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ParasiTic-ino city: la leggenda del manga Shintarō Kago in arrivo a Lugano

Il grande mangaka sarà ospite di Innovacomix a Villa Ciani: lo ha lasciato intendere a margine del Comicon Napoli, chiuso con 183mila visitatori: tra le opere più recenti la serie distopica Parasitic City. «Le mie opere sono una commedia, anche quando diventano estreme»
Mattia Sacchi
05.05.2026 11:45

Una leggenda del manga arriverà a Lugano. Shintarō Kago sarà infatti tra gli ospiti di Innovacomix, in programma a febbraio 2026.

L’indicazione emerge a margine di Comicon Napoli, che ha chiuso la sua XXVI edizione con 183mila visitatori in quattro giorni, confermandosi tra i principali appuntamenti europei dedicati alla cultura pop. In un contesto sempre più internazionale, tra oltre 480 ospiti e centinaia di eventi, sensei Kago è stato tra gli artisti più ricercati, anche per i ritratti dal vivo che ha fatto al pubblico, riducendo letteralmente a brandelli i lineamenti come nel suo stile che lo ha reso iconico.

Durante il festival, l’autore giapponese ha offerto alcuni spunti sul proprio lavoro. Napoli resta sullo sfondo, ma qualcosa filtra. «Mi ha colpito vedere edifici costruiti nel mezzo delle colline, quasi incastrati nella natura. È un’immagine insolita», racconta. Più che un riferimento diretto, un elemento che si aggiunge al suo archivio visivo. «Mi era successo anche a Hong Kong: quegli edifici stretti, uno attaccato all’altro. Sono immagini che restano».

Alla base del suo lavoro, però, non c’è soltanto una ricerca estetica. «Le mie opere sono prima di tutto una forma di commedia», spiega. «Non so se faccia ridere nel senso classico, ma è un elemento fondamentale. Senza, il mio lavoro non esisterebbe». Il grottesco, in questa prospettiva, non è una provocazione fine a sé stessa, ma un dispositivo narrativo.

Anche quando le tavole sembrano muoversi verso una proliferazione incontrollata di dettagli, il processo resta definito. «Il piano generale lo penso prima. I dettagli arrivano mentre disegno». Una costruzione che si misura con vincoli concreti. «Ci sono tempi editoriali, non posso rendere tutto troppo complesso».

Sul tema dei limiti, Kago sposta il discorso sul contesto. «Dipende da dove pubblico. Se lavoro per una rivista che si trova ovunque in Giappone, non posso spingermi troppo oltre. Con editori più liberi, invece, posso fare quello che voglio». Non è quindi il soggetto a determinare il confine, ma il canale in cui l’opera prende forma.

Questo approccio emerge anche nei lavori più recenti, come Parasitic City, serie ambientata in un mondo distopico in cui i peccati vengono controllati attraverso parassiti e il destino delle anime – tra reincarnazioni e vite future – diventa una questione quasi economica, regolata da un sistema di «punti». Un impianto che intreccia riferimenti alla cultura occidentale, dalla filosofia alla storia del fumetto, con elementi delle tradizioni religiose orientali. Anche qui, però, la logica resta coerente. «Più che il soggetto, è il modo in cui lo rappresento a definire il mio lavoro».

«Sono davvero curioso adesso di arrivare in Svizzera - conclude Kago - un territorio che ha una grande tradizione sul fumetto: sarà un modo per mettere a confronto due culture diverse e vedere come il pubblico ticinese reagirà al mio immaginario».

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