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Eurovision 2026

Eurovision, sarà per sempre Sal? Italia favorita, ma occhio a Israele, Grecia e Finlandia

Il cantante napoletano cerca il «doblete» dopo la vittoria di Sanremo - Seguite la finale con i commenti e le pagelle del Corriere del Ticino
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Eurovision, sarà per sempre Sal? Italia favorita, ma occhio a Israele, Grecia e Finlandia


Mattia Sacchi
16.05.2026 20:01
22:46
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R&Poland

La Polonia arriva in finale con ALICJA e una «Pray» che rispetto alla semifinale sembra decisamente più convincente.

Le sonorità restano quel curioso mix tra ballata eurovisiva e R&B molto levigato, quasi «alla polacca», mentre lei conferma di avere davvero una gran bella voce. Ma soprattutto appare molto più sicura sul palco, e questo aiuta parecchio anche la crescita emotiva della canzone.

Il pezzo continua a non sembrare memorabile, però potrebbe tranquillamente infilarsi in una top 10 finale senza fare troppo rumore. Tanto il rumore, anzi la musica, la fa lei. VOTO 6,5

22:42
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Eau de Finlande

Se la Finlandia avesse un profumo ufficiale, Linda Lampenius e Pete Parkkonen sarebbero perfetti come testimonial. E «Liekinheitin» sarebbe esattamente la musica della pubblicità: rallenty, vento nei capelli, pettorali in bella vista e sguardi intensi verso il nulla.

La canzone, che parla di passione e attrazione distruttiva mescolando violino ed elettronica, continua a essere data tra le grandi favorite. E io continuo sinceramente a non capacitarmi del perché.

Non è orribile, anzi si lascia ascoltare. Però da qui a vincere l’Eurovision ce ne passa parecchio. E probabilmente l’unico modo per riascoltarla volontariamente sarebbe trovarla per caso in tv durante una pausa pubblicitaria. In qualche rete televisiva finlandese che grazie al cielo prende dalla mia televisione VOTO 6

22:38
22:38
Aloha Moldova

Il moldavo Satoshi continua a saltare per il palco con un’energia sinceramente invidiabile. E infatti, considerando quanto si muove, io probabilmente dopo trenta secondi non riuscirei nemmeno più a respirare, figuriamoci cantare. Forse è per questo che la voce resta quella che è, con alcune stecche abbastanza degne di nota. E «Viva, Moldova!», teoricamente un inno orgoglioso all’identità nazionale moldava, continua ad avere quel sapore da slogan elettorale urlato durante un comizio di provincia. 

Un macello di musica, ballerini e cose a caso messe insieme senza troppo criterio. D’altronde siamo all’Eurovision. VOTO 5

22:29
22:29
Notre-Dame de Eurovision

La Francia si presenta con Monroe, artista molto legata alla tradizione chanson-pop francese e costruita attorno a un’immagine elegantissima e teatrale. «Regarde !», dedicata a un amore che continua a sopravvivere nei ricordi, punta tutto sulla drammaticità e sulla voce.

E infatti la voce c’è: potente, quasi sopranile, molto tecnica. Ma più che una canzone da Eurovision sembra un momento estratto da un musical francese di tre ore e mezza. Mancava la gara di acuti con Cocciante.

E dopo la Gran Bretagna la Francia conferma ancora una volta una tradizione ormai consolidata: essere una Big Four che delude regolarmente. A questo punto forse dovrebbero fare anche loro la semifinale, magari il livello si alza davvero. VOTO 6

22:25
22:25
Eins, zwei, enttäuschung

Diciamoci la verità: appena parte «Eins, Zwei, Drei» la mente va subito a Einz Zwei Polizei. E purtroppo per il Regno Unito il confronto è impietoso.

Gli inglesi si affidano a Look Mum No Computer, alias Sam Battle, musicista e creator diventato famoso costruendo sintetizzatori improbabili e gigantesche macchine sonore elettroniche. La canzone vorrebbe essere un caos techno ironico e surreale sull’era digitale. Riesce soprattutto a essere rumorosa.

L’esibizione però è divertente: gli uomini con la testa trasformata in schermi da pc sono una delle immagini più assurde della serata. Peccato che il pezzo rimanga sinceramente osceno.

E la Gran Bretagna conferma ancora una volta una qualità rara: riuscire quasi sempre a deludere all’Eurovision pur avendo a disposizione alcuni dei migliori artisti del mondo ed essere nelle Big 4, con l'accesso diretto alla finale. VOTO 4,5

22:19
22:19
Grazie Croazia, è stato bello

Le croate LELEK sembrano decisamente più armonizzate rispetto alla semifinale e vocalmente la performance cresce parecchio.

