In Europa le ondate di caldo ripetute hanno causato almeno 35.000 morti in più

I numeri sono ancora provvisori. Ma secondo i dati raccolti tra giugno e luglio, in Europa sono morte almeno 35.000 persone in più, rispetto alla norma, durante le quattro ondate di calore consecutive che hanno colpito gran parte del continente. Come si legge sul Guardian, gli esperti sostengono che il bilancio aumenterà in modo significativo una volta che saranno disponibili i dati relativi al mese di agosto.
Si tratta, indubbiamente, di dati allarmanti. Le ondate di caldo che si sono susseguite in Europa – soprattutto nella parte occidentale – a partire da fine maggio hanno infatti battuto tutti i record storici di temperatura in centinaia di stazioni meteorologiche. In diversi Paesi e località sono stati toccati valori mai raggiunti prima, come in Francia, dove è stata registrata la giornata con la media nazionale più elevata di sempre. In Germania, invece, alla fine di giugno sono stati battuti i record di caldo per tre giorni consecutivi, quando 46 stazioni hanno superato i 40 gradi. In Spagna, invece, le temperature massime sono state per diversi giorni superiori ai 42 gradi. Tutti record, questi, che fanno scattare l'allarme. E, come ricordano gli scienziati, ricordano quanto il cambiamento climatico, causato dall'uomo, stia rendendo eventi estremi come questi molto più frequenti e intensi.
Tornando al numero delle vittime, al momento, secondo i dati disponibili, il bilancio più elevato è quello della Germania, dove alla fine della scorsa settimana si segnalavano circa 14.000 decessi correlati al caldo, nel periodo compreso tra il 6 aprile e il 9 agosto. Il culmine, tuttavia, è stato toccato proprio durante le settimane di caldo intenso di fine giugno. Secondo i dati dell'Istituto Robert Koch (RKI), l'agenzia per la salute pubblica, solo nella settimana dal 22 al 28 giugno sono morte 9.600 persone. Basti pensare che il precedente record di decessi legati al caldo in Germania (che è il paese più popoloso dell'UE), era di 8.900 morti in totale, e risaliva al 2018. Di più, secondo l'RKI, durante le estati «normali», i decessi legati al caldo sono spesso inferiori a 2.000 casi.
Non solo. A parlar chiaro sono anche i confronti con i dati sulla mortalità in eccesso dell'UE. Da questi numeri, che vengono raccolti e divulgati dal 2008, emerge infatti che l'unica altra settimana estiva in cui è stato raggiunto un numero così alto di decessi risale al mese di luglio 2022. Un anno in cui, insieme al caldo estivo, era ancora in circolazione anche il Covid-19.
Anche in Spagna, la situazione non è stata molto diversa. Tra maggio e questa settimana di fine agosto, i dati del sistema di monitoraggio della mortalità dell’istituto sanitario Carlos III hanno rilevato 4.947 decessi attribuibili al caldo. Un dato inferiore a quello della Germania, ma sufficiente per rendere il 2026 l'anno peggiore mai registrato in Spagna per i decessi legati al caldo, superando i 4.520 casi registrati nel 2022.
Ogni Paese calcola e presenta i dati in modi diversi. Come si legge sempre sul Guardian, la Spagna e la Germania elaborano modelli in tempo reale per stimare i decessi legati al caldo, confrontando le temperature giornaliere e i tassi di mortalità per calcolare i decessi attribuibili al caldo. Si tratta di stime necessarie, dal momento che il caldo viene raramente indicato come «causa diretta della morte». Nella maggior parte dei casi, infatti, il caldo aggrava condizioni di salute preesistenti, come malattie respiratorie o cardiovascolari, e le vittime muoiono per infarto, ictus o insufficienza renale. Proprio per questo motivo, l'attribuzione definitiva può richiedere settimane, se non mesi. Anche per questa ragione, molti Paesi non sono ancora stati in grado di fornire tutti i risultati.
