Il progetto

Quando il sogno diventa realtà

A Dalpe due ragazze «sussurrano ai cavalli» puntando soltanto su un’equitazione equa, senza frustini né morsi
Prisca Dindo
05.04.2026 06:00

Sarà per il luogo dove batte il cuore della loro attività, Dalpe, a due passi dal rigoglìo di Bosco Bello e dall’impetuosità della Piumogna. Sarà per il loro amore incondizionato per gli animali che più di altri percepiscono le nostre emozioni, i cavalli. Ma quando le si incontra e si scambiano due chiacchiere con loro, si ha l’impressione di tornare all’essenzialità della vita, alle cose che contano.

Le due titolari di HorseWay, Laura Zanetti e Bianca Semadeni, la prima nata a Lugano, la seconda a Bellinzona, ambedue classe 1990, sono innanzitutto amiche. Due giovani donne i cui percorsi corrono talmente in parallelo da farle sembrare gemelle. Osservarle mentre allattano in contemporanea Romeo e Lio, i loro bebé nati cinque mesi fa a distanza di una settimana l’uno dall’altro, fa quasi sorridere.

«Ci siamo proprio trovate! - dice Laura, ridendo -. Siamo nate nello stesso anno, nello stesso mese, e in più Bianca è diventata la compagna di mio fratello. Questo ha sorpreso anche noi: avevamo pianificato molte cose insieme attorno al mondo dei cavalli, ma non gli affari di cuore».

Cavalli in libertà

Niente box, niente separazioni tra gli animali, sacche di fieno appese ovunque. Il loro HorseWay è un centro equestre lontano anni luce dalle classiche scuderie. Un approccio che non tutti, nel mondo equestre tradizionale, vedono di buon occhio.

Zeno, Venezia, Goldie, Amary, Lady, Centime e London vivono in branco e ciò fa di loro animali particolarmente felici. «I nostri cavalli - spiega Bianca - pascolano sferrati e liberi di poter mangiare fieno e bere acqua fresca dal fiume Piumogna, in ogni momento della giornata. La vita di un animale in un box fa soprattutto comodo al suo padrone, il quale lo trova pulito e a portata di mano; noi invece preferiamo garantire ai nostri sei cavalli e un pony un’esistenza in libertà, il più rispettosa possibile. L’obiettivo del nostro centro è quello di far vivere ai visitatori la bellezza unica della Valle Leventina in compagnia dei cavalli e di far conoscere il mondo equestre tramite un’equitazione rispettosa ed etica». Non è solo una scelta di vita: è un modo diverso di intendere il rapporto tra uomo e cavallo.

«I concorsi non ci interessavano»

Negli ultimi anni, diversi studi sul comportamento equino mostrano che la libertà di movimento e la possibilità di socializzare garantiscono al cavallo una qualità di vita migliore, rendendolo meno pauroso e più disposto alla relazione. Le due giovani se n’erano accorte già durante la loro adolescenza, quando mossero i loro primi passi nel mondo equestre tradizionale. «Non ci interessavano i concorsi, ma il contesto nel suo insieme: il lavoro nella stalla, la conoscenza e il rispetto dell’animale. Osservavamo come muoveva le orecchie, come appoggiava lo zoccolo, come reagiva quando gli offrivamo una carota. Nel nostro piccolo, cercavamo di capire cosa stesse passando nella mente del cavallo con cui avevamo a che fare. Quando, a sedici anni, Bianca ed io ci siamo conosciute, abbiamo capito subito che volevamo andare oltre la classica equitazione. Per ciascuna di noi il cavallo era tutto».