«Andromeda», tra folk teatrale e atmosfere quasi da musical fantasy, continua però a funzionare molto più come spettacolo visivo che come vera canzone da ascoltare fuori dall’Eurovision. Ed è un peccato, perché la costruzione scenica è davvero bellissima. Uno show notevole, senza dubbio. Però penso anche che questa sarà l’ultima volta in vita mia che sentirò «Andromeda». VOTO 6

22:16
22:16
Acquagym bulgaro

Dopo due canzoni lamentose consecutive, il ritorno del trash bulgaro è quasi una scarica di adrenalina necessaria alla sopravvivenza.

La bulgara DARA continua a cantare «Bangaranga», improbabile inno alla libertà e al lasciarsi andare, con la stessa eleganza con cui un villaggio turistico apre la baby dance alle 23.15. La canzone resta qualitativamente terrificante e in certi momenti pure leggermente disturbante. Però almeno ci si diverte. E il balletto è sinceramente uno dei più riusciti della finale.

A questo punto inizierei acquagym solo per il rischio perverso di poterla sentire a tutto volume mentre sono immerso in piscina. Un'immagine orribile per voi lettori, degna di una canzone altrettanto orribile. Ma che in entrambi i casi può strappare una risata. VOTO 5

22:12
22:12
Alice nel Paese delle esclusioni

Anche qui resta difficile capire come la Repubblica Ceca sia riuscita a qualificarsi giovedì davanti alla Svizzera di Veronica Fusaro.

Il ceco Daniel Žižka appare leggermente più sicuro rispetto alla semifinale e la performance funziona un po’ meglio. Però «Crossroads», ballata sulle scelte di vita e sui momenti di crisi personale, continua a rimanere estremamente piatta.

Tutta la costruzione visiva prova a darle profondità emotiva. La canzone invece continua a fare il minimo indispensabile. La cosa migliore i problemi video, che hanno dato un effetto vintage alla coreografia. VOTO 5

22:06
22:06
Bella è solo il titolo, non la canzone

Al primo ascolto «Bella» sembrava uno strazio. Riascoltandola in finale ci siamo ricreduti: è solo insopportabile.

Il maltese AIDAN continua a trasformare il palco in una specie di locale country-fetish senza che si capisca davvero cosa c’entri tutto questo con la canzone. E il look da spogliarellista western in pelle resta una visione difficile da dimenticare. Purtroppo.

Il pezzo, costruito attorno a seduzione e autostima, ripete «bella» circa abbastanza volte da compromettere definitivamente la salute mentale dell’arena. E sinceramente come questa canzone sia riuscita ad arrivare in finale al posto di quella di Veronica Fusaro resta uno dei grandi misteri di Vienna 2026. VOTO 3

22:03
22:03
Castlevania Song Contest

La Serbia continua a sembrare uscita direttamente da Castlevania. Lavina sale sul palco con un’estetica gotica sempre molto forte, impreziosita da un microfono a forma di spada che è probabilmente una delle cose più belle viste in questa finale.

Il problema è che «Kraj Mene», dedicata a una relazione ossessiva e tossica, continua ad avere una struttura musicale abbastanza piatta e troppo «ammorbidita» al contesto eurovisivo per funzionare davvero come pezzo metal. Il growl è probabilmente la cosa tecnicamente più interessante dell’esibizione. Ma da solo non basta. VOTO 6

21:58
21:58
Cinque cellulari sul mio piano gold

L’Australia si affida a una vera popstar. Delta Goodrem infatti non è soltanto una cantante molto famosa nel suo Paese: in carriera ha venduto milioni di dischi, recitato in serie tv ed è da anni uno dei nomi più riconoscibili del pop australiano. E la differenza di esperienza sul palco si vede tutta.

Voce bella, presenza notevole e interpretazione molto solida. Il problema resta la canzone: «Eclipse», sulla rinascita personale dopo un periodo difficile, continua a convincere meno della sua interprete.

Però quel pianoforte dorato in playback — che continua magicamente a suonare anche quando lei ha entrambe le mani sul microfono — ormai mi ha completamente ipnotizzato. Mezzo punto in più solo per quello. VOTO 6,5

21:50
21:50
E se vincesse di nuovo l'Ucraina?

L’Ucraina con LELÉKA si riconferma una delle proposte più solide di questo Eurovision. «Ridnym» è una canzone vera: ed è già una notizia in questa edizione. A parte le battute, è un brano che parla di radici e appartenenza, riesce a mescolare folk ed elettronica senza sembrare un collage.

Lei poi è davvero brava: elegante, controllata vocalmente e mai eccessiva, cosa rarissima su questo palco. Anche le sonorità continuano a essere tra le più interessanti della finale.

