Cinema

L’odissea nello spazio di Ryan Gosling

In «L’ultima missione: Project Hail Mary» l’attore interpreta un uomo colpito da amnesia che si risveglia su di un’astronave da dove deve salvare la Terra
Appassionato di fantascienza Ryan Gosling ha acquistato i diritti, prodotto e interpretato il film. © 2026 Amazon Content Services LLC.
Max Borg
18.03.2026 06:00

Informatico per formazione, Andy Weir si è gradualmente spostato verso la scrittura, diventando un nome di punta nell’ambito della fantascienza americana grazie ai suoi romanzi, acclamati per la plausibilità dei loro contenuti, basati su ricerche dettagliate e calcoli minuziosi da parte dell’autore. Una caratteristica che si è vista anche sullo schermo nel 2015 quando Ridley Scott ha diretto Sopravvissuto – The Martian, la storia di un astronauta (Matt Damon) costretto a cavarsela da solo su Marte dopo essere stato inavvertitamente abbandonato dai colleghi. Drew Goddard, autore della sceneggiatura di quel film, è stato reclutato anche per il copione di un secondo adattamento delle opere di Weir: L’ultima missione: Project Hail Mary, lungometraggio nato principalmente dalla passione per la materia di Ryan Gosling, che ha acquistato i diritti ed è produttore oltre che protagonista.

Siamo in un futuro non troppo lontano e un uomo (Gosling) si sveglia a bordo di un velivolo spaziale, senza alcun ricordo di come ci sia finito. Inizialmente, a causa del coma artificiale a cui era stato sottoposto, fatica anche a ricordare la propria identità, ricostruita per lo spettatore tramite diversi flashback: lui è Ryland Grace, un biologo molecolare e insegnante di scuola media, ed è stato ingaggiato da una certa Eva Stratt (Sandra Hüller) per trovare un modo per scongiurare un evento cataclismico: il sole si sta gradualmente spegnendo a causa di un microorganismo, ed entro trent’anni la Terra si raffredderà in modo disastroso. Grace si trova nello spazio per eseguire il piano formulato per salvare il mondo, ma è sostanzialmente una missione suicida, poiché il carburante non sarà sufficiente per riportarlo a casa…

Al di là del prestigio della fonte letteraria, L’ultima missione: Project Hail Mary era molto atteso anche perché segnava il ritorno alla regia, dopo dodici anni di pausa dal cinema, per il duo composto da Phil Lord e Christopher Miller, che insieme hanno diretto i film d’animazione Piovono polpette e The Lego Movie (e rimangono attivi nel settore come sceneggiatori e produttori dei lungometraggi dello Spider-Verse) e il dittico di 21 Jump Street. Dovevano anche portare sul grande schermo la gioventù di Han Solo, ma il loro metodo di lavoro di allora – l’aderenza al copione era facoltativa – portò alla rimozione dal progetto (li sostituì Ron Howard). Qui, con un approccio che segue fedelmente il libro, dimostrano di essersi adattati alle esigenze di una produzione massiccia, con un film finanziato da Amazon tramite lo studio MGM e distribuito in sala dalla Sony Pictures, e sul versante visivo risulta evidente che avrebbero fatto un lavoro impressionante nell’universo di Star Wars, da cui proviene anche il direttore della fotografia Greig Fraser (autore delle immagini di Rogue One e di tre episodi della prima stagione di The Mandalorian, nonché premio Oscar per il primo Dune di Denis Villeneuve). Hanno accantonato l’ironia più estrema (poiché nei film precedenti erano soliti prendere in giro il prodotto stesso, come quando in 22 Jump Street proponevano in rapida successione una serie di improbabili seguiti volutamente ridicoli), ma senza rinunciare in toto alla leggerezza, soprattutto nella parte iniziale quando il protagonista deve ambientarsi nello spazio profondo e Gosling – da sempre interessato a mettersi alla prova ma anche a divertirsi – è quasi sempre da solo, interagendo esclusivamente con il computer di bordo.

L’ultima missione: Project Hail Mary è un’avventura epica (anche come durata, poiché si superano di poco le due ore e mezza) e intima, dove la missione cosmica, con una posta in gioco di non poco conto, va di pari passo con il coinvolgente racconto umano. Intrattenimento da esperienza condivisa allo stato puro, da assaporare, se possibile, nella sala più capiente possibile con uno schermo gigante anziché aspettare l’arrivo su piattaforma – presumibilmente Prime Video – nella seconda metà dell’anno.

L’ultima missione: Project Hail Mary, di Phil Lord e Christopher Miller, con Ryan Gosling e Sandra Hüller (USA, 2026/156 minuti). Voto: 4/5.