Come sprecare una coppia di stelle

L?esordio con Le vite degli altri (premio del pubblico a Locarno 2006, Oscar al miglior film straniero 2007) era stato folgorante. Ci si aspettava molto dal regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck e Hollywood l?ha imbarcato. Ma le cose non sono andate per il verso giusto. Il nuovo film The Tourist ha avuto molte traversie e disporre di due star come Angelina Jolie e Johnny Depp non risolve i problemi. Tra critiche negative e pubblico tiepido è previsto il flop. Anche se non è così catastrofico come l?ha bollato la critica italiana, furiosa perché c?è una Venezia da cartolina e la coproduzione ha infilato in particine risibili Alessio Boni, Neri Marcorè, Raoul Bova, Nino Frassica, Christian De Sica. Dopo Mangia prega ama (Julia Roberts) e The American (George Clooney), gli italiani allibiti vedono anche stavolta i loro paesaggi più «fotogenici» al servizio del profilo migliore del divo americano di turno. The Tourist ha una storia ripetitiva nel voler di continuo stupire ribaltando le apparenze e la coppia protagonista non fa scintille. La Jolie è così eccessiva come femme fatale che sembra fare il verso al cartoon Jessica Rabbit, Depp appare svogliato e sottotono. Ma qualcosa – almeno le buone intenzioni – si salva se consideriamo che, mentre Le vite degli altri utilizzava gli stilemi del mélo, The Tourist si rifà al thriller romantico vecchio stampo. I riferimenti non mancano al classico hitchcockiano Intrigo internazionale (lo scambio di persona, tutta la parte sul treno) e al glamour di James Bond (testimonial l?ex 007 Timothy Dalton, nel ruolo di uno sbirro inglese). Auto-citazione de Le vite degli altri, in quanto le scene iniziali sono solo di pedinamenti, controlli con videocamere e microfoni. Il tutto con una certa dose di ironia. Manca invece l?energia dell?action. Jolie è una spia sotto copertura, Depp un turista che lei coinvolge per depistare gli inseguitori (i poliziotti e i cattivi) da una misteriosa primula rossa appropriatasi dei capitali di un gangster. Alla fine il puzzle si ricompone non senza forzature.