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Chat per seguire gli spostamenti delle star e mazzette alla reception: i cacciatori di autografi sbarcano a Locarno

Memorabilia firmate e poi messe subito in vendita online: per alcuni è ormai un vero lavoro, con addirittura siti specializzati - «Qui avvicinare le celebrity è molto più facile che a Cannes o Venezia»
© Shutterstock
Mattia Sacchi
14.08.2026 09:00

Non per tutti Piazza Grande è l’epicentro del Locarno Film Festival. C’è chi non solo non ci si è avvicinato neanche lontanamente, ma anche chi non ha visto un film. Eppure sono a ogni conferenza, a ogni incontro degli attori e dei registi con il pubblico. Il loro Festival ha un altro obiettivo: una firma.

Li riconosci dopo qualche giorno perché sono sempre gli stessi. Davanti agli alberghi, vicino agli ingressi riservati, talvolta persino all’aeroporto. Mentre il pubblico “normale” cerca un selfie con l’attore del momento, loro arrivano con cartellette, pennarelli e immagini accuratamente selezionate.

Non sono esattamente fan, non nella definizione classica. Sono i professionisti dell’autografo, presenza costante – e neppure troppo discreta – nei grandi festival europei. Seguono le star, raccolgono firme e rivendono fotografie, locandine e memorabilia online. Alcuni hanno migliaia di follower, altri addirittura negozi digitali con cataloghi divisi per attore, epoca o genere.

E in questo tour dei festival, Locarno è una delle tappe più interessanti. «A Cannes puoi aspettare ore e non ottenere niente, con la maggior parte degli attori che sono totalmente inavvicinabili. Venezia è diventata molto complicata soprattutto per la logistica. Qui gli ospiti camminano per la città, entrano ed escono dagli hotel. È tutto più accessibile».

A raccontarcelo è un raccoglitore tedesco che abbiamo incrociato più volte e che preferisce restare anonimo. Quando lo incontriamo ha una cartelletta nera. Dentro, decine di fotografie di Zoe Saldana, praticamente un inventario. “Purtroppo me ne ha firmate solo 2, ma perlomeno sarà una vendita facile, ho già a chi darle”.

Soldi facili, almeno all’apparenza. Perché il meccanismo richiede soprattutto informazioni e una fitta rete di contatti. Bisogna sapere chi arriva, dove alloggia e quando riparte. Gli appuntamenti pubblici, paradossalmente, non sono sempre il luogo migliore. «Con cinquanta persone intorno gli artisti non ti possono dedicare troppo tempo. Ma se invece incontri qualcuno nel momento giusto puoi farti firmare quattro o cinque fotografie».

La vera caccia si sposta così negli hotel, nelle stazioni, negli aeroporti. Ed è qui che emerge il lato più disturbante del fenomeno. Attorno ai raccoglitori esiste una rete sotterranea: chat ristrette su WhatsApp e Telegram dove circolano orari e segnalazioni. Una star appena atterrata, un'automobile davanti a un albergo, l'orario di una partenza. A dare le soffiate a volte sono gli stessi dipendenti di hotel e aeroporti. E non tutte le informazioni sono gratuite. «Se io aiuto qualcuno oggi, magari lui aiuterà me domani». Ma esisterebbe anche un commercio delle dritte. Ci sono receptionist che chiedonno materiale autografato, altri contatti oppure denaro. «A volte paghi. Dipende dal nome. Se sai dove sarà qualcuno prima degli altri hai già fatto metà del lavoro».

La vendita arriva dopo. Durante il Festival bisogna accumulare materiale: trascorrendo le giornate in strada sarebbe difficile gestire ordini e spedizioni. «Quando torno a casa sistemo tutto, aggiorno il sito e comincio a spedire. Qui l’importante è concentrarsi sul raccogliere più materiale possibile».

Poi entra in gioco una sorta di borsa degli autografi. Il prezzo dipende dal personaggio e dalla rarità della firma. Tra gli artisti presenti a Locarno nel catalogo del nostro interlocutore una fotografia firmata da Virginie Efira costa attorno ai 30 dollari. Per Zoe Saldaña si arriva invece a circa 125. “Ma io aspetto soprattutto Asia Argento, lei di solito è molto disponibile e le sue foto le vendo tra i 50 e gli 80 dollari”

Il vero affare è però anticipare il mercato. Il nostro interlocutore ricorda Aaron Taylor-Johnson ai tempi di *Nowhere Boy*, prima del successo internazionale con *Kick-Ass* e *Animali notturni*. «Avevo capito che sarebbe diventato importante. Così quando l’ho beccato tranquillo in un ristorante gli ho fatto firmare di tutto. Dopo pochi mesi la sua carriera è esplosa e ho iniziato a venderle a cifre importanti: grazie a lui mi sono pagato un viaggio in Giappone».

È qui che il cacciatore di autografi diventa commerciante. Bisogna conoscere il cinema, intuire chi potrebbe esplodere e sapere quando vendere. Alcuni siti sembrano piccoli archivi cinematografici, con fotografie suddivise persino per epoca e genere: decenni di cinema con un prezzo accanto a ogni volto.

I festival diventano così, involontariamente, luoghi di approvvigionamento. E Locarno, con le sue dimensioni ridotte e la vicinanza tra pubblico e grandi nomi, rappresenta un terreno ideale. Mentre parliamo il telefono vibra. Legge un messaggio. “È per uno degli ospiti più attesi dei prossimi giorni, se la dritta è vera sarà un bel colpo”. Non ci dice di chi si tratta, ma abbiamo come l’impressione che lo scopriremo presto dal suo sito.

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