Un sogno uscito dal cassetto

«Un giorno apriremo il nostro centro equestre, un posto dove i cavalli potranno fare i cavalli», si ripetevano le due adolescenti dopo essersi conosciute al Piana Selva, un agriturismo a Dalpe. Ma siccome di sogni non si mangia, si rimboccarono le maniche e iniziarono i loro percorsi professionali, senza però mai abbandonare il loro progetto. Laura si iscrisse dapprima al liceo artistico, poi alla scuola alberghiera. Bianca imboccò dapprima la strada della scuola di Commercio, poi quella dell’apprendistato in banca. Un’attività che la occupa ancora oggi al 40%. Il resto del suo tempo professionale lo dedica alla gestione di HorseWay, insieme a Laura.

«Quando il sogno si trasformò in realtà? Subito dopo la pandemia festeggiammo l’apertura del nostro centro equestre. Era il 2023 e noi avevamo trentatre anni» ricordano le due giovani.

Relazioni «win win»

Una decina di anni prima, Laura era riuscita a comprare il suo primo cavallo, «un esemplare particolarmente focoso e ribelle, che aveva sbalzato di sella diversi istruttori. Quando gli salii in groppa mi dissi «Questo è mio!». Da li iniziai un lavoro di addestramento approfondito piuttosto impegnativo».

Le due giovani non volevano utilizzare né frustini, né morsi e tanto meno speroni. Cercavano istruttori allineati alla loro filosofia; esperti che privilegiassero l’empatia rispetto alla forza bruta. Qualcuno come Robert Redford nel film «L’uomo che sussurrava ai cavalli». Quando li trovarono, iniziarono ad imparare l’ABC dell’equitazione etica, partendo dalla cavalcata senza il morso. «Ci volle tanta pazienza - ricorda Bianca - non puoi farlo dall’oggi al domani; devi dapprima costruire una relazione equa con il tuo cavallo, creare una sorta di amicizia uomo-animale basata sulla fiducia e sul rispetto; senza però dimenticare che sono animali grossi e, in quanto tali, anche pericolosi. Se percepiscono tentennamenti o paure, potrebbero decidere di fare di testa loro. Bisogna essere decisi senza però utilizzare la violenza. Deve essere una relazione «win win». Quando nelle passeggiate percepiamo che non c’è la dovuta armonia, facciamo scendere il cavallerizzo e lo facciamo proseguire a piedi in tutta tranquillità».

La nascita di HorseWay e BnB Bosco Bello

Mentre il progetto HorseWay prendeva forma, Laura passava al setaccio gli annunci immobiliari. Le due giovani non cercavano soltanto lo spazio per i loro cavalli, ma pure una casetta, anche in cattive condizioni di conservazione, da trasformare in un bed and breakfast. Il BnB Bosco Bello di Laura Zanetti venne inaugurato lo scorso anno. Dispone di quattro camere con vista sulle splendide montagne leventinesi. A pochi metri di distanza dall’edificio ottocentesco, la stalla aperta con l’amica del cuore. «Tutti ci hanno aiutato nella costruzione delle due attività. Fidanzati, genitori, fratelli, amici. È stato un lavoro corale che non dimenticheremo».

Oggi HorseWay garantisce esperienze diverse: da un primo approccio con il cavallo da terra che comprende la pulizia, la sellatura e un momento di conduzione a corda; alla cavalcata vera e propria per scoprire i magnifici sentieri che portano a Bosco Bello. E per chi volesse godere ulteriormente dei magnifici paesaggi della Leventina, ci sono a disposizione le stanze del BnB di Laura.

«Organizziamo soprattutto incontri con i cavalli pensati per i bambini, ma abbiamo elaborato anche alcune proposte per adulti. Ad esempio alcune banche ci hanno coinvolto nell’ambito di programmi di team building per i loro dipendenti. Spesso scoprendo il cavallo, si scopre anche qualcosa di sé. Noi non diventeremo ricche con questa attività, ne siamo pienamente coscienti. Tuttavia il fatto di aver realizzato il nostro sogno, ci stimola ad andare avanti senza indugi. La felicità dei nostri clienti e dei cavalli ci ripaga da tutti gli sforzi» concludono Bianca e Laura.

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