Il confronto

Ma quanto costa essere giovani a Milano e in Ticino?

Affitto, aperitivo, palestra, trasporti, streaming, abbigliamento, eccetera: nel 2026 dov’è che un ragazzo o una ragazza di lingua italiana possono condurre una vita sociale finanziariamente sostenibile?
©Chiara Zocchetti
Stefano Olivari
19.06.2026 10:01

Essere giovani ha un prezzo, in tutto il mondo. Ma a Milano e in Canton Ticino costa senz’altro più che da altre parti, parlando soltanto di soldi e non del vero prezzo dell’abitare in altre nazioni, sfortunate o depresse. Affitto, aperitivo, palestra, trasporti, streaming, abbigliamento, eccetera: nel 2026 dov’è che un ragazzo o una ragazza di lingua italiana possono condurre una vita sociale finanziariamente sostenibile?

Singoli contro coppia

In Italia, secondo i dati ISTAT, una persona che vive da sola affronta un costo della vita del 68% più alto rispetto a quello che affronterebbe in una famiglia con due componenti, percentuale che in Canton Ticino viene stimata intorno al 40%, comunque importante. È la spiegazione strutturale, ben oltre i discorsi sui massimi sistemi, di un fenomeno che chiunque abbia meno di trent'anni conosce bene: vivere in autonomia è un privilegio. Milano, la città più costosa d'Italia, è il laboratorio dove questa tensione si manifesta nella forma più acuta, mentre il Ticino ha un problema speculare ma diverso: stipendi più alti, in senso nominale, ma anche un costo della vita proporzionalmente elevato e un mercato immobiliare altrettanto asfissiante. Capire quanto costi essere giovani in queste due aree significa capire molto del futuro della classe media nel cuore dell'Europa e delle sue scelte di vita, che spesso non sono nemmeno scelte.

Milano in affitto

Il tema casa assorbe a Milano una quota del reddito giovanile che in qualsiasi altro contesto europeo sano sarebbe considerata insostenibile.

Nel 2025 una stanza singola in un appartamento condiviso a Città Studi, zona Est della città, ha avuto un costo medio compreso tra 450 e 650 euro al mese, a seconda delle dimensioni e dei servizi inclusi. Un monolocale può invece raggiungere cifre tra i 700 e i 950 euro mensili.

Questi sono i dati delle zone buone per risparmiare, zone non particolarmente di pregio al di là della vicinanza al Politecnico. In zona centrale la situazione è diversa: per un piccolo appartamento con una camera da letto servono in media 1.312 euro al mese, che scendono a 886 euro per la periferia. Il che significa che un giovane lavoratore che voglia vivere da solo in una zona decente di Milano deve mettere a bilancio, nella migliore delle ipotesi, 650-800 euro per una camera singola in condivisione. Se vuole un monolocale tutto suo. un'ambizione che fino a vent'anni fa sembrava normale, deve avvicinarsi ai 1.000-1.300 euro. In sintesi, questo il budget realistico per un Under 30 che voglia vivere a Milano spendendo il meno possibile ma stando in posti dignitosi: 720 di casa (stanza singola in condivisione, zona semicentrale), 40 euro di trasporti pubblici (l’abbonamento scende a 22 euro sotto i 27 anni) più 60 di taxi o noleggio bici occasionale. Il cibo è la voce più elastica: andando in supermercati non particolarmente di élite il single se la cava con 250 euro al mese, a cui aggiungerne 200 per una uscita (o due, se si punta sulla pizza) settimanale per cene relativamente low cost, e un centinaio per pranzi frugali in ufficio o a scuola. Per l’Under 30 milanese o milanesizzato la palestra non è un lusso, o qualcosa che si fa per stare in forma, ma un luogo di socialità, quindi un obbligo visto che è di vita sociale che stiamo parlando: a Milano le opzioni vanno dai circa 25-30 euro al mese delle catene low-cost fino ai 120-200 euro delle boutique fitness di zona Brera o Moscova. E lo streaming? Ci dimentichiamo dello streaming? Netflix, Spotify, Amazon Prime, Disney+, YouTube Premium: molti giovani li condividono con la famiglia di origine o con i coinquilini, ma la quota individuale resta una voce fissa. Diciamo 30 euro al mese, senza DAZN e Sky perché l’Under 30 le partite le guarda al pub. Quanto all’abbigliamento, il paradosso milanese è evidente: la capitale della moda mondiale è abitata da giovani che non possono permettersi i brand che vi sfilano. La soluzione è una combinazione di fast fashion (Zara, H&M), vintage di Navigli, outlet online (Vinted, Depop) e qualche pezzo selezionato: budget mensile realistico sui 100 euro al mese.

