Sole, mare e pallottole turche

Per ingaggiare un sicario nella zona di Malaga bastano 5 mila euro, al massimo il doppio. La cifra è stata citata dai media locali per spiegare l’ondata di regolamenti di conti in città e in altre zone della costa mediterranea della Spagna. Sole, mare e pallottole in luoghi affollati di turisti ma anche diventati rifugi per figure del banditismo internazionale.
Le ultime settimane hanno raccontato molto. Umit Yalcin, ex fondatore degli ultras della squadra di calcio del Fenerbahce, è rimasto ferito in un agguato mentre era a cena in un ristorante. Un proiettile ha devastato il volto. Già scampato alla morte, si è trasferito da queste parti nel 2024 da dove ha continuato a gestire affari. Per gli investigatori è possibile che il mandante sia i capi della Dalton, gang turca che usa il nome di fuorilegge famosi nel Vecchio West e poi raccontati dai fumetti.
A dividerli la disputa su un grosso carico di cocaina e un omicidio, avvenuto sempre in Spagna. Yalcin si è avvicinato ai Casper, gli avversari dei Dalton. Che, per altro, hanno lasciato tracce di sangue in tutta Europa, come descrivono inchieste in Grecia e in Francia. Sono considerati pericolosi, bene armati, non di rado trafficano pistole e fucili, attività parallela a quella connessa agli stupefacenti. Ovvero la cocaina, in arrivo a tonnellate dal Sud America. Un fiume inarrestabile.
L’attacco a Yalcin è coinciso con un episodio sconvolgente, sempre nella regione. Un giovane è stato ammazzato in strada, a sparare un nucleo di tre persone. La polizia ha accertato che si è trattato di un errore di persona. Gli assassini pensavano che fosse qualcuno pronto ad eliminarli ed hanno deciso di agire per primi. Gli inquirenti hanno eseguito alcuni arresti facendo emergere una pista svedese, uno sviluppo interessante perché conferma una tendenza. Alcune organizzazioni scandinave, composte da giovani di origine somale o curde, hanno mandato loro affiliati sulla sponda sud dell’Europa. Si danno anche loro battaglia, hanno in mente di allargare il raggio d’azione e non hanno alcun problema a trovare chi è disposto a far fuori un nemico.
Non di rado sono dei minorenni, disposti a premere il grilletto in cambio di soldi. La stessa dinamica che osserviamo nella guerra ibrida scatenata da Mosca e nelle operazioni all’estero degli iraniani. Ma richiamano anche i profili analoghi dei ragazzini assoldati tra Marsiglia e Nizza dai network che si contendono le piazze di spaccio.
Sono ancora gli inquirenti a raccontare come vi sia una progressiva saldatura tra elementi locali, arroccati in alcuni quartieri storici, e gli stranieri. C’è uno scambio di favori, esiste collaborazione, nascono alleanze o fratture. È stato persino ipotizzato che i Dalton abbiano reclutato degli svedesi. Non sarebbe una sorpresa. La nazionalità conta poco, i rapporti non si preoccupano di confini ed è un dato di fatto che questa regione spagnola attira da sempre vacanzieri e avventurieri.
Un episodio descrive bene l’ambiente. Iziah Utai, australiano, esponente del Cocos Cartel, dopo essere sfuggito ad una trappola degli avversari a Marbella ha scritto: «Dovrete essere più fortunati la prossima volta. Oh, aspetta. Non ci sarà una prossima volta».
