Crimson Desert, spettacolare e imperfetto

Capita fin troppo spesso: un videogame viene annunciato con trailer maestosi che mostrano aree di gioco enormi, panorami mozzafiato che sembrano dei blockbuster hollywoodiani, battaglie epiche che manco Game of Thrones delle prime stagioni. Poi arriva il day one e iniziamo a giocarlo, ritrovandoci una pallida e sbiadita imitazione di quello che ci era stato promesso.
È un po’ il timore che ci ha accompagnati in questi mesi mentre aspettavamo Crimson Desert, scanditi da trailer quasi troppo belli per poterci credere fino in fondo. Finalmente è disponibile negli store, e la vostra redazione preferita si è lanciata immediatamente in una full immersion per tutto il weekend. È l’ora del verdetto: cocente delusione o capolavoro rivoluzionario?
Vi renderete conto delle dimensioni dell’area di gioco di Crimson Desert un paio di ore dopo l’inizio delle vostre avventure. Il protagonista del gioco, il campione Kriss dei Mantogrigi, ha appena scoperto che è l’eletto che deve riequilibrare il mondo marcio e corrotto. Per festeggiare, si deve lanciare nel vuoto da una misteriosa isola fluttuante nei cieli sopra il mondo di gioco, il continente fantasy di Pywel. Mentre Kriss precipita verso il suolo, tra un «chi me lo ha fatto fare» e «dov’è il pulsante per attivare le ali magiche che mi hanno appena regalato», potrete ammirare per qualche secondo l’immensità del continente. È grande due volte quello di Skyrim, è più vasto del selvaggio West di Red Dead Redemption 2, e se la gioca con gli Zelda più recenti. Attraversarlo a cavallo da una parte all’altra sarà una vera Odissea, che vi prenderà ore, passando da territori desolati a campagne bucoliche, da terre innevate a deserti spietati.
Cosa più importante, non è solo un mondo enorme: è pieno di cose da fare. Una volta caduti dal cielo, evento spettacolare e traumatico che in buona sostanza segna la fine del tutorial iniziale, vi ritroverete nella città medioevale di Hernand, una magnifica riproduzione di un borgo medioevale con stradine, giri di mura e botteghe. Tutto intorno ci sono foreste, montagne e canyon, rovine, mulini a vento, castelli abbandonati – location che è un piacere ammirare ma soprattutto esplorare a caccia di bottino. Dietro ogni angolo, troverete qualcuno che vi chiederà aiuto: bambini che non sanno come recuperare il gatto sul tetto, bande di malviventi che terrorizzano gli abitanti della zona, cervellotici puzzle da risolvere nei sotterranei dimenticati. Chi ha giocato a The Witcher 3, Zelda o Skyrim si troverà a casa, ma anche chi ha amato GTA V dovrebbe farci un pensierino.
La trama di Crimson Desert, per quanto scontata e blanda, spiega come mai aiutare vecchiette ad attraversare la strada o macellai a cucinare piatti pescetariani potrebbe effettivamente migliorarvi la vita. Lo abbiamo sempre sospettato dai tempi di Ultima IV, ma finalmente c’è un gioco che ci dice chiaro e tondo che fare gli eroi senza macchia e senza paura ha un senso pratico. In fondo, sono soddisfazioni.
Nelle prime ore di gioco, quindi, risolverete le magagne degli abitanti di Hernand, fino a uno scontro epico con il primo boss. Come c’è da aspettarsi, si menano spesso e volentieri le mani. Quasi ogni missione affronterete con nemici di vario tipo, in battaglie Kriss contro una marea di nemici: c’è poco spazio per i tecnicismi, in Crimson Desert i combattimenti contro la truppaglia sono generalmente delle mega risse tipo wrestling, in cui userete spadoni e martelli da guerra per infilzare malviventi e pestare marrani in quantità pressoché industriali. E sono divertentissimi, su questo non ci piove.
La musica cambia nei duelli con i boss. Qua le cose si complicano, perché questi super cattivoni sono veramente coriacei. Siamo lontani dai combattimenti millimetrici e spietati di souls-like come Elden Ring, qua ci si mena formato Bud Spencer, ma con spade e lance. Bisogna imparare a evitare gli attacchi peggiori e incassare, per poi restituire gli schiaffoni con interessi. È più una questione di avere l’inventario pieno di oggetti curativi che di capacità tecnica: preparatevi comunque a rifare lo stesso scontro anche dieci o venti volte. Se c’è una cosa che non ci è piaciuta di Crimson Desert è proprio lo sbilanciamento delle boss fight, davvero un po’ troppo impegnative e caotiche.
Rimanendo su quello che non funziona del gioco, il sistema di controllo è sicuramente rivedibile, per usare un eufemismo. Il vostro eroe può fare davvero moltissime cose – illuminare il mondo circostante con la lanterna, «puntare» un oggetto, sfoderare arco e freccia, saltare, inginocchiarsi, arrampicarsi. A tutto questo si aggiungono dei «poteri» speciali, come appunto planare o lanciare un grappino magico per spostare oggetti (e ci fermiamo qua per non spoilerare troppo). Il risultato è che ogni tasto del joypad ha due o tre funzioni, che si attivano in base alla situazione, cosa che facilmente crea una bella confusione. A peggiorare la situazione, non si possono rimappare i controlli, ma dovrete tenervi la configurazione decisa dai developer – non ci succedeva dai tempi di Tetris negli anni ’80.
Altra considerazione importante: Crimson Desert non vi spiega praticamente niente. In una missione dovete salire sul tetto e ripulire un camino? In un’altra dovrete abbattere un albero per raccogliere un tipo speciale di legna? Dovete interrogare un tizio sospetto? Dimenticatevi le istruzioni passo dopo passo di Assassin’s Creed o gli amichevoli suggerimenti dei più recenti Final Fantasy, che addirittura avevano la cortesia di pitturare di giallo brillante gli appigli utilizzabili per scalare le pareti. Scordatevi anche le linee luminose sul suolo che vi portano al prossimo obiettivo. Qua sono essenzialmente cavoli vostri scoprire come risolvere certe situazioni. Per chi vi scrive, affrontare un gioco titanico e pieno di cose da fare, che non vi porta per mano spiegando a ogni piega cosa fare è una novità assai piacevole, ma molti giocatori – specie tra i più inesperti – potrebbero trovare Crimson Desert ostico se non addirittura frustrante.
Dopo un weekend di full immersion, ci sentiamo di dire che Crimson Desert è un gioco eccezionale, che ha mantenuto quasi tutte le promesse fatte e in cui siamo sicuri passeremo minimo 100 ore esplorando quella valle là in fondo, o salendo su quel cucuzzolo perché abbiamo visto da lontano una torre che merita una nostra visita. Come è successo con giochi come Skyrim o Zelda, perderemo quasi sicuramente di vista la «trama principale», e ci dedicheremo a vagare come cavalieri erranti risolvendo missioni e seguendo storie secondarie per la maggior parte del tempo. Certo, speriamo arriverà un update che migliori i controlli, e soprattutto renda i combattimenti con i boss meno da incubo, ma in ogni caso ci sentiamo di aver trovato uno tra i giochi migliori degli ultimi anni, spettacolare e pieno di sorprese. Un gioco imperfetto, ma incredibilmente catalizzante come pochi.
Crimson Desert è disponibile per PC, PS5 e Xbox Series X|S. Sono tradotti solo i sottotitoli, e a volte in modo lontano dalla perfezione, ma si fa capire. Il PEGI età consigliata è 18+.