L'aperitivo

Per sapere quanto spende davvero un giovane milanese per uscire abbiamo tenuto per ultimo il discorso sull’aperitivo, da fine Ottocento uno dei must di questa città. A Milano un aperitivo standard in un locale normale, uno spritz o un cocktail con il buffet, costa tra i 10 e i 14 euro. In un cocktail bar della Darsena o di Corso Como, facilmente 15-20 euro solo per il drink. Due uscite a settimana, quindi, possono valere facilmente 80-150 euro al mese. Ovviamente sono nate molte pagine social per scambiarsi informazioni su dove spendere di meno: la più famosa si chiama Poveritivo e ha l’obbiettivo di contenere la spesa totale entro i 10 euro. Ma, come dice il nome stesso, è una ‘poverata’ e poco in linea con la filosofia milanese dell’aperitivo: se uno va divertirsi con i soldi contati allora è meglio che stia a casa. In totale, un Under 30 che voglia andare al risparmio a Milano, al punto di non avere auto o moto, e di non comprare biglietti per eventi costosi come le partite a San Siro (dove un terzo anello supera ormai i 100 euro) deve mettere in campo come minimo 1.800 euro al mese (quindi 1.650 franchi, più o meno), 2.000 per non avere l’acqua alla gola. Sempre poi che una stanza in un appartamento condiviso sia considerabile ‘indipendenza’, così come dover mendicare un passaggio appena ci si allonta di due chilometri da Milano.

Lugano addio

Il Ticino è spesso percepito dall'esterno, anche a Milano e addirittura a Como, come un luogo in cui si guadagna bene, in franchi, e si spende poco. La realtà è ovviamente diversa e non c’è bisogno di grandi analisi per osservare che il Ticino è il cantone svizzero con i salari più bassi della Confederazione, con spese che non diminuiscono in proporzione. Per vivere a Lugano gli studenti devono calcolare una spesa mensile dai 450 ai 1.200 franchi per un alloggio, che varia tra camera singola, condivisa o monolocale. Il mercato del flatsharing luganese è strutturalmente simile a quello milanese, ma con un'offerta che è molto più limitata (60.000 abitanti contro 1,4 milioni). Una camera singola con bagno privato in appartamento condiviso vicino al centro di Lugano costa 750 franchi più spese (a trovarla), con un totale mensile che con le spese incluse raggiunge gli 850. La realtà e le testimonianze dicono che in zona USI-Supsi non si possa spendere per dormire (non vogliamo dire per la mitica ‘casa’) meno di 1.000 franchi al mese. Lugano poi fa storia a sé in Ticino come Milano la fa in Lombardia, visto che a Bellinzona la stessa soluzione abitativa si può pagare il 30% in meno. Paragonabili a quelli di Milano i costi dei trasporti, a patto di vivere in città, dello streaming e anche dell’abbigliamento, non fosse altro che perché i vestiti si possono comprare in Italia. Leggermente più care le palestre, di fatto uguale lo streaming, molto più cara (quasi il doppio di Milano, anche stando su supermercati normnali) l’alimentazione, così come le uscite: una pizza margherita senza pretese ‘premium’ in Ticino costa il doppio che nel centro di Milano mentre l’aperitivo non ha queste proporzioni ma raggiunge facilmente i 25 franchi con escamotage e proposte ‘esperienziali’. Come si nota, il gergo da uscita milanese e luganese è terribilmente simile… Insomma, l’Under 30 residente a Lugano che voglia vivere come quello prima citato di Milano parte da un minimo, tutto compreso, di 2.500 franchi al mese. Sempre senza scialare, senza auto, senza tante altre cose.

Vincitori e vinti

Chi sta meglio? Confrontare i 1.650 franchi di Milano con i 2.500 di Lugano ha poco senso, se si dimenticano gli stipendi. Un giovane ticinese con un lavoro stabile e un salario vicino al minimo cantonale ha un margine mensile dopo le spese più ampio di un coetaneo milanese con un contratto entry level. Parlando di stipendio minimo netto, al luganese single che vada al risparmio rimangono in tasca, si fa per dire, 500 franchi, mentre il milanese va addirittura in perdita (un impiegato di banca di fresca assunzione guadagna a Milano sui 1.600 franchi netti al mese). Milano quindi insostenibile, Lugano sostenibile a fatica. Ma le opportunità di carriera di Milano, per chi ha competenze particolari, sono in teoria superiori e quindi molto dipende anche dalle aspirazioni di questo nostro ipotetico Under 30 che lavora. Diverso il discorso per l’under 30 studente finanziato in tutto e per tutto dai genitori: qui vince la vita a Milano. Come al solito non esiste una risposta che valga per tutti ma certo è che chi abita in Lombardia e Ticino, specie Under 30, oggi più di ieri ha gli strumenti per vivere il presunto ‘meglio’ dell’altra parte.