Ambiente

Negli ultimi 45 anni Groenlandia e Antartide hanno perso 11,3 trilioni di tonnellate di ghiaccio

È quanto emerge da uno studio scientifico basato sulla più lunga serie di dati satellitari mai raccolta sulle variazioni delle calotte glaciali – Dal 1979 al 2023 il livello del mare, a causa dello scioglimento di ghiaccio, si è alzato di 3,14 centimetri
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Red. Online
06.10.2026 06:00

Una notizia allarmante per l'ambiente e per la salute del pianeta Terra. Secondo i risultati di uno studio scientifico basato sui dati satellitari, negli ultimi 45 anni, Groenlandia e Antartide hanno perso 11,3 trilioni di tonnellate di ghiaccio. Un dato che non passa inosservato e che, al contrario, provoca preoccupazione tra gli esperti. Nello specifico, tra il 1979 e il 2023, secondo le analisi di 27 missioni satellitare, lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia e Antartide ha contribuito a innalzare, globalmente, il livello del mare di 3,14 centimetri. 

Come detto, lo studio – condotto dall'Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise – si basa sulla più lunga serie di dati satellitari mai raccolta sulle variazioni delle calotte glaciali. Si tratta di un'analisi che offre il resoconto più completo fino ad oggi della perdita di ghiaccio agli estremi del mondo. E che, soprattutto, come sottolineano gli autori – un gruppo internazionale di scienziati polari – offre nuove prove degli effetti del cambiamento climatico globale causato dall'uomo. «Per contestualizzare questa cifra enorme, 11,3 trilioni di tonnellate di ghiaccio sono sufficienti a riempire un cubo alto 23 chilometri», ha dichiarato, come si legge su Reuters, la climatologa Inès Otosaka della Northumbria University in Inghilterra, nonché autrice principale dello studio pubblicato negli scorsi giorni. 

Guardando ai dati nello specifico, della perdita di ghiaccio documentata dallo studio, circa il 60% proveniva dalla Groenlandia, mentre il 40% dall'Antartide. Un dato interessante, se consideriamo che la Groenlandia ha una superficie pari a circa un ottavo di quella dell'Antartide. «Quando le calotte glaciali si sciolgono, contribuiscono all'innalzamento del livello globale del mare. E con ogni centimetro aggiuntivo di innalzamento del livello del mare, circa 2 o 3 milioni di persone sono esposte al rischio di inondazioni costiere ogni anno», ha spiegato Otosaka. «Le calotte glaciali sono ora uno dei principali fattori all'origine dell'innalzamento del livello del mare, rappresentando circa il 25% dell'innalzamento complessivo». 

Gli scienziati hanno esteso la loro serie di dati satellitari a ritroso nel tempo fino agli anni '70. E l'analisi ha confermato che la perdita di ghiaccio è iniziata negli anni '90 e da quel momento è aumentata. «La nostra valutazione mostra che il ritmo di perdita di ghiaccio è quadruplicato tra gli anni '80 e gli anni 2010», ha sottolineato Otosaka alla Reuters. 

Dallo studio, tuttavia, emergono anche altri dati interessanti. L'analisi condotta sulle calotte ha infatti documentato un rallentamento della perdita di ghiaccio tra il 2020 e il 2023. Un dato che i ricercatori sostengono rappresenti una variazione a breve termine e non un'inversione della tendenza a lungo termine. Le nevicate insolitamente abbondanti su tutta l'Antartide orientale hanno infatti fornito ghiaccio sufficiente a compensare parte delle perdite registrate dai ghiacciai in altre zone dell'Antartide. Inoltre, le estati relativamente miti in Groenlandia hanno ridotto in modo sostanziale lo scioglimento superficiale. 

Come emerge, ancora, dallo studio, circa l'84% della perdita di ghiaccio è derivata dai ghiacciai che scorrono più rapidamente verso l'oceano, piuttosto che dallo scioglimento superficiale del ghiaccio, a dimostrazione del fatto che la tendenza a lungo termine è determinata dalla risposta delle calotte glaciali al riscaldamento dell'oceano. Secondo i ricercatori, inoltre, l'innalzamento totale del livello del mare attribuito alla perdita di ghiaccio in Groenlandia e in Antartide possa non sembrare una «cifra enorme», espone al rischio di inondazioni costiere ed erosione da 6 a 9 milioni di persone in più a livello globale. «Questi risultati hanno implicazioni per la pianificazione costiera, e dimostrano che abbiamo urgente bisogno di sviluppare piani per proteggere le comunità costiere di tutto il mondo dallo scioglimento delle calotte glaciali».