A spasso nel tempo

Le prescrizioni alimentari per il periodo pasquale

27 febbraio 1892
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Nicola Bottani
Nicola Bottani
22.02.2026 06:00

Torniamo all’ambito ecclesiatico, dopo che l’altra domenica abbiamo ricordato quel don Martinali che nel 1921 era balzato agli onori delle cronache non per il suo apostolato quale prevosto di Sorengo, bensì per aver rubato dei francobolli di valore. Oggi vi riproponiamo le indicazioni per il periodo penitenziale che precede la Pasqua che il «Corriere del Ticino», sotto il titolo «Indulto per la Quaresima 1892», pubblicò nella sua edizione del 27 febbraio di quell’anno: «S. E. Mons. Molo per la Quaresima prossima reca a cognizione dei fedeli come il Santo Padre si è degnato di accordare quest’anno in tutto il territorio del Cantone Ticino, anche per i religiosi dell’uno e dell’altro sesso non astretti da voti speciali, nell’unico pasto l’uso delle carni anche non salubri, eccettuati tutti i venerdì ed i sabati, il mercoledì delle Ceneri (pei fedeli di rito romano) e il mercoledì delle Tempora; sono pure permessi le uova e i latticini, fuorché nel venerdì di Passione (8 aprile), nel venerdì santo (15 detto) e pei fedeli di rito romano anche nel mercoledì delle Ceneri (2 marzo). In questi tre giorni non si possono usare che cibi volgarmente detti d’olio. Con ciò non si intendono tolti i privilegi e le legittime consuetudini di quelle località che posseggono un indulto più largo. È però proibità, anche nelle domeniche, la promiscuità di carne e pesce nella medesima comestione». Insomma, regole alimentari chiare dettagliate e chiare per quella Pasqua d’antan, per i credenti di fede cattolica.

Tutte le edizioni del Corriere del Ticino sono disponibili nell'Archivio Storico del CdT.

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