A spasso nel tempo

Miracolo a stelle e strisce alle Olimpiadi di Lake Placid

22 febbraio 1980
Una fase della leggendaria partita che vide la rappresentativa degli Stati Uniti battere quella dell'Unione Sovietica. © Wikipedia
Nicola Bottani
Nicola Bottani
15.02.2026 06:00

«Eruzione fa andare l’URSS nel pallone!», titolava il 23 febbraio del 1980 il «Corriere del Ticino», con il sopratitolo «Il capitano degli USA grande protagonista sulla pista di hockey con il portiere Craig». Nella città statunitense di Lake Placid, che le aveva già ospitate nel 1932, le Olimpiadi invernali erano sgoccioli e il 22 era andata in scena la prima giornata del girone finale del torneo di hockey, per il quale si erano qualificate Unione Sovietica, Svezia, Finlandia e la rappresentativa statunitense. «Era vent’anni che l’America attendeva questo successo: nel 1960, a Squaw Valley, gli USA si imposero per 3-2, conquistando la corona olimpica», aveva scritto ancora il CdT dopo il match di Lake Placid, chiuso sul 4-3 e con la rete infine decisiva firmata da Mike Eruzione a metà del terzo periodo. Guidata dal coach Herb Brooks, la squadra a stelle e strisce era formata da giocatori dilettanti e universitari, poiché erano tempi in cui il campionato professionistico della NHL non si fermava per i Giochi. Passato alla storia come «Miracle on ice», quel successo sull’URSS spianò agli USA la strada verso la medaglia d’oro, messa in bacheca con l’affermazione ottenuta due giorni dopo per 4-2 sulla Finlandia nel secondo e ultimo round del girone finale, che vide seconda l’URSS e terza la Svezia. Un oro che finì al collo anche di Mark Pavelich e John Harrington, che avevano poi giocato in LNB per il Lugano nella stagione 1980-1981. Harrington è stato pure coach dell’Ambrì Piotta per pochi mesi in quella 2008-2009.

Tutte le edizioni del Corriere del Ticino sono disponibili nell'Archivio Storico del CdT.

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