Lugano addormentata? Le risposte di Michele Foletti

Addormentata? Nient’affatto. Lugano ha una precisa tabella di marcia. Michele Foletti, sindaco della Città, risponde punto su punto. Iniziando dall’aeroporto.
A che punto è il rilancio dello scalo?
«La Città è all’opera per preparare l’aeroporto alla futura gestione privata, analizzandone criticamente tutti gli aspetti, senza dimenticare che la pressione temporale messa nel 2020 è parte dei problemi emersi nel 2021. Abbiamo intanto riportato in attivo la gestione pubblica, riattivato il dialogo con i Comuni e il Cantone, in particolare per il tracciato della circonvallazione Agno-Bioggio e la sostituzione del sistema di avvicinamento strumentale con un moderno sistema satellitare. Proseguono anche le operazioni per l’aggiornamento della scheda PSIA con l’UFAC sulla base del Masterplan in aggiornamento».
E poi?
«Non da ultimo, stiamo definendo una strategia futura e obiettivi strategici su cui mettere a confronto i tre soggetti privati interessati alla gestione operativa. Ne abbiamo già riferito in Consiglio comunale, indicando come orizzonte per le decisioni la fine del 2023».
Il rilancio del comparto del Campo Marzio è però ancora fermo.
«Il concorso si è chiuso alla fine del 2021 senza un vincitore, tuttavia sono stati raccolti una serie di dati utili ai fini della definizione di un Masterplan. Considerate le mutate esigenze causate, non da ultimo, dalla pandemia, il Municipio ha deciso di proseguire il progetto partendo dall’elaborazione di un Masterplan per definire un nuovo assetto planivolumetrico che tenga conto dei delicati equilibri urbanistici di un’area sensibile. Su questa base si riattiverà poi la variante di Piano regolatore».
Quando verrà concluso il Masterplan?
«Prevediamo di concludere il Masteplan e di avere una nuova impostazione urbanistica entro la fine di quest’anno. Saranno coinvolti anche gli investitori che hanno partecipato al concorso, con l’intento di raggiungere con loro un preaccordo da sottoporre per approvazione al Legislativo».
Anche per il Lungolago si è deciso di elaborare un Masterplan. Perché?
«L’obiettivo del Masterplan è di riqualificare lo spazio pubblico a misura di cittadino. I contenuti sono già stati definiti in settembre con il Mandato di studi paralleli (MSP) e le raccomandazioni del Collegio d’esperti fatte proprie dal Municipio. Ora si tratta di sintetizzare quei risultati in un piano d’insieme organico, un lavoro già in atto che si concluderà entro l’estate. Nel frattempo, sono state avviate alcune misure prioritarie».
Quali, esattamente
«Gli approfondimenti per il riordino dei posti barca e la pedonalizzazione completa di via Magatti e via della Posta, i lavori preparatori per la progettazione delle piazze centrali e la preparazione del concorso per la sistemazione definitiva del Piazzale ex scuole. Il Masterplan non è quindi un nuovo studio ma una sintesi dei risultati del MSP, e sarà la base di riferimento per le progettazioni e le realizzazioni concrete che seguiranno».
La vicenda dell’ex-Macello non è ancora chiusa penalmente. Ma comunque si presta a essere analizzata dal punto di vista degli spazi aggregativi per i giovani che a Lugano mancano.
«Il Municipio riconosce e promuove con azioni concrete anche la cultura frutto delle realtà sociali giovanili, e non solo. Si tratta di uno dei tasselli centrali per la crescita culturale della città e ci stiamo muovendo per sostenerne la presenza su diversi fronti».
Può spiegarsi meglio?
«Uno studio sugli spazi disponibili in Città analizzerà le richieste e valuterà le soluzioni più adeguate alle necessità dei giovani, dal loro punto di vista. Intanto, sono già in atto delle misure, come l’adeguamento degli orari di apertura dei centri giovanili, così da aumentarne la disponibilità, e la riorganizzazione del Foce, per dare spazio ad attività organizzate dai giovani».
Sulle politiche giovanili cosa state facendo?
«Stiamo cercando uno spazio in centro che funga da sportello e luogo di incontro per i ragazzi. D’altro canto, stiamo potenziando la collaborazione con le Commissioni di quartiere, preziose per capire i bisogni specifici dei quartieri periferici. Non da ultimo, con il progetto SPIN (case di quartiere), il Municipio ha deciso di restituire alla popolazione spazi oggi poco utilizzati, con lo scopo di favorire la multigenerazionalità e, quindi, la fruibilità anche da parte dei giovani».
