A spasso nel tempo

La tragica coda di un inverno che si era già preso molte vite

24 aprile 1951
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Nicola Bottani
Nicola Bottani
26.04.2026 06:00

Dalla «Libera Stampa» del 25 aprile 1951, con il titolo «Ultimissime – Una valanga investe il diretto della sera nei pressi di Airolo»: «Airolo, 24 notte – Una valanga caduta a trecento metri dalla galleria di Stalvedro ha investito la locomotrice del diretto N. 68 in arrivo a Lugano alle 10.33. Bloccato il locomotore, per il contraccolpo subìto, la carrozza postale e quella del vagone-ristorante si sono accavallate. Fortunatamente non si deplora nessun morto. Solo 3 feriti». Un morto, purtroppo ci fu, come riferì il «Popolo e Libertà» lo stesso giorno: «Il bilancio della sciagura è il seguente: 1 morto, 3 feriti gravi, 5 feriti leggeri. Il cuoco, infatti, è stato estratto dalle rovine irriconoscibile: si tratta del signor König Hermann di Davos-Platz, che da soli due giorni prestava servizio sulla linea del San Gottardo». Questa, invece, la dinamica dei fatti tratta dalla «Gazzetta Ticinese» del 26 aprile: «Martedì sera una valanga di una larghezza di 30-40 metri, travolgendo rocce e terriccio e alberi schiantati, è precipitata a circa 300 metri a sud della galleria di Stalvedro, ostruendo la linea ferroviaria. Pochi istanti dopo, verso le 20.55, sopraggiungeva il diretto del Gottardo n. 171, che entrava nella valanga a una velocità di circa 65 km. all’ora». Il 24 aprile in Leventina morì anche Fabio Fry, giovane operaio che venne travolto da una valanga nella zona di Piora. Quelle morti furono la tragica coda di un inverno che in Ticino, per le valanghe, in febbraio si era già preso la vita di 10 persone ad Airolo, 5 a Frasco in Valle Verzasca e una a Loco in Valle Onsernone. 

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