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Moon Shot, quando il network marketing diventa un metodo

Il percorso di Sandro Cazzato, tra rigore svizzero, disciplina operativa e una visione che punta a trasformare un settore controverso in una professione strutturata
Red. Online
07.02.2026 10:11

Nel mondo del network marketing, spesso diviso tra promesse di successo rapido e narrazioni iper-motivazionali, Moon Shot prova a spostare il baricentro. Il nuovo libro di Sandro Cazzato, imprenditore svizzero-italiano nato e cresciuto in Svizzera, nasce con un obiettivo dichiarato: ricondurre il settore dentro coordinate più riconoscibili per chi proviene da una cultura del lavoro fatta di metodo, continuità e responsabilità.

Pubblicato da Lioncrest Publishing e in uscita a dicembre 2025 in lingua inglese, il volume si presenta come una guida pratica più che come un manifesto. Cazzato non propone scorciatoie, né racconti edificanti: la sua tesi è che il network marketing possa funzionare solo se affrontato come un progetto imprenditoriale vero, con regole chiare, processi misurabili e una visione di lungo periodo.

Dal mondo IT ai modelli organizzativi

Il punto di partenza è biografico, ma senza indulgere nell’agiografia. Prima del network marketing, Cazzato ha lavorato nella consulenza IT per banche e assicurazioni svizzere, un ambiente in cui l’errore si paga caro e dove la precisione non è un valore astratto, ma una necessità operativa. È da lì che nasce l’impostazione di Moon Shot: trattare il successo non come un colpo di fortuna, ma come il risultato di una progettazione accurata.

Il libro racconta come questa mentalità sia stata trasferita nella costruzione di un’organizzazione oggi composta da oltre 170.000 membri in diversi Paesi. Un dato che, nel testo, non viene esibito come trofeo, ma usato per interrogarsi su un tema centrale: come rendere replicabili i risultati senza dipendere dal carisma del singolo.

Il “90-Day Run”

Il cuore operativo del volume è il cosiddetto «90-Day Run», una strategia intensiva di tre mesi che Cazzato descrive come decisiva nelle fasi di avvio o rilancio. Non una formula magica, ma un framework che impone ritmo, disciplina e chiarezza sugli obiettivi, riducendo l’improvvisazione. L’idea è semplice quanto impegnativa: concentrare energie e azioni su un arco temporale definito, monitorando costantemente i risultati.

In questo senso, Moon Shot insiste su alcuni pilastri: costruzione di team affidabili, responsabilizzazione delle persone, standard di lavoro elevati e attenzione alla sostenibilità del reddito nel tempo. Temi che risuonano in modo particolare in un contesto come quello svizzero, dove l’imprenditorialità è spesso associata alla solidità più che alla velocità.

Una prefazione che pesa

A firmare la prefazione è Eric Worre, autore di Go Pro e figura di riferimento internazionale nel settore. Il suo intervento non si limita a legittimare il libro, ma ne inquadra il senso: Cazzato viene descritto come parte di una generazione che tenta di professionalizzare il network marketing, sottraendolo a logiche opportunistiche e riportandolo su un piano di competenza e responsabilità.

Worre parla di Moon Shot come di un framework applicabile in contesti diversi, sottolineando la combinazione – non così frequente nel settore – tra visione globale e rigore esecutivo.

Un libro che intercetta un momento

L’uscita del volume si inserisce in una fase in cui anche in Svizzera cresce l’interesse verso modelli di lavoro più flessibili e forme di imprenditorialità indipendente. Moon Shot intercetta questo dibattito senza promettere soluzioni facili, rivolgendosi tanto a chi si avvicina per la prima volta al network marketing quanto a chi già opera nel settore ma cerca maggiore struttura.

Le edizioni in tedesco, francese e italiano sono previste entro metà marzo 2026, segno di un progetto che guarda esplicitamente al pubblico europeo. Più che un manuale di auto-aiuto, il libro si propone come uno strumento di lavoro: discutibile, come tutto ciò che tocca un settore controverso, ma interessante per il tentativo di imporre regole e metodo dove spesso regna l’improvvisazione.

 Moon Shot non chiede di essere creduto sulla parola. Chiede di essere valutato sui processi che propone e sui risultati che promette di rendere misurabili. Un approccio che, nel bene o nel male, parla la lingua del pragmatismo.

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