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Sottotitoli, una questione aperta: l’Italia dona diecimila euro

Il problema della preminenza, anche al Festival, delle altre lingue nazionali e dell’inglese era stato sollevato in una lettera aperta - Marina Carobbio: «Il Cantone stanzia 60.000 franchi l’anno»
©JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Dario Campione
12.08.2026 06:00

Diecimila euro per i sottotitoli in italiano al Festival di Locarno. Una goccia nel mare. Ma, anche, un segnale. Pure politico, se vogliamo. Diecimila euro che sono arrivati in Ticino direttamente dall’ambasciata italiana a Berna, così come confermato da Gian Lorenzo Cornado, il quale lo scorso giugno ha concluso il suo mandato di rappresentante diplomatico in Svizzera e Liechtenstein ed è rientrato a Roma.

Cornado ha spiegato che la decisione era stata adottata prima della sua partenza da Berna e concordata con il CEO del Festival, Raphaël Brunschwig. L’ex ambasciatore ne ha parlato l’altro giorno a Locarno, a margine del congresso medico organizzato da Swiss Medical Network al PalaCinema, al quale ha partecipato a titolo personale. Un’occasione informale durante la quale ha anche sottolineato come la collaborazione tra Italia e Svizzera abbia continuato a svilupparsi in modo costruttivo, al di là delle tensioni seguìte ai tragici fatti di Crans-Montana.

La questione dei «pochissimi» sottotitoli in italiano in una manifestazione che si svolge in Ticino era stata sollevata, a gennaio dello scorso anno, in una lettera aperta al Festival scritta dai responsabili dei quattro cineclub ticinesi - i Circoli del cinema di Bellinzona e di Locarno, il Cineclub del Mendrisiotto e LuganoCinema93. Nella lettera, si deplorava «la progressiva preminenza della lingua inglese che negli ultimi anni ha relegato le altre lingue nazionali a un ruolo subalterno».

Ora arrivano i fondi dall’Italia. Poco più che simbolici, certo, ma comunque in grado di riaprire il dibattito su un tema che resta tutto intero sul tappeto. Un tema di cui si sono occupati anche Governo e Parlamento. «Il Cantone, attraverso il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), prevede un sostegno significativo destinato specificamente alla sottotitolazione dei film in lingua italiana - ha detto ieri in una nota inviata al CdT Marina Carobbio Guscetti, direttrice del DECS - La convenzione tra Cantone e Locarno Film Festival per gli anni 2026-2030 prevede ogni anno l’elargizione tramite il Fondo Swisslos, di 60.000 franchi per la sottotitolazione in italiano dei film proiettati durante il Festival, individuati autonomamente dagli organizzatori». L’obiettivo, spiega ancora Carobbio, è massimizzare l’accessibilità ai film in programmazione per il pubblico di lingua italiana sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi».

Il Festival, insomma, dev’essere sempre più «accessibile al pubblico italofono», oltre a «rafforzare il suo ruolo di ambasciatore della lingua e della cultura italiana in Svizzera».

Un ruolo peraltro riconosciuto anche dalla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, che aprendo il Festival aveva detto: «Parliamo molto dell’insegnamento del francese e della sua importanza per la coesione nazionale, ma non dobbiamo dimenticarci dell’italiano». E aveva aggiunto: «Abbiamo molto da imparare dai nostri compatrioti ticinesi».

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