Dieci anni di Sfera Ebbasta, con quell'asse Milano-Ticino

L'8 e il 9 luglio Gionata Boschetti, per tutti Sfera Ebbasta, sale sul palco di San Siro per $€LEBRAT10N, la celebrazione dei suoi dieci anni di carriera. La prima data è andata sold out in poche ore, la seconda anche, e lo stesso era accaduto due anni fa senza pretesti celebrativi. Una rarità per tutti, anche con la modalità ‘tarocca’ con cui oggi si fanno i grandi numeri a San Siro, figurarsi per i trapper che hanno un pubblico motivato ma senz’altro inferiore a quello delle stelle pop. Quale è quindi il segreto di Sfera Ebbasta?
Oro e platino
Può non piacere, ma il successo di Sfera Ebbasta è indiscutibile, rapportato al modo in cui oggi si misura il successo. Dieni anni di carriera, quindi, anzi di più, con 238 dischi di platino e 37 d'oro. Numeri a cui mettere l’asterisco perché ovviamente non si parla più di dischi fisici se non in minima parte: disco d’oro significa 25.000 unità certificate, disco di platino 50.000. Dal 2014 in Italia, come altrove, le certificazioni includono anche gli stream, convertiti in ‘vendite equivalenti’ e quindi unità come se fossero dischi veri, con modalità non sempre chiare, con gli stream a pagamento che valgono più di quelli gratuiti. Traduzione: i grandi numeri vengono fatti con l’ascolto compulsivo, visto che il conteggio scatta al trentesimo secondo, quindi il rapper/trapper ascoltato dal quindicenne parte sempre in vantaggio rispetto al cantautore intimista o anche a un medio cantante pop. A contare è l’attività live, l’unica che davvero permette confronti fra epoche diverse. E qui Sfera Ebbasta è un campione senza asterischi. Al netto dei gusti, i numeri non lasciano spazio a interpretazioni: lui riempie gli stadi, gli altri no. E lo fa con un pubblico generazionale, di una generazione sola, diversamente da quanto accade ad esempio con Vasco Rossi o Max Pezzali che sono ascoltati da genitori (ormai nonni) e figli. Sfera si rivolge a un mercato solo, a un target solo: tutti gli altri sono marginali.
Periferia nord
Quello di Sfera Ebbasta è un pubblico generazionale, cresciuto tra hinterland e periferie di tutta Italia, che in lui ha visto per la prima volta qualcuno che raccontava il suo mondo: quello dei quartieri satellite, delle famiglie divise, degli hoverboard comprati a rate, delle serate passate a scrivere rime perché a scuola non funzionava. E dov’è la novità? Questa la domanda dei critici che non capiscono il fenomeno Sfera Ebbasta, al di là dei gusti che sono legittimi: la sua musica e i suoi testi possono anche fare ribrezzo, non è questo il punto. Il punto è che lui, diversamente da tanti colleghi questo racconto lo fa senza filtri, senza la denuncia sociale tipica di chi la periferia non l'ha mai vissuta ma si atteggia a duro, proveniente da un contesto di povertà e violenza, quando magari (è la storia di molti) è stato soltanto un liceale di buona famiglia che non aveva voglia di studiare. Insomma, Sfera sembra più vero degli altri e va oltre l’autotune insopportabile da manuale del trapper, il lessico ridotto a un campionario di macchine, soldi e sostanze, la ripetizione ossessiva di pochi temi. Rimane un ragazzo nato a Sesto San Giovanni e cresciuto a Cinisello Balsamo, hinterland nord di Milano, che è diventato l'artista italiano più ascoltato al mondo. Secondo i conteggi di oggi, certo.
