«Trasferirmi in Ticino è stata la migliore scelta della mia vita»

Sofia, attiva in ambito sanitario, lavora in Ticino da parecchio tempo. L’anno scorso ha deciso di venire a viverci. «Perdo qualcosa a livello di potere d’acquisto ma guadagno in sicurezza e tranquillità», afferma l’ex frontaliera. Sebastian, ingegnere informatico che lavora quasi esclusivamente da remoto, ha lasciato il «grigio» Altopiano per stabilirsi nella più soleggiata Sonnenstube. «È stata la migliore decisione della mia vita», sostiene.
Migliaia di arrivi
Sofia e Sebastian (nomi di fantasia) sono due prove viventi dell’attrattiva che il Ticino sa ancora esercitare.È vero che le nascite sono ai minimi storici e che i dati provvisori per il 2025 indicano un ulteriore tonfo. È vero che ogni anno diverse centinaia di giovani lasciano il loro cantone natio e non vi fanno più ritorno. È vero che i salari sono i più bassi della Svizzera mentre i premi di cassa malati i più elevati. Ma è anche vero che ancora l’anno scorso migliaia di persone hanno scelto di venire a vivere in Ticino. Facendo in modo che, ancora una volta, l’anno si chiuderà con un saldo demografico positivo.
«Per il 2025 ci attendiamo un lieve aumento della popolazione - spiega Danilo Bruno, collaboratore scientifico dell’Ufficio cantonale di statistica -. I dati parziali al terzo trimestre indicavano una crescita di 487 abitanti. Per avere un quadro più completo bisognerà attendere fine aprile, quando è prevista la pubblicazione dei dati annuali provvisori da parte dell’Ufficio federale di statistica».
La locomotiva è la capitale
Intanto già diversi Comuni hanno divulgato i propri dati.A partire da Bellinzona, che dall’apertura di AlpTransit è diventata la vera locomotiva demografica del cantone. L’anno scorso la capitale ha attirato quasi 3’000 nuovi abitanti facendo registrare - al netto di partenze, nascite e decessi - una crescita di 591 abitanti. Avanti di questo passo, per Bellinzona quota 50’000 non è più così lontana.
Anche Locarno ha potuto annunciare di aver raggiunto il suo record storico di popolazione, grazie a un aumento di 105 abitanti. Il saldo è positivo anche a Lugano, dove a fine anno si contavano 118 anime in più, così come nella vicina Massagno, dove l’incremento è stato di 216 abitanti.
Persino la bistrattata Chiasso ha potuto comunicare un aumento demografico, di 85 abitanti, il che è benaugurante perché nel 2025, a differenza del 2024, non ci si è più potuti nascondere dietro alla contabilizzazione dei profughi ucraini. Tra i centri urbani solo Mendrisio è andata controcorrente, seppur lievemente, con un calo di 23 persone.
Considerando che nel 2025 il saldo naturale cantonale sarà stato ancora una volta pesantemente negativo - con almeno mille decessi in più delle nascite - la moderata crescita dei centri urbani conferma che il Ticino mantiene una certa attrattiva.
Oltre i centri urbani
Tanto più che la crescita non si limita alle città. I dati raccolti dal Corriere del Ticino presso le cancellerie comunali evidenziano che anche nelle cinture urbane si è registrato un andamento generalmente positivo.
Nel Bellinzonese sono cresciute anche Arbedo-Castione (+83), Lumino (+19) e S. Antonino (+15). Attorno a Lugano hanno guadagnato abitanti anche Canobbio (+59), Collina d’Oro (+35), Comano (+5), Cureglia (+3) e Savosa (+46). Nel Basso Mendrisiotto si infoltiscono le comunità di Balerna (+48), Novazzano (+4) e Vacallo (+45).
Più contrastato è il quadro nel Locarnese, dove Losone (+61), Gordola (+26) e Tenero-Contra (+54) seguono l’andamento positivo del capoluogo di distretto, mentreAscona (-39), Minusio (-33) e Muralto (-68) perdono abitanti.
Un discorso a parte sono le valli, dove tuttavia si notano anche segnali positivi, come in Lavizzara (+5), a Giornico (+11) o a Faido (+26).
