Magadino, 63 anni di musica: un libro racconta il Festival internazionale organistico

C’è una storia lunga oltre sessant’anni che continua a risuonare sulle rive del Verbano. È quella del Festival internazionale di musica organistica di Magadino, protagonista del volume “2300 canne: storia del Festival internazionale di musica organistica di Magadino”, firmato da Giuseppe Clericetti, che verrà presentato lunedì 11 maggio, alle 18, nella chiesa parrocchiale di San Carlo.
Una delle rassegne organistiche più longeve
Nato nel 1963 su iniziativa di don Aldo Lanini, il Festival è diventato negli anni una delle rassegne organistiche più longeve e riconosciute a livello europeo. Il debutto avvenne il 22 giugno con il grande organista Marcel Dupré, segnando l’inizio di una tradizione che non si è mai interrotta. Da allora oltre 300 interpreti si sono alternati alla consolle, con una media di circa otto concerti per stagione. Un percorso che ha trasformato Magadino in un punto di riferimento internazionale per la musica organistica.
Un organo dalla storia articolata
Al centro della rassegna c’è l’organo della chiesa parrocchiale di San Carlo, uno strumento dalla storia articolata: costruito nel 1902 da Natale Balbiani e successivamente ampliato dalla ditta Mascioni nel secondo dopoguerra, conta oggi più di 2300 canne. Un patrimonio sonoro che, sottolinea il volume, necessita ora di nuovi interventi per garantirne il futuro.
La presentazione del libro
Il libro di Clericetti ripercorre non solo la storia del Festival, ma anche l’evoluzione dell’estetica organaria e della musica organistica nel contesto culturale del secondo Novecento. Un ruolo importante lo hanno avuto anche i media, con le registrazioni della RSI che hanno contribuito a diffondere il nome di Magadino oltre i confini nazionali. La presentazione dell’11 maggio sarà dunque non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per riflettere sulle prospettive future della rassegna e sul progetto di valorizzazione dello strumento. Tra i temi centrali emerge infatti la necessità di un intervento di revisione e ampliamento dello strumento, per rispondere alle esigenze artistiche contemporanee senza tradirne la tradizione. L’ingresso è libero.