E poi c’è il fattore televoto: se il pubblico europeo voterà ancora l’Ucraina con la compattezza vista negli ultimi anni, questa potrebbe tranquillamente diventare una candidata molto seria alla vittoria finale. VOTO 7,5

21:46
21:46
Greeknam Style

Il greco Akylas continua a crescere performance dopo performance. Stavolta sale sul palco con molta più convinzione e si vede chiaramente anche nel modo in cui gestisce pubblico e telecamere. «Ferto», con i suoi ritmi ipnotici e volutamente tamarri, ricorda parecchio Gangnam Style sia nel mood sia nella costruzione quasi ossessiva del ritornello. La coreografia funziona, il pubblico entra subito dentro la performance e alla fine il pezzo si lascia ascoltare senza problemi.

Certo, qualità musicale non esattamente sconvolgente. Però come memorabilità siamo parecchio in alto. Per quanto la diano per favorità, secondo me non arriva neanche sul podio (e ovviamente dopo questo mio pronostico vincerà). VOTO 6,5

21:41
21:41
Mamma, che inquietudine

Le immagini della madre proiettate sul palco durante l’esibizione dell’albanese Alis continuano a essere più inquietanti che malinconiche. E probabilmente non era esattamente l’effetto desiderato.

Detto questo, la performance dell’Albania sembra decisamente migliore rispetto alla semifinale. La voce regge meglio e il folk balcanico della canzone riesce almeno a creare un’atmosfera riconoscibile. Peccato per quei vibrati continui che rendono tutto tremendamente old style, quasi da talent show di quindici anni fa. Non la vediamo molto avanti in classifica. VOTO 5,5

21:36
21:36
Belgio on the ice

Nemmeno la finale riesce a far crescere davvero il Belgio. ESSYLA continua a sembrare piuttosto rigida sul palco, e a questo punto viene il dubbio che tutto quel ghiaccio della scenografia l'abbia congelata.

«Dancing on the Ice», che usa il freddo come metafora di una relazione distante, resta un electro-pop abbastanza vuoto. E il problema è che la canzone continua a dire poco anche dopo diversi ascolti.

Lei inoltre non sembra avere quella presenza scenica capace di compensare i limiti del pezzo. E in finale, dove sembra totalmente stravolta, si nota ancora di più. VOTO 5

21:31
21:31
Fischi per Israele

Stavolta i fischi all’inizio si sentono molto più chiaramente rispetto alla semifinale. E il clima di tensione che si respira a Vienna probabilmente non sta aiutando l'israeliano Noam Bettan, chiamato a cantare davanti a un’arena inevitabilmente divisa.

«Michelle», ballata pop sulla nostalgia di un amore perduto, resta però una delle canzoni più riconoscibili di questa edizione. Lui vocalmente è molto solido e, al netto di tutto il contesto, porta a casa una performance convincente. E va detto: esibirsi in una situazione simile non deve essere semplice per niente.

La domanda adesso è un’altra: la polarizzazione finirà per penalizzarlo o, come spesso succede all’Eurovision, potrebbe addirittura aiutarlo a scalare la classifica? VOTO 7

21:27
21:27
Germania favorita. Ma da chi?

Sarah Engels è un volto molto noto della televisione e del pop tedesco, diventata famosa grazie ai talent show e da anni presenza fissa tra radio, programmi tv e intrattenimento mainstream in Germania.

«Fire», che parla di rinascita personale e voglia di ripartire dopo una crisi, punta tutto su sonorità dance-pop molto internazionali. Il problema è che sembrano anche tremendamente standardizzate: più che una canzone, ogni tanto pare di ascoltare una demo già precaricata dentro una tastiera elettronica.

Per qualche ragione i bookmaker continuano a considerarla tra le favorite. Francamente però non si capisce bene perché. VOTO 5

21:22
21:22
C'è della musica in Danimarca

Qualcosa è cambiato rispetto alla semifinale. Il danese Søren Torpegaard Lund sembra molto più convinto, sia nella voce sia nello sguardo, mentre canta questa ballata malinconica sugli ultimi momenti prima della fine di una relazione.

Resta una canzone molto classica e molto nordica, ma almeno stavolta non dà l’impressione di scivolare via immediatamente nel nulla cosmico. Non sembra comunque il tipo di pezzo destinato a vincere un Eurovision. Però, incredibilmente, c’è della musica in Danimarca. VOTO 6,5

21:19
21:19
Soccorso svizzero per Sal Da Vinci?

Prima ancora che inizi la finale, i telecronisti RAI Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini provano già a fare politica internazionale chiedendo l’aiuto del pubblico svizzero per votare Sal Da Vinci.

Vista però la recente tradizione di stilettate tra Italia e Svizzera all’Eurovision, e non solo lì a dirla tutta, non è detto che siano tutti così pronti a collaborare. Anