Cinema

Una notte comica e disperata sulle rive del Lago d’Orta

In «Lavoreremo da grandi» Antonio Albanese torna alle stralunate atmosfere degli esordi
I protagonisti del film Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero, Antonio Albanese e Giuseppe Battiston.
Red.
18.03.2026 06:00

Una lunga notte fatta di colpi di scena, situazioni paradossali e ridicole, incontri e scontri tra i protagonisti e altre figure improbabili che popolano quella interminabile giornata. È Lavoreremo da grandi, il nuovo film di Antonio Albanese arrivato in questi giorni anche nelle sale ticinesi. È la storia di tre amici, Beppe, Umberto e Gigi che attendono l’arrivo del giovane Toni per festeggiare la sua ritrovata libertà. Umberto è un musicista fallito, ha mandato in malora l’azienda del padre e ha già due separazioni alle spalle. Gigi è stato appena diseredato dalla zia, è ubriaco e indossa una delle sue vecchie parrucche in segno di protesta. Beppe ha una madre molto ingombrante, fa l’idraulico e si dice non abbia mai avuto una ragazza. Toni, figlio di Umberto, è un ragazzo fin troppo sveglio che entra ed esce dal carcere per piccoli reati. In altre parole: la più scombinata delle compagnie, in un microcosmo immutabile, nello stridente splendore del piemontese Lago d’Orta. Qualcosa però sta per accadere. Un cataclisma dalle conseguenze sconvolgenti ed esilaranti:dopo una serata ad alto tasso alcolico nel bar del paese, l’auto sulla quale stanno per tornare a casa colpisce qualcosa. O meglio, qualcuno. Dando inizio ad una serie di inesorabili scelte sbagliate, i quattro fuggono e si rifugiano a casa di Umberto. Sarà una lunga notte di colpi di scena, situazioni paradossali e ridicole, incontri e scontri tra i protagonisti e altre figure improbabili fino alla più inimmaginabile delle soluzioni, che arriverà alle prime luci dell’alba.

«In quest’epoca nella quale sentiamo solo parlare continuamente di obiettivi, sentivo forte il desiderio di affezionarmi e abbracciare delle persone, vedere un’umanità, tenera e dolce, rassegnata, ingenua e anche un po’ punk», spiega Antonio Albanese che sul tema del «maschile» che attraversa il film parla di «un racconto di una mascolinità tenera, dolce, un po’ ingenua. Trovo che Lavoreremo da grandi sia mio film più trasgressivo, in questo momento: volevo abbracciare la bontà di queste persone». Una produzione che rimanda ai toni stralunati e fuori scala dei suoi esordi di carriera (con tanto di indiretta citazione a Uomo d’acqua dolce), puntellando senza egocentrismo una «generazione» sfinita, sconfitta e impigrita. Una sorta di pièce teatrale di provincia, un racconto lieve con tracce di black comedy che vive grazie a un cast sincero e appassionato (comprendente oltre ad Albanese Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero e Giuseppe Battiston) e dosato nell’umore e nei toni, generando un cortocircuito capace di far dilagare la trama in un film inaspettato, matto e irresistibile che conclude con un’immagine emblematica: quella di cinque figure fuori asse, sedute davanti alla distesa d’acqua lacustre, accompagnate dalla frase che sembra riassumere l’essenza del tutto – detta dall’Umberto di Albanese: «non abituatevi al lieto fine, ci sono solo pause felici».

Lavoreremo da grandi, di e con Antonio Albanese e con Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero (It, 2026/ 91 minuti). Voto: 3/5.