L'allarme

La Terra «oltre i suoi limiti»: nel 2025 accumulati livelli di calore record

Il clima terrestre, secondo i dati dell'ultimo rapporto dell'Organizzazione meteorologica mondiale, appare «più sbilanciato che mai» – Guterres: «Tutti i principali indicatori climatici lampeggiano in rosso»
©Ryan Sun
Red. Online
23.03.2026 09:30

I dati dell'ultimo rapporto dell'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) sono allarmanti. Nel 2025, la quantità di calore accumulata dalla Terra ha raggiunto un livello record, che comporterà conseguenze per centinaia, se non migliaia, di anni. «Il clima globale è in stato di emergenza. La Terra viene spinta oltre i suoi limiti. Tutti i principali indicatori climatici lampeggiano in rosso», ha dichiarato il segretario dell'ONU António Guterres, presentando i risultati. 

Nel rapporto compare un dato, in particolare, più preoccupante degli altri. Per la prima volta, infatti, nel documento è stato incluso, tra i principali indicatori climatici, lo squilibrio energetico della Terra, che tiene conto della velocità con cui l'energia entra ed esce dal sistema del pianeta. A tal proposito, l'OMM ha dichiarato che la Terra sta assorbendo molta più energia termica di quanta ne possa rilasciare. Una situazione decisamente allarmante: in un clima stabile, la quantità di energia solare in entrata dovrebbe infatti essere all'incirca uguale alla quantità di energia in uscita. Sul nostro pianeta, invece, questo equilibrio è alterato dalle crescenti concentrazioni di gas serra (Co2, metano e protossido di azoto), che stanno causando un continuo riscaldamento dell'atmosfera e degli oceani, nonché lo scioglimento delle calotte polari. A questo quadro, già critico, si aggiungono i timori degli scienziati, che sostengono che una fase di riscaldamento come El Niño – il cui inizio è previsto entro la fine dell'anno – possa presto portare a nuovi record di calore.

In seguito alla presentazione del rapporto, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha ribadito il suo appello ai paesi affinché abbandonino i combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili per «garantire la sicurezza climatica, energetica e nazionale». «Il pianeta Terra sta venendo spinto oltre i propri limiti. Tutti gli indicatori climatici chiave segnalano allarme rosso». 

Secondo i dati resi noti dall'Organizzazione meteorologica mondiale, gli ultimi 11 anni sono stati gli 11 anni più caldi della Terra nei registri che risalgono al 1850. Nel 2025, le temperature medie globali registrate erano di circa 1,43 gradi superiori a quelle dell'era «preindustriale» (prima che gli esseri umani iniziassero a bruciare grandi quantità di combustibili fossili». Lo scorso anno, un temporaneo «raffreddamento» dovuto al fenomeno meteorologico naturale La Niña ha fatto sì che il 2025 non fosse così caldo come il 2024, che era stato influenzato dalla fase opposta di El Niño. Ma questo dato, da solo, è insufficiente. Lo scorso anno, infatti, è stato comunque uno dei tre più caldi dall'inizio delle registrazioni. 

Non solo. Come rivela l'OMM, ci sono diverse prove che dimostrano che il clima sta cambiando più rapidamente di quanto abbiamo mai osservato in passato. Ma l'indicatore che può offrire un quado più completo di quanto stia accadendo resta quello della quantità di energia termica in eccesso assorbita dalla Terra. Questo «squilibrio energetico» è, in definitiva, la causa del cambiamento climatico e ha raggiunto un nuovo picco lo scorso anno. Gli scienziati, sebbene stiano ancora cercando di capire perché il nostro pianeta abbia accumulato così tanto calore in più nell'ultimo decennio, non hanno dubbi sul fatto che i gas serra che intrappolano il calore, come l'anidride carbonica (CO2), siano la causa principale dello squilibrio. 

Nello specifico, questo «squilibrio» è peggiorato da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1960, e in particolare negli ultimi 20 anni, raggiungendo «un nuovo record nel 2025». Ma come detto, le conseguenze si estenderanno per un tempo decisamente lungo. Come avverte il l segretario generale dell'organizzazione Celeste Saulo, «le attività umane stanno alterando sempre più l'equilibrio naturale e dovremo convivere con queste conseguenze per centinaia, persino migliaia di anni».

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