John Travolta e la nascita di una grande passione

Da cinquant’anni John Travolta è un nome indelebile nell’immaginario collettivo: nel 1976 si faceva notare come antagonista in Carrie – Lo sguardo di Satana, e appena un anno dopo conquistò tutti – arrivando persino alla nomination all’Oscar come miglior attore – nei panni di Tony Manero ne La febbre del sabato sera. Al cinema ce lo ricordiamo spesso in parti che comportavano momenti da ballerino (da Grease a Pulp Fiction fino a Hairspray, dove duettava in maniera memorabile con Christopher Walken), ma l’altra grande passione della sua vita è l’aviazione: pilota abilitato, nel corso degli anni è stato proprietario di diversi aerei, incluso un Boeing 707 e la sua residenza in Florida è collegata a un aeroporto privato che gli consente di andare e venire a proprio piacimento, specie se invitato a manifestazioni internazionali (in almeno un’occasione, stando al diretto interessato, ha pilotato lui il velivolo che lo portava in Italia al Festival di Sanremo). Quella passione ha portato alla scrittura di un libro per bambini nel 1997 (lo spunto venne dal figlio primogenito Jett, purtroppo venuto a mancare nel 2009) e da quel testo è stato tratto Propeller One-Way Night Coach (Volo notturno per Los Angeles, in italiano) il primo lungometraggio da regista di Travolta, presentato fuori concorso a Cannes – dove il divo ha ricevuto una Palma d’Oro alla carriera – e poi destinato ad arrivare direttamente su Apple TV, scelta praticamente obbligata perché è quasi impossibile che un distributore cinematografico accetti di far uscire in sala un film che dura appena un’ora (titoli di coda compresi). Travolta fa da narratore, leggendo passaggi del libro che commentano le immagini di questa versione romanzata della sua infanzia: il protagonista è Jeff (Clark Shotwell), un bambino che vive a New York con la madre (Kelly Eviston-Quinnett), la quale riceve una proposta con potenziale lavoro annesso a Los Angeles. Eccoli, quindi, su un volo notturno con diversi scali per arrivare da una costa all’altra, un viaggio che per il giovanissimo passeggero esordiente è il sogno di una vita, poiché ha sempre amato guardare gli aerei nel cielo e ora può vedere da vicino come funziona il tutto. È tutto molto semplice, schietto, personale (il film è dedicato ai figli, ai genitori, ai fratelli e alla defunta moglie Kelly Preston, e nel cast ci sono vari membri della famiglia Travolta, tra cui la figlia che interpreta una delle hostess). A tratti più interessante come riflessione extracinematografica su ciò che è importante per il neoregista che come film in sé, ma comunque fatto con il cuore e con un occhio di riguardo per la ricostruzione visiva degli anni Sessanta, a cominciare dalla sequenza dei titoli di testa con un’animazione vintage più che ammirevole. E dal momento che Apple TV consente il download per la visione offline su dispositivi portatili, potrebbe essere l’accompagnamento giusto per un volo di breve durata. Certo, senza il fascino rétro degli aeroporti di allora…
Volo notturno per Los Angeles, di John Travolta, con Clark Shotwell, Kelly Eviston-Quinnett ed Ella Bleu Travolta (USA 2026/ 61 minuti). Giudizio: 3/5.