Inizio
Con tutto il rispetto per $€LEBRAT10N, la parte interessante della storia non è la celebrazione ma l’inizio, che va oltre i dieci anni prima. Per molti fan nel 2015, con XDVR, per quelli più veri (il giochino è sempre questo, sembrare più vero, con la musica o supposta tale che viene dopo) risale al 2011 con video su YouTube che non guardava nessuno. Poi l’incontro decisivo con il producer Charlie Charles a una festa di Hip Hop Tv, un mixtape gratuito, Emergenza Mixtape Vol. 1, distribuito nel settembre 2013. È un percorso da garage, non da talent show (curiosamente però farà il giudice a X Factor). Nessuna scuola, nessuna audizione. Solo un ragazzo di periferia che lascia l'istituto alberghiero dopo pochi mesi, fa il fattorino di pizze per venti euro a sera, si improvvisa elettricista, e nel frattempo riempie fogli di rime e muri di bombolette con la sua firma da writer. XDVR, distribuito inizialmente in free download da Roccia Music, l'etichetta di Marracash e Shablo, è il disco che lo fa uscire dall’underground: parla senza troppi filtri di disagio di periferia, dipendenze, della Cinisello di tutti i giorni raccontata nella memorabile Ciny. Da lì la scalata è stata innarrestabile, con il salto mainstream nella Universal nel 2016 e una serie di successi conosciuti anche da chi non andrebbe a un suo concerto nemmeno pagato:
Sfera Ebbasta, Figli di Papà, Famoso e tutto il resto che non stiamo a elencare in maniera wikipedistica. A onore di Sfera Ebbasta c’è una notevole consapevolezza, sintetizzata in X2VR, che chiude idealmente il cerchio aperto da XDVR tornando alla Cinisello delle origini ma con lo sguardo di chi ormai vive altrove. Non stiamo parlando di un genio maledetto, ma di un bravo imprenditore perfettamente inserito nel sistema al punto di essere quasi un professionista del featuring con i vari Elodie, Blanco, Madame, Marracash, Geolier.
Milano-Ticino
Se Sfera è l’eroe delle periferie milanesi, con ragazzi che si rivedono in lui anche se lui non c’entra palesemente più niente con loro, che li fa pagare fino a 170 euro per un biglietto, cosa c'entra con il Ticino? Anche qui il suo successo è clamoroso, diversamente da quanto accade nella Svizzera francese e tedesca dove quasi non esiste visto che nella trap le barriere linguistiche sono quasi insormontabili. Sfera è stato in Ticino ripetutamente nel corso degli anni: a Grancia nel 2018 con cinque-mille ragazzi in fila per ore per un semplice firmacopie, in concerto a Piazza del Sole a Bellinzona nello stesso anno, in Piazza Grande a Locarno nel 2019, poi in altre occasioni, ma è ovvio che un ticinese lo vada ad ascoltare a San Siro. Ma cosa hanno in comune i giovani ticinesi con i coetanei di Cinisello e Sesto San Giovanni? Non certo il reddito dei genitori, viene subito da dire. Però tutto il resto sì. Uno slang simile, aspirazioni troppo alte, senso di inadeguatezza, un sentirsi in periferia nel fisico e nell’anima. Sociologia da quattro soldi, ce lo diciamo da soli, ma che spiega perché lui funzioni e gli altri con lo stesso target no.
Cronaca nera
Alla fine il vero miracolo di Sfera Ebbasta è quello di interpretare il disadattato di periferia ma senza avere precedenti penali. Lui mai è stato coinvolto in episodi di cronaca nera né legati alla droga, nemmeno come consumatore. In negativo la sua immagine rimarrà per sempre legata soltanto alla strage di Corinaldo, nel dicembre 2018, quando in una discoteca marchigiana dove era previsto un dj set morirono 6 persone, rimaste schiacciate dalla calca dopo che qualcuno aveva spruzzato spray urticante tra la folla in attesa dell'esibizione del trapper. Sfera, informato della tragedia, non arrivò mai alla discoteca e fu sentito dai magistrati soltanto come testimone: in altre parole non c’entrava niente. Così come non c’entravano i suoi fan: la periferia solo qualche volta produce delinquenza, mentre quasi sempre produce altra periferia. Sfera è tutto qui.
