Il poliedrico talento di Sophie Taeuber-Arp

Sophie
für dich
war die welt
nie dunkel
und zerklüftet
du schrittest mir voran
mit frohem schein
dein mut
zog hilfreich in mich ein
du schirmtest
unseren traum
und jede stunde
hatte einen sinn
und einen sauberen saum
Nel 1943 Jean Arp, profondamente affranto dalla perdita della moglie, scrive questa poesia. Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio, durante una visita all’amico Max Bill a Zurigo, Sophie Taeuber-Arp muore tragicamente all’età di quasi 54 anni, a causa di un avvelenamento da monossido di carbonio dovuto a una stufa difettosa. Sophie continuerà ad essere molto presenta nella vita di Arp e, come a continuare il sodalizio creativo che li univa in vita, l’artista alsaziano promuoverà sempre anche la sua arte. In più occasioni pubblica ad esempio i disegni di Sophie nei suoi libri o include le opere nelle proprie mostre. Causando così allo stesso tempo, involontariamente, un legame indissolubile dell’amata compagna al suo nome. Sempre con l’intenzione di elevare l’arte di Sophie, Arp prediligerà le opere pittoriche o grafiche, offuscando senza volere quell’importante visione d’insieme, per cui le creazioni tessili e i progetti di arte applicata hanno la stessa importanza di dipinti e disegni.
Che Sophie Taeuber-Arp appartenga alle protagoniste e ai protagonisti delle avanguardie europee è oggi, a quasi ottant’anni dalla sua morte prematura, un fatto indiscutibile. Attiva in prima linea sia durante gli anni zurighesi del dada sia quando nel 1929, lasciato l’insegnamento, si trasferisce con Jean Arp a Meudon e entra a far parte dei gruppi parigini progressisti (Cercle et Carré e Abstraction-Création), partecipa a molte delle mostre europee più importanti.
Negli anni in cui è stata docente di progettazione tessile e ricamo presso la Kunstgewerbeschule di Zurigo (1916-1929), ha avuto un ruolo fondamentale nel superamento dei modelli canonici di questa disciplina. Sentendo la responsabilità di formare una giovane generazione di potenziali artiste e di emancipare la tessitura dalla reputazione di un delizioso «lavoro femminile», con le sue iniziative pionieristiche ha contribuito a porre la Svizzera al centro della scena artistica internazionale. Un percorso ricco e articolato quello di Sophie Taeuber-Arp, verso il quale nei primi anni del nuovo millennio si è risvegliato un interesse generale, vari ricercatori e musei si sono confrontati con il suo operato e nel 2006 anche la Confederazione ha celebrato il suo importante ruolo nella storia dell’arte elvetica: per più di dieci anni Sophie Taeuber-Arp ci ha guardato negli occhi ogni volta che abbiamo tenuto in mano una banconota da 50 Franchi.
L’artista era un multi-talento e aveva una personalità poliedrica. Nella sua ampia opera sono combinate un gran numero di discipline e tecniche diverse; pittura, design, tessitura, disegno, scultura, architettura, teatro e danza. La grande naturalezza con cui combinava forme e colori e l’acuta elaborazione delle correnti artistiche più attuali sono alla base del suo inconfondibile linguaggio artistico con cui si esprimeva nei suoi lavori e con cui univa i più svariati ambiti artistici.
Per comprendere il senso della sua arte e le sue dinamiche creative è fondamentale confrontarsi con il concetto di «integrazione delle arti». La sua idea di sintesi oltrepassava forse anche quella delle avanguardie, non solo l’unione dell’arte cosiddetta pura con le arti applicate, ma un linguaggio universale con un’unica facoltà compositiva valida per tutte le discipline, senza fare alcuna distinzione o predilezione tra queste, dalla musica alla tessitura, dall’architettura alla danza. Una prospettiva che per lei non era nata come teoria ma come intuizione artistica: risultato spontaneo delle proprie sperimentazioni creative.
Una volta compreso questo importante aspetto dell’opera di Sophie Taeuber-Arp diventa chiaro anche perché superare i confini tra una disciplina e l’altra fosse così centrale: la danza per Sophie significava ad esempio disegnare forme nello spazio con braccia, gambe e con tutto il corpo, seguendo lo stesso principio compositivo della tessitura o del disegno e, anzi, trasponendo queste stesse forme da un’arte all’altra per ritrovarle ancora danzanti su fogli o negli arazzi.
Verso il MOMA
La multidisciplinarietà di Sophie Taeuber-Arp è immediatamente percepibile anche quando si entra nella nuova mostra annuale della Fondazione Marguerit Arp a Solduno, curata con grande sensibilità da Simona Martinoli. Opere su carta, rilievi, dipinti, oggetti e lavori tessili realizzati lungo il suo intero percorso creativo – dagli anni Dieci agli anni Quaranta del XX secolo - invitano a scoprire questi legami formali e di contenuto tra i diversi mezzi espressivi. L’esposizione presenta una quarantina di lavori, da opere iconiche quali la Composition verticale-horizontale del 1916, a piccoli oggetti quasi mai esposti come ad esempio un porta cappello. Gli anni della Seconda guerra mondiale, durante i quali i coniugi Arp si ritirano a Grasse con Alberto Magnelli e Sonia Delaunay, per sfuggire all’occupazione da parte dei nazionalsocialisti, sono rappresentati dall’omonimo album eseguito a quattro mani. Non mancano i delicati disegni che Jean Arp ha poi utilizzato per illustrare alcuni suoi libri di poesie, pure presenti in mostra, nei quali si ritrovano forme biomorfe, come le splendide conchiglie, ma anche forme vicine all’astrazione geometrica e più in particolare al linguaggio costruttivista.
La mostra è poi anche una finestra sull’operato meno appariscente della Fondazione di Locarno: nel 2018, grazie al sostegno di privati, ha potuto acquisire un importante fondo d’archivio costituito da lettere che Sophie ha inviato alla coppia di collezionisti basilesi Annie e Oscar Müller-Widmann dal 1932 al 1943. Alcuni degli interessanti documenti sono esposti in vetrina, consentendo al visitatore di avvicinarsi alla personalità dell’artista.
Se, a causa dell’ampia offerta culturale ticinese, chi legge fosse indeciso sul raggiungere o meno l’esposizione a Solduno, non bisogna dimenticare che molte delle circa 60 opere di Sophie appartenenti alla collezione della Fondazione Marguerite Arp l’anno prossimo saranno esposte al MOMA di New York, in occasione della grande retrospettiva che il popolare museo americano dedicherà all’artista svizzera. Il pubblico locale ha perciò la possibilità di vedere una parte importante di queste straordinarie opere prima che attraversino l’oceano. E se abbiamo risvegliato l’interesse di qualche lettore, questa è la settimana giusta per visitare Ronco dei Fiori: domani giovedì dell’ascensione ( alle 15 in tedesco e alle 16 in italiano) è in programma una visita guidata gratuita intitolata «Arte e botanica» durante la quale si potranno esplorare lo splendido parco e la mostra di Sophie Taeuber-Arp.