In linea generale, le statistiche della popolazione confermano che in Ticino si fanno sempre meno figli, che la società diventa sempre più anziana ma anche che dal resto della Svizzera e dall’estero continuano ad arrivare nuovi abitanti.
L’entusiasmo corre online
Alcuni di loro si scambiano opinioni e informazioni online, per esempio nei diversi forum di Reddit che affrontano i vantaggi e gli svantaggi della vita a sud delle Alpi. A giudicare dai commenti, parrebbe che a prevalere siano nettamente i vantaggi.
«Mi sono trasferito da Zurigo al Ticino l’anno scorso, è stata la decisione migliore di sempre - scrive un utente -. 1440 ore di sole in più rispetto alla Svizzera centrale, gente calda, amichevole e felice. Abbastanza vicino all’Italia da non preoccuparmi se mi serve cibo fresco di domenica o se ho bisogno di qualcosa da Amazon (scusa Galaxus, non puoi competere). Se puoi lavorare da remoto, è un gioco da ragazzi».
«Mi sono trasferito da Zurigo al Ticino nel 2022, mi è piaciuto subito così tanto che ho comprato una casa nel 2023 - replica un altro utente -. Mi ha completamente cambiato la vita in meglio vivere in un posto così bello e poterlo godere ogni giorno. La natura è fantastica, qui si vive molto di più con le stagioni. Il clima e il sole mi hanno fatto un gran bene mentalmente. Anche la gente qui sa godersi la vita ed è generalmente estremamente amichevole e rilassata. A Zurigo tutta quella gente scontrosa e il tempo grigio mi avevano completamente svuotato».
E non sono il sole, i paesaggi e il calore dei ticinesi a convincere coloro che hanno deciso di prendere casa nel nostro cantone.
«Se volete fare famiglia, i prezzi per gli asili nido sono dalle due alle tre volte più bassi che nella Svizzera interna - scrive un utente -. Noi, con due bimbi piccoli in età di asilo, riusciamo a pagare le rette senza problemi».
C’è anche qualche neo
Lo stesso utente avverte tuttavia che i salari in Ticino possono essere notevolmente inferiori a quelli nel resto della Svizzera. Lui che lavora da remoto per un’azienda di Zugo dice di non aver subito cambiamenti a seguito del trasferimento a sud delle Alpi. «Invece mia moglie, che ha un lavoro meno ricercato del mio, meno propenso all’home office, ha notato una differenza molto marcata in compensazione ma anche nella cultura del lavoro, più all’italiana, quindi a mio avviso peggiore per vari motivi che non sto a spiegare - scrive -. Mentre a Zurigo guadagnava 85’000 franchi, con margini fino ai 100’000, qui a fatica riesce a trovare sopra i 65’000 franchi».
Tra i problemi indicati dagli «espatriati» non può mancare il traffico. «Evita Caslano e Magliaso, c’è tantissimo traffico per dodici ore al giorno, saresti prigioniero in casa», consiglia un utente. «Evita Stabio e Chiasso, c’è un traffico folle con lavoratori frontalieri e inquinamento», gli fa eco un altro. «Il Malcantone ha un traffico che mannaggia Mumbai fatti da parte», commenta un altro.
«Io ho vissuto cinque anni a Lugano e sinceramente è un bel posto ma alla lunga mi aveva stancato per dinamiche tossiche», scrive un utente, citando «tanto traffico praticamente ovunque, assenza di grandi spazi verdi pianeggianti senza rilievi, gente non interessante e tante persone che la sera una volta finito il lavoro tornano in Italia e non ti permettono di costruire qualcosa».
Qualcun altro scrive che «Lugano è bellissima ma piena di vecchi», un altro che «a Bellinzona dopo un giorno ti deprimi».
Pareri personali, che non hanno impedito a migliaia di persone di eleggere il Ticino quale loro nuova residenza. È già qualcosa, in un cantone dove nascono sempre meno bambini e dove quelli che nascono tendono a fuggire appena raggiunta la maggiore età. Ma per rilanciare il cantone servirebbe ben altro, sottolinea l’economista Ivano Dandrea nell’intervista a fianco.
