Venezia, «Woman Unknown» si aggiudica il Leone d'oro

È Woman Unknown della regista danese (di origini egiziane) May el-Toukhy ad aggiudicarsi il Leone d'Oro alla 83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Ambientato dopo la fine dell'occupazione tedesca della Danimarca, Woman Unknown è un ritratto di femminilità drammatica e determinata, dedicato a una domestica sospesa tra il passato amore per un soldato tedesco e il futuro da moglie del ricco industriale in casa del quale ha servito.
NAZA, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor che indaga sui metodi su cui si basano i bombardamenti israeliani su Gaza, ha vinto il Premio Speciale della Giuria.
A Possible Love del sudcoreano Lee Chang-dong è andato il Leone d'Argento del Gran Premio della Giuria: sullo sfondo di temi come il lavoro, i licenziamenti di massa e la sperequazione sociale, il film, prodotto da Netflix, racconta l'incontro tra una documentarista sposata a un ricco industriale e la moglie di un operaio licenziato da una grande impresa.
Il Leone d'Argento per la Miglior Regia è andato al regista russo Ilya Khrzhanovsky per DAU, ennesimo capitolo di un progetto artistico di ampio respiro che l'autore dedica alla figura di un brillante fisico russo di origini greche che ha fatto parte del gruppo di scienziati che hanno costruito la bomba atomica sovietica. Film al centro di polemiche alla vigilia, che recriminavano la presenza alla Mostra di un film russo (anche se Ilya Khrzhanovsky è in realtà un dissidente).
Il Premio per la Miglior Sceneggiatura è andato al regista francese Stéphane Brizé e ai cosceneggiatori Coralie Amédéo e Olivier Gorce, autori dello script di Un bon petit soldat, dramma ambientato nel mondo del lavoro in cui una giovane manager interpretata da Alba Rohrwacher è divisa tra le contraddizioni del suo ruolo di addetta alle risorse umane e le difficoltà del suo ruolo di madre separata.
Coppa Volpi per l'Interpretazione Femminile alla danese Mathilde Alcel, protagonista di Woman Unknown, con la Giuria di Maggie Gyllenhaal che è andata in deroga al regolamento della Mostra che non ammetterebbe l'assegnazione di più di un premio principale allo stesso film. La Coppa Volpi alla Migliore Interpretazione Maschile è andata a John Malkovich per Wild Horse Nine, il film di Martin McDonagh che per molti resterà il migliore della competizione di quest'anno. Malkovich mette tutta la sua grandezza nel ritratto di un agente della CIA malato terminale che si reca sull'Isola di Pasqua per trascorrere i suoi ultimi giorni.
Il Premio Marcello Mastroianni per l'attore o attrice emergente è stato assegnato alla francese Malou Khebizi, tra le ragazze ospiti dell'ospedale psichiatrico di 15/18 di Cédric Kahn.
Nel concorso parallelo «Orizzonti», la Giuria presieduta da Valérie Donzelli ha attribuito il Premio per la Miglior Interpretazione maschile a Riccardo Scamarcio per I figli della Scimmia di Tommaso Landucci, al quale è andato anche il premio per la Miglior Sceneggiatura. L'attore interpreta il padre di un bambino disabile. «Voglio dedicare questo premio a tutti i papà del mondo, anche al mio e alla mia agente Martina e condivido questo premio con un giovane attore al suo debutto, Andrea Aggio (il giovane interprete, realmente disabile, che recita nel film ndr). Andrea abbiamo vinto!», ha detto Scamarcio.
