Se a raccontare Franco Battiato sono le voci di chi ha lavorato con lui

Che sia stato un genio non vi è il minimo dubbio. Forse un po’ incompreso, ma proprio per questo ancor più genio. Di e su Franco Battiato sono stati scritti fiumi di parole. Articoli a non finire, libri pre e post mortem lo hanno descritto da molteplici punti di vista e, nella maggior parte dei casi, offrendone ritratti interessanti, proprio perché interessante era lui. Ora l’occasione, per molti, di scatenarsi, è data dall’anniversario della sua scomparsa che, il prossimo 18 maggio, sarà il quinto. A celebrare questo primo lustro che ci vede orfani di un artista difficile da paragonare ad altri, giunge in libreria un volume di oltre 350 pagine che ha un valore assoluto. Il valore è quello della testimonianza diretta, la voce e il cuore di coloro che con lui e per lui hanno lavorato. Di chi ha condiviso momenti di creazione, preoccupazioni professionali, tensioni emotive, scelte filosofiche, inversioni di marcia, dubbi artistici, cambi di direzione e altro ancora. A dire la loro (finalmente) una serie di personaggi che in tempi diversi e modalità diverse hanno interagito con la genialità di Battiato. Walter Pistarini ha raccolto pensieri, emozioni, ricordi ed esperienze di Juri Camisasca, Roberto Cacciapaglia, Filippo Destrieri, Lino Capra Vaccina, Michele Fedrigotti, Vincenzo Zitello e Paolo Raimondi. Come una clessidra il libro fa scorrere il tempo e il lettore coglie la crescita umana, artistica ed anche spirituale di Battiato, rivelando anche alcuni aspetti inediti, fortunatamente, proprio là dove i logorroici critici e biografi avevano sinora creduto di averci svelato tutto. Una serie veramente originale di immagini inedite, offre un apparato iconografico degno di grande attenzione, affiancandosi a una vera e propria rarità appagante per gli estimatori alla ricerca del feticcio: manifesti, la tuta indossata in alcune occasioni, microfoni, occhialini e l’elenco di tutte le oltre 1000 date dei concerti del geniale catanese. Persino la dimensione spirituale di Franco Battiato trova posto nelle pagine del libro, dove la questione viene affrontata con cognizione di causa e non come fosse un esotismo, diversamente dalla proposta di altre pubblicazioni. Battiato era uomo che aveva compreso perfettamente il valore interiore e dinamico della meditazione, valore intrinseco a prescindere da un eventuale approccio religioso o filosofico. Approccio che in Battiato si risolveva tuttavia in una sorta di sano sincretismo.
Il valore documentario ed antologico di questo volume è aumentato anche grazie alla redazione di schede che documentano ciascun album dell’artista siciliano, schede nelle quali non ci si limita a dati di natura tecnico-generica, ma se ne riportano memorie giocate sul filo dei ricordi personali di chi era presente alla registrazione, sia che si trattasse di sedute in studio, sia che il tutto fosse dal vivo. La perla preziosa di queste pagine è il lavoro di Gianfranco D’Adda che dal suo osservatorio privilegiato di batterista di Battiato per ben 15 anni, ha realizzato un percorso aneddotico in cui la poliedricità della vita artistica e non solo, del genio di cui si parla, emerge luminosa e accattivante. Un modo intelligente – questo libro – per affermare: Franco non è morto. Giovanni Conti
Gianfranco D’Adda, Walter Pistarini, Lavorare con un genio. Franco Battiato raccontato dai suoi artisti. Jaca Book. Pagg. 352, € 24