settimane di lavoro intensivo, l’équipe tratta tra 460 e 600 pazienti. Dal 2001, il progetto ha restituito la vista a migliaia di persone.

In questo articolo: