Lo squalo: 51 anni dopo la piazza, ancora, rumoreggia

Due note. Ed è subito paura. Piazza Grande, per la seconda serata del Prefestival, ha attirato il pubblico delle grandi occasioni. Quello pronto a rivedere un grande classico, a tremare di fronte a quelle due note. Il leggendario blockbuster di Steven Spielberg, Lo squalo, lo scorso anno ha celebrato il suo 50. anniversario. E, ieri sera, il Locarno Film Festival ha voluto regalarlo al suo pubblico. Una serata all'aperto per celebrare la magia del cinema, ancora prima dell’inizio del Festival.
Primo aspetto meraviglioso fuori tema. Ciao ciao canicola. La serata si è aperta con un forte vento che ha spazzato via l'afa. E anche qualche sedia. Tanto che alle 19 gli addetti del Festival hanno iniziato a togliere le sedie dalla piazza. Vorranno mica annullare la proiezione? Assolutamente no, ci viene risposto. Vengono spostate per motivi di sicurezza, ma al momento giusto tutto tornerà al suo posto.
Alle 21.15 tutto è pronto. Il pubblico ha preso posto. L'aria è piacevole. «Piazza Grande, che meraviglia. Il più bell'effetto specialissimo del mondo», dice il direttore artistico Giona A. Nazzaro dal palco. «Martin Brody (interpretato da Roy Scheider) nel film dice "Ci serve una barca più grande" quando lo squalo meccanico Bruce – soprannominato così sul set – si affaccia. Però noi abbiamo lo schermo grande adatto per Bruce, questo qui, lo schermo più bello del mondo. E Lo squalo stasera ritorna in tutta la sua magnificenza, qui a Locarno, in Piazza Grande, per farci rivivere questo momento epocale nella storia del cinema».
Le luci si spengono. Mi e Fa, John Williams si prende la scena.
Quando l'oceanografo Matt Hooper (Richard Dreyfuss) si immerge di notte per esaminare la barca affondata, trova un enorme dente di squalo conficcato nello scafo e la testa mozzata del pescatore Ben Gardner spunta improvvisamente dallo squarcio. Il pubblico si spaventa. Commenta. Eppure, questo film, lo ha visto cento volte.
Un'altra chicca, uno dei momenti più intimi, famosi e toccanti del film. Siamo al tavolo della cucina. Il capo della polizia Martin Brody (Roy Scheider), visibilmente stanco, stressato e tormentato dal problema del grande squalo bianco, distrattamente inizia a intrecciare le dita e ad appoggiare i gomiti sul tavolo. Suo figlio minore Sean (Jay Mello), seduto accanto a lui, comincia a replicare fedelmente ogni singolo movimento del padre. «Vieni qui a darmi un bacio». «Perché?». «Perché ne ho bisogno». Il pubblico di Piazza Grande rumoreggia. Si emoziona. Non riesce a stare fermo sulla sedia ogni volta che quelle due note partono. Lo sa che arriva lo squalo, eppure qualcosa, dentro, si muove. «Non metterò mai più piede in acqua quando andiamo al mare, scordatelo».
È la magia del cinema, signori. È la magia di Spielberg.

