Locarno Kids

Il futuro del cinema ha già una giuria

Il Locarno Film Festival ha scelto di trattare gli adolescenti da adulti: non caricandoli di responsabilità, ma dando loro fiducia – Locarno Kids è un concorso vero e proprio – Mario Blaconà: «Li educhiamo a uno sguardo consapevole»
Un frame del film L'estate che finì due volte, di Matteo Incollu.
Jenny Covelli
11.08.2026 06:00

Il cinema fatto per i più giovani può essere davvero un cinema per tutti? A Locarno Kids la risposta sembra arrivare dalle sale piene e dalle domande che, alla fine delle proiezioni, si protraggono per lungo tempo. La nuova sezione competitiva del Locarno Film Festival presenta prime mondiali, internazionali e nazionali, ma soprattutto propone un’idea precisa di pubblico: non soltanto bambini e ragazzi da accompagnare dentro storie pensate per loro, ma spettatori capaci di confrontarsi con forme, linguaggi e realtà diverse.

«Nella selezione, abbiamo puntato su film aperti a ogni tipo di pubblico», spiega il regista e critico cinematografico Mario Blaconà, anche coordinatore della giuria. «Film godibili e apprezzabili dai bambini e dai ragazzi, ma anche dagli adulti». Il risultato è un pubblico composito, nel quale le età si mescolano e il cinema per ragazzi non viene considerato un territorio separato, più semplice o meno esigente.

A scegliere il film vincitore sarà una giuria composta da ragazze e ragazzi tra i 12 e i 15 anni d'età, provenienti in parte dal Ticino e in parte dall’Italia. Durante il Festival, si incontrano ogni pomeriggio, discutono dei film e imparano a osservare ciò che vedono. Non è soltanto un esercizio di voto. «È un laboratorio sul modo in cui si sta in sala, si ascolta una storia e si costruisce un’opinione». All’inizio Blaconà ha proposto una breve lezione su come avvicinarsi a «un cinema più aperto» rispetto a quello a cui i ragazzi sono abituati. Poi il lavoro è diventato concreto: seguire un film fino alla fine, rispettare il silenzio, mantenere l’attenzione, accettare la concentrazione necessaria per lasciarsi attraversare da un’opera.

«I ragazzi sono un pubblico molto attento, curioso, davvero reattivo», spiega. Le domande sono tante, a volte ingenue, ma proprio per questo capaci di stimolare anche le delegazioni dei film. Le sessioni di Q&A al termine delle proiezioni si allungano, gli autori sono messi di fronte a richieste impreviste e si ritrovano a tornare al cuore del proprio lavoro.

La cosa importante in un film, spiega Blaconà ai giovani giurati, «non è tanto capire, ma sentire: un film può oltrepassare la logica immediata e la sequenzialità narrativa. Può lasciare una sensazione, una domanda, un’immagine difficile da spiegare». E il fatto di non aver compreso ogni passaggio non significa necessariamente che non sia piaciuto. È una distinzione importante, soprattutto per spettatori abituati a consumare immagini velocemente. A Locarno Kids i ragazzi non vengono invitati a dare subito un giudizio, ma a restare dentro un’esperienza anche quando non è completamente decifrabile.

Una giuria senza paura

L’idea che saranno loro a scegliere il vincitore li entusiasma. «Sono gasati dal fatto che voteranno loro», dice Blaconà. «Li diverte avere un ruolo così importante e nuovo». Il compito, però, non viene trasformato in un esame. «Durante gli incontri cerchiamo di mantenere una dimensione ludica: i ragazzi devono pensare, discutere, scegliere, ma senza sentirsi schiacciati dalla responsabilità». Il voto è il punto finale di un percorso che vuole formarli come spettatori consapevoli e, proprio per questo, come una buona giuria. Non si tratta di chiedere loro un giudizio adulto, né di guidarli verso una risposta corretta. Si tratta di dare valore al loro sguardo e di aiutarli a riconoscere che anche una reazione personale può diventare materia di confronto.

«Secondo me sta funzionando benissimo», ci spiega il coordinatore della giuria. «La sezione nasce con l’ambizione di formare quello che sarà il pubblico del futuro, in un momento in cui il futuro appare fumoso». Ma sta attirando anche molti spettatori adulti. L’eterogeneità è uno degli elementi che funzionano meglio: famiglie, ragazzi, adulti e delegazioni dei film condividono la sala e il confronto.

Non proteggere, ma rendere consapevoli

Locarno Kids parte da una convinzione: bambini e ragazzi possono confrontarsi con un cinema che non nasconde la complessità del mondo. Con cautela, certo, perché si tratta di un pubblico giovane. Ma anche con fiducia. «Oggi anche i più giovani hanno accesso a tutto. Di fronte a questa realtà, noi scegliamo di dare un senso e una coscienza a questo tutto».

Anche film che affrontano situazioni dure, lontane dall’esperienza quotidiana dei ragazzi, possono diventare strumenti di elaborazione. Il lutto, la povertà, la guerra, la migrazione. «Gli stiamo dando fiducia», dice Blaconà. Significa non lasciare i ragazzi soli davanti a ciò che vedono, ma nemmeno considerarli incapaci di affrontarlo. «Fai sempre più fatica a tutelare uno sguardo innocente, tanto vale renderlo consapevole». La selezione si è orientata verso storie di formazione, con protagonisti vicini all’età degli spettatori, ma collocati in realtà diverse. Ragazzi che vivono in contesti lontani, dentro condizioni sociali ed economiche che il pubblico di Locarno può non conoscere direttamente. Il cinema diventa così un esercizio di consapevolezza, anche di classe: invita a guardare oltre il proprio ambiente protetto, senza trasformare la visione in una lezione morale.

Il pubblico di domani

La scommessa di Locarno Kids non è soltanto trovare il film che piacerà di più ai giovani giurati. È provare a capire come si forma uno spettatore, come nasce un gusto, come si impara a stare davanti a un’opera senza pretendere che debba rispondere subito a ogni domanda.

Francesco De Biasi cura i programmi didattici; Blaconà e Daniela Persico, critica e programmatrice, hanno seguito la selezione; il regista coordina la giuria. Insieme costruiscono un percorso nel quale il cinema è visione, ma anche discussione, ascolto e responsabilità. La sezione competitiva è anche un riconoscimento istituzionale: Locarno non si limita a programmare film per i più giovani, ma affida loro un premio ufficiale – il Locarno Kids La Mobiliare Award – e un ruolo reale. Il pubblico del futuro, in fondo, non è qualcosa che arriverà più avanti. È già seduto in sala, fa domande, discute, cambia idea e decide. E forse la vera scommessa di Locarno Kids è proprio questa: non dire ai ragazzi che cosa devono capire, ma accompagnarli nella possibilità di sentire, pensare e guardare il mondo con i loro occhi.

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