Politica

Marina la roccia

La candidatura al Consiglio di Stato di Carobbio rassicura e convince – Ecco il nostro giro di orizzonte
© CdT/Gabriele Putzu
Andrea Stern
Andrea Bertagni
Andrea SterneAndrea Bertagni
04.09.2022 07:00

Nessuno è caduto dal mirtillo quando avantieri, venerdì, Marina Carobbio ha annunciato di essere pronta a correre per il Consiglio di Stato. «Da mesi era chiaro che si sarebbe candidata - afferma il dottor Franco Cavalli -. La proposta di una lista unitaria di sinistra con la formula 2 + 2 + 1 ha senso solo se i socialisti possono contare su una candidata forte. Altrimenti sarebbe stata un po’ suicida come strategia, soprattutto se come sembrava a un certo momento fosse scesa in campo anche Greta Gysin. Per questo già dall’inizio avevo pensato che Marina Carobbio ci sarebbe stata».

Franco Cavalli, che nel 2007 si dimise dal Consiglio nazionale lasciando il posto proprio a Marina Carobbio, dice di essere felice di questa sua scelta. «Penso che sia una buona cosa sia per la sinistra, sia per il paese – afferma l’oncologo -. Tutti riconoscono le qualità di Marina Carobbio, anche i suoi avversari. Avere in governo una persona con queste capacità è senz’altro positivo. Io spero che possa occuparsi del dossier sanitario, che negli ultimi anni è stato un po’ trascurato».

Parola al Congresso

Discorsi prematuri fin quando la candidatura della 56enne di Lumino non avrà affrontato il giudizio popolare e, ancor prima, quello del Congresso socialista. «Posso confermare che porteremo anche la mia candidatura - afferma l’economista Amalia Mirante, seconda più votata in casa socialista alle ultime elezioni cantonali -. È fondamentale che alla base del partito venga garantita la possibilità di scegliere liberamente i candidati che ritiene più opportuni per una lista forte. In questo senso ritengo che ci voglia una rappresentanza più ampia possibile».

Una lista, insomma, che copra tutte le correnti del partito. «Carobbio rappresenta un’area ben specifica, che non è l’unica nel partito- prosegue Mirante -. Ora la direzione sta cercando di portare avanti il discorso di una candidatura forte e di una seconda candidatura obbligatoriamente giovane. Di fatto vuole così forzare il congresso a puntare su una sola candidata. Io e molti altri riteniamo invece che la scelta debba essere libera».

Il nome di Marina Carobbio viene invece accolto con entusiasmo da un già candidato al Consiglio di Stato, che la precedette sulla lista socialista alle elezioni del 1999.«Ritengo sia la scelta migliore nel campo socialista - dice l’economista Christian Marazzi -, in una fase come quella odierna in cui è necessario avere figure che per le loro competenze, esperienze e posizioni sappiano mettersi in contrasto a una destra forte e compatta. La sua candidatura mi tranquillizza perché Carobbio è come una roccia salda in un tempo piuttosto turbolento. Ha la capacità politica di arginare quella che io ritengo essere una deriva».

Quello che avevamo da dire lo abbiamo detto con la nostra proposta politica a PS e Verdi
Matteo Pronzini, Mps

L’altra sinistra

Altrove a sinistra invece la reazione è più distaccata. «Quello che avevamo da dire lo abbiamo detto con la nostra proposta politica a PS e Verdi - taglia corto Matteo Pronzini, deputato MpS -. Proposta che dopo due minuti è stata rifiutata. Per cui non abbiamo altro da aggiungere».

L’MpS non farà pare dell’alleanza di sinistra. Nemmeno il Partito comunista, in questo caso però con dispiacere. «Benché noi fossimo disponibili all’alleanza per ilConsiglio di Stato - rimarca la deputata Lea Ferrari -, questa purtroppo non è stata voluta dall’altra parte.Poi sui nomi non ci esprimiamo, ogni partito è libero di fare le sue scelte. Ad ogni modo Marina Carobbio è una compagna che rispettiamo».

La destra sta a guardare

Più loquaci i rappresentanti degli altri partiti. «In ottica socialista - afferma Michele Guerra, deputato della Lega -, Marina Carobbio è sicuramente la scelta vincente. Corrisponde infatti a quei pesi massimi che laddove si candidano ottengono il risultato, come Gobbi, Quadri o Zali nel mio partito. Carobbio rappresenta la sicurezza totale per il mantenimento del seggio socialista in governo».

Difficile dire, invece, se per la Lega cambi qualcosa. «Tutto dipenderà da come lavorerà una volta eletta inConsiglio di Stato - osserva Guerra -. Con Bertoli, ad esempio, non ci sono stati solo scontri. Talvolta abbiamo anche trovato soluzioni comuni e valide per il paese».

In quest’ottica il deputato PLR Matteo Quadranti avrebbe forse preferito altri nomi. «Personalmente sarei andato più d’accordo e avrei trovato più intesa con qualcun altro, come ad esempio con Mario Branda - sostiene Quadranti -. Peccato che non sia venuto fuori qualche nominativo nuovo o di qualche giovane. Molto probabilmente i giovani non si sentono ancora pronti. Carobbio è comunque molto preparata».

Non è però il profilo, secondo Quadranti, capace di provocare grandi travasi di voti. «Non credo che muoverà voti nell’area liberale radicale - dice -. Piuttosto in quella rosso verde. Manuele Bertoli non faceva l’unanimità in governo. Non so se Carobbio farà diversamente. Penso anzi che profilerà ancora di più l’area di sinistra».

Fiorenzo Dadò, presidente del Centro (ex PPD), concorda. «Marina Carobbio è una candidatura forte - sottolinea Dadò -. Ha sempre ambito al Consiglio di Stato e questa per lei è finalmente l’occasione buona. Ma se non faranno una lista con una vera contesa interna, non sarà un grande vantaggio per il partito. Non penso che basterà la candidatura di Carobbio per allargare il loro bacino elettorale».

In questo articolo: