Televisione

Con PlaySuisse lo streaming diventa nazionale

Da oggi è disponibile una nuova piattaforma internet della SSR-SRG che propone gratuitamente il meglio della produzione tv e cinematografica delle quattro aree linguistiche del Paese con sottotitoli in italiano, francese, tedesco e romancio
Max Borg
06.11.2020 22:13

Da oggi la Svizzera ha una nuova piattaforma per lo streaming: si chiama PlaySuisse: è stata creata dalla SSR-SRG e mette disposizione su diversi dispositivi – dal televisore di casa, agli smartphone, dai tablet ai computer – il meglio delle produzioni proprie e delle coproduzioni svizzere senza barriere linguistiche. Un gigantesco portale a fruizione gratuita (previa registrazione) che propone contenuti – film, serie, reportage, documentari – provenienti dalle quattro regioni linguistiche del nostro Paese, con sottotitoli in italiano, francese, tedesco e, a seconda del singolo titolo, romancio.

Valorizzare gli archivi
Laddove le piattaforme streaming già in Rete – e ci riferiamo a quelle di RSI, RTS, SFR e RTR cui va aggiunto SWI di Swissinfo – sono soprattutto un modo per recuperare programmi recenti, il più delle volte entro una settimana dopo la messa in onda, PlaySuisse punta soprattutto sugli archivi, con un servizio più curato e al contempo senza vincoli legati all’attualità – saranno presenti infatti reportage e documentari specifici dal valore storico e culturale importante, ma non le edizioni dei telegiornali, che rimangono di competenza delle piattaforme regionali del Servizio pubblico. Il tutto, dicevamo, senza abbonamenti a pagamento, perché l’intento del servizio non è commerciale, bensì culturale, al fine di favorire gli scambi tra le diverse regioni che finora, soprattutto per motivi linguistici, non hanno mai potuto proporre certi titoli. E proprio per sottolineare questo aspetto inedito, al netto del nome del servizio stesso, sarà un portale anche esteticamente diverso dagli altri.

PlaySuisse contiene film, serie, documentari e reportage, delle quattro regioni linguistiche della Svizzera e suddivisi in categorie (fiction, documentario, festival, eccetera). La piattaforma è interamente gratuita, ma occorre registrarsi per avere un profilo personale, in base al quale il servizio proporrà di volta in volta i titoli che possono interessare al singolo utente. Al momento non è prevista la creazione di profili multipli con lo stesso login, ma per chi vuole condividere l’esperienza con la famiglia esistono sezioni tematiche per bambini e giovani. Tutti i titoli disponibili sono sottotitolati in italiano, tedesco e francese, e in alcuni casi, in  romancio.
PlaySuisse contiene film, serie, documentari e reportage, delle quattro regioni linguistiche della Svizzera e suddivisi in categorie (fiction, documentario, festival, eccetera). La piattaforma è interamente gratuita, ma occorre registrarsi per avere un profilo personale, in base al quale il servizio proporrà di volta in volta i titoli che possono interessare al singolo utente. Al momento non è prevista la creazione di profili multipli con lo stesso login, ma per chi vuole condividere l’esperienza con la famiglia esistono sezioni tematiche per bambini e giovani. Tutti i titoli disponibili sono sottotitolati in italiano, tedesco e francese, e in alcuni casi, in romancio.

Un servizio personalizzato
PlaySuisse è una piattaforma che arriva al momento giusto, dato l’aumento di popolarità dello streaming e della visione domestica in tempi di lockdown, e che colma un vuoto a livello di offerta, poiché le produzioni svizzere sono per lo più assenti dai cataloghi di realtà consolidate come Netflix e Amazon Prime Video (anche se il primo ha fatto parlare di sé lo scorso anno per l’acquisto dei diritti internazionali di Wolkenbruch, la commedia di successo di Michael Steiner), e la loro presenza all’interno di servizi on demand, dove si noleggia o acquista il singolo film, è legata principalmente a iniziative come Cinefile.ch o Filmo, il cui bacino d’utenza è abbastanza di nicchia. E come le piattaforme già note, quella della SSR punta su un sistema di personalizzazione e raccomandazioni, alimentando la schermata iniziale del singolo utente in base alle sue scelte, suddivise in varie categorie, inclusa una sezione interamente dedicata ai più piccoli (ma senza profilo individuale per i bambini o altri membri della famiglia, almeno in questa prima fase). Tra queste categorie, c’è quella dei festival del film, con selezioni curate dai vari direttori che mettono in risalto opere più piccole e indipendenti che hanno fatto parte dei programmi di Locarno, Ginevra, Soletta e altre importanti kermesse nazionali (proprio a Soletta, a gennaio, c’era stata la prima discussione pubblica a proposito di Play Suisse, allora senza nome, all’interno di una tavola rotonda sul fenomeno dello streaming in generale).

Binge-watching disponibile
Per ora la funzione di PlaySuisse è soprattutto di fungere da archivio, con un catalogo tematico basato sulle diverse produzioni della SSR attraverso le diverse realtà regionali, ma non è escluso che in futuro si punti anche sulla realizzazione di prodotti, in particolare seriali, concepiti appositamente per la piattaforma, come accaduto in Italia con RaiPlay, per esempio. E proprio l’esempio italiano, insieme a quello britannico di BBC iPlayer, è all’origine di un’altra funzionalità di Play Suisse che farà contenti gli adepti del binge-watching, la pratica di consumare più episodi di una serie in rapida successione: seguendo il modello italiano e inglese, infatti, per alcune serie il cui debutto è imminente, ci sarà la formula ibrida, nel senso che subito dopo la messa in onda del primo episodio sulle emittenti tradizionali ci sarà la possibilità di vedere la stagione intera in streaming, mentre chi preferisce un ritmo più classico può godersi gli episodi a cadenza settimanale in TV.
L'offerta di Play Suisse è ricchissima già al suo esordio e contiene tra l’altro contenuti d'eccezione come le serie Wilder, Helvetica, Quartier des banques, documentari premiati come La Forteresse e 43, il ponte spezzato ma anche film come Blue My Mind, Der letzte Weynfeldt e la commedia romantica Amur senza fin. PlaySuisse mette a disposizione anche tutti e sei gli episodi della serie Il prezzo della pace ambientata nell'immediato dopoguerra. A completare l’offerta iniziale, alcune selezionate perle d'archivio, registrazioni di concerti, festival musicali, serie di viaggio e trasmissioni per riscoprire la Svizzera. Un ampio catalogo oggetto do un costante aggiornamento in modo da offrire al pubblico, come ha sottolineato Bakel Walden, direttore Sviluppo e Offerta e responsabile del Digital Board SSR, «una casa moderna per le storie svizzere».

«Un modo per aprire le frontiere linguistiche del Paese»

Pierre-Adrian Irlé è il responsabile del progetto PlaySuisse. Lo abbiamo intervistato.

Com’è nata l’idea di un servizio di streaming per un bacino d’utenza nazionale e non regionale?
«Innanzitutto è una risposta alle nuove modalità di fruizione dei media. Le piattaforme regionali seguono una logica lineare, essendo state concepite come strumento per le repliche, mentre Play Suisse non è vincolato dai palinsesti. Ha un catalogo tematico. In secondo luogo, volevamo valorizzare il catalogo della SSR, soprattutto dopo il sostegno che abbiamo ricevuto quando la popolazione ha votato contro No Billag, e far capire al pubblico che non siamo limitati alla singola regione linguistica, ma abbiamo un archivio molto più ampio. Volevamo aprire le frontiere linguistiche».

Quando è iniziata la lavorazione concreta?
«La fase preliminare risale all’inizio del 2019 e l’abbiamo completata tra marzo e aprile. Il progetto vero è proprio è partito a maggio, abbiamo messo insieme la squadra durante l’estate e il lavoro concreto è iniziato nel settembre del 2019, quindi ci è voluto poco più di un anno».

Qual è stata la più grande difficoltà tecnica nell’allestimento del portale?
«Posso menzionarne due o tre. In primo luogo, i sottotitoli, perché sottotitolare in tre lingue un numero non indifferente di film e serie in poco tempo e con un certo budget non è facile. Abbiamo messo in piedi un sistema che combina il lavoro umano con quello del computer, e c’è voluto un po’ prima di arrivare alla qualità a cui aspiravamo. La seconda cosa riguarda l’armonizzazione dei contenuti, è stata impegnativa perché i vari gruppi – RTS, RSI, SRF – hanno criteri diversi. E per finire, il dover realizzare qualcosa che tenga conto delle esperienze di consumo odierne e risponda alle esigenze del pubblico».

Lo streaming è diventato molto più popolare negli ultimi mesi, per i motivi che conosciamo. Qual è la marcia in più di PlaySuisse?
«Ciò che lo rende unico è il suo concentrarsi sui titoli svizzeri, che sono poco presenti su altre piattaforme. E ognuno potrà vederli nella propria lingua, grazie ai sottotitoli. Il pubblico ticinese potrà scoprire film e serie che hanno viaggiato poco al di fuori delle regioni francofone e germanofone, e a loro volta gli spettatori di lingua francese e tedesca potranno vedere titoli provenienti dalla Svizzera italiana e precedentemente inediti fuori dal Ticino».