A spasso nel tempo

Il giorno fatale di Pearl Harbor e le vicende di tre ammiragli

7 dicembre 1941
Husband Edward Kimmel nel 1939 quand'era contrammiraglio: il 7 dicembre del 1941 era al comando della flotta del Pacifico della marina militare statunitense. © Wikipedia
Nicola Bottani
Nicola Bottani
07.12.2025 06:00

«L’incendio della guerra si estende nella zona del Pacifico», «La macchia d’olio dilaga», «Il Giappone ha dichiarato la guerra a Stati Uniti e Gran Bretagna», «La guerra si è estesa effettivamente a tutto il mondo». Così, in prima pagina, titolavano «Corriere del Ticino», «Gazzetta Ticinese», «Il Dovere» e «Libera Stampa» il 9 dicembre del 1941. Due giorni prima, alle prime luci dell’alba, la flotta del Pacifico della marina da guerra statunitense era stata attaccata a sorpresa dai giapponesi nella base di Pearl Harbor, alle Hawaii. L’operazione era stata ideata e condotta dal comandante della flotta imperiale nipponica Isoroku Yamamoto, che morì, poco dopo aver compiuto i 59 anni, il 18 aprile del ’43, quando il suo aereo venne abbattuto dagli americani nei pressi delle Isole Salomone. Più a lungo ha invece vissuto Husband E. Kimmel, a cui era stato affidato, promuovendolo al grado di ammiraglio, il comando della flotta del Pacifico il 1. febbraio del 1941. Aveva preso il posto di James O. Richardson, sollevato dall’incarico anche perché non aveva avuto peli sulla lingua quando si trattò di far rimarcare – ironia del destino – che le Hawaii sarebbero state il primo obiettivo del Giappone, nel caso in cui avesse deciso di attaccare gli USA. Tornando a Kimmel, è morto a 86 anni nel 1968, ma di fatto già il 7 dicembre del 1941 era finita la sua carriera nella marina a stelle strisce, da lui poi lasciata all’inizio del 1942, dopo che per lo smacco di Pearl Harbor era stato retrocesso al precedente grado di contrammiraglio.

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