Addio a Paolo Masi, protagonista della Pittura Analitica italiana

È morto a 92 anni Paolo Masi, tra le figure più importanti della Pittura Analitica italiana. Nato a Firenze nel 1933, Masi ha sviluppato lungo oltre sessant’anni una ricerca artistica centrata sul rapporto tra materia, spazio e percezione, mantenendo sempre una posizione indipendente rispetto alle definizioni più rigide dei movimenti artistici del secondo Novecento.
A darne notizia è stata la galleria Frittelli Arte Contemporanea, che ha ricordato l’artista come «protagonista di una ricerca rigorosa e libera» e una presenza «discreta e autorevole».
Fin dagli anni Sessanta, Masi aveva progressivamente allontanato la propria pratica dai confini tradizionali della pittura, lavorando su cartoni ondulati, reti metalliche, tele industriali, plexiglas e materiali urbani. Le sue opere si costruivano attraverso stratificazioni, trasparenze e vibrazioni luminose che trasformavano la superficie in uno spazio di indagine percettiva.
Pur essendo associato alla Pittura Analitica, Masi ha sempre mantenuto un approccio autonomo, concentrato più sul processo e sull’esperienza visiva che sull’adesione a una corrente definita. Il suo lavoro si fondava sull’osservazione della materia e sull’idea della pittura come pratica di ricerca continua.
Accanto all’attività artistica, centrale è stato anche il suo impegno culturale a Firenze. Nel 1974 fu tra i fondatori, insieme a Maurizio Nannucci e Mario Mariotti, dello spazio indipendente Zona, esperienza che proseguì poi dal 1998 con il collettivo Base.
Nel corso della carriera partecipò a numerose esposizioni internazionali, tra cui la 38th Venice Biennale, la Quadriennale di Roma e la mostra «Livres d’artistes» al Centre Georges Pompidou. Negli ultimi anni il suo lavoro aveva conosciuto una nuova attenzione critica attraverso esposizioni in musei e gallerie italiane e internazionali.
Le sue opere fanno oggi parte delle collezioni di istituzioni come il MART, il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, il Museo Novecento di Firenze e la GAM di Torino.
