Il Circolino di Biel, dove l'italiano si parla attorno a una focaccia

Durante la mia ricerca di una comunità italiana in grado di valorizzare la lingua in un contesto dove la lingua madre non è l'italiano, mi sono imbattuta nel Circolino, un'iniziativa gestita da Elisa e Ilaria, due giovani donne che negli ultimi anni hanno costruito uno spazio informale e accogliente per gli italofoni della città. Quando le contatto, mi propongono subito di partecipare al Circolino letterario, uno dei loro incontri mensili: mi assicurano che non esiste occasione migliore per capire davvero lo spirito del gruppo.
Una vecchia fabbrica riconvertita
Il luogo dell'incontro ha già una sua storia: l'Infoquartier Mâche, uno spazio comunitario nato dentro una vecchia fabbrica riconvertita. È un ambiente aperto, pensato per favorire incontri spontanei, attività sociali, laboratori e scambi tra persone di età e provenienze diverse. Un cortile, alcuni tavoli, sedie non assortite: un'atmosfera semplice e perfettamente coerente con lo spirito del Circolino.
Elisa è la prima ad arrivare. Iniziamo a parlare mentre aspettiamo gli altri. Mi racconta che il Circolino è nato due anni fa da un bisogno molto concreto: creare un luogo informale dove gli italofoni di Biel potessero incontrarsi, conoscersi e parlare liberamente nella propria lingua. In città non mancavano associazioni italiane, ma spesso erano orientate soprattutto alla promozione culturale o ad attività più strutturate, lasciando poco spazio allo scambio quotidiano e a una dimensione più informale della conversazione. Lei e Ilaria sentivano la necessità di qualcosa di diverso: un ritrovo semplice, aperto e intimo allo stesso tempo, plasmato sui bisogni reali che loro stesse avevano avuto modo di scoprire.
Mentre stiamo parlando arriva Carmen. È la sua prima partecipazione. Mi racconta che frequenta già alcune delle realtà italiane presenti a Biel, ma da tempo avverte il desiderio di un ambiente più spontaneo, dove poter davvero dialogare, condividere esperienze, fare conversazione senza formalità in un contesto che non sia quello casalingo. Ha sentito parlare del Circolino e ha deciso di venire a dare un'occhiata. Da quel breve scambio si percepisce il desiderio di partecipare a qualcosa che dia la possibilità di condividere con il prossimo; e osservando la situazione che mi circonda, credo che Carmen sia capitata nel posto giusto.
Un tavolo improvvisato nel cortile
Intanto la sala si riempie. Le persone arrivano, chi da sola, chi con la famiglia al seguito, si salutano con naturalezza, sistemano sedie e piatti come se fossero a casa. Il bel tempo ci invita a uscire e così improvvisiamo un tavolo nel cortile dell'Infoquartier. Bottiglie di vino, piatti condivisi, dolci e una deliziosa focaccia portata da uno dei partecipanti creano subito un clima mediterraneo.
Il gruppo è eterogeneo, composto da persone con storie migratorie diverse, spesso arrivate in Svizzera per studio, lavoro o per amore. Mentre i partecipanti iniziano a sedersi, i bambini si sistemano nello spazio del cortile: li origlio mentre costruiscono quello che credo sia un ponte levatoio, e noto che tra di loro italiano e tedesco coesistono in modo spiritoso e armonioso. Per molti di loro l'italiano è una lingua vissuta soprattutto in famiglia, e il Circolino rappresenta un'importante occasione per praticarla in un contesto sociale. Non sorprende che negli ultimi mesi siano nate iniziative dedicate proprio ai più piccoli: attività e giochi che sostengono il bilinguismo e permettono di mantenere viva la lingua in modo naturale.
Il libro del mese
Il libro del mese è Sedici mesi di Fabio Andina, Premio Svizzero di Letteratura 2025. La storia di Giuseppe Vaglio, arrestato nel 1944 per aver aiutato ebrei, partigiani e disertori a fuggire in Svizzera, offre spunti di riflessione sul ruolo della memoria nelle comunità italiane all'estero e sul ricordo delle storie di confine. Nel gruppo si parla di radici, di storie familiari, di come le narrazioni del passato contribuiscano ancora oggi a dare forma ai legami e all'identità di chi vive lontano dall'Italia.
Il sostegno alle mamme
Un momento per dialogare e spizzicare qualcosa: ne approfitto e con Elisa e Ilaria approfondisco un elemento che definisce l'evoluzione del Circolino, il loro sostegno alle mamme. Entrambe hanno vissuto la maternità a Biel e conoscono bene le difficoltà che si incontrano nel navigare il sistema sanitario svizzero, con le sue procedure e le sue terminologie non sempre immediate per chi non padroneggia il tedesco o il francese. Raccontano di aver provato spesso la sensazione di non avere un luogo dove porre domande semplici ma essenziali, e di come questo le abbia spinte a creare momenti dedicati alla gravidanza e alla maternità in lingua italiana. Incontri informali che permettono di condividere informazioni pratiche e ridurre il senso di solitudine che a volte accompagna le donne lontane dalla propria rete familiare.
A queste iniziative si affiancano i corsi di italiano per bambini, nati dal desiderio di sostenere il bilinguismo nelle famiglie italofone della città. Il Circolino collabora inoltre con diverse realtà locali, partecipando a eventi e costruendo nuove relazioni per farsi conoscere e ampliare il proprio raggio d'azione. Le difficoltà non mancano, soprattutto nella comunicazione e nell'organizzazione degli spazi, ma l'entusiasmo dei partecipanti conferma che il progetto sta diventando un punto di riferimento per la comunità.
Quando il sole inizia a calare e a farsi più debole sul cortile dell'Infoquartier, tutti sono ormai presi in qualche discussione, compresa Carmen. A questo punto ringrazio e saluto. Rimane l'impressione di aver partecipato a un incontro semplice ma significativo, un incontro tra amici. Il Circolino di Biel si definisce da sé, grazie allo spirito coinvolgente delle due giovani fondatrici. Provare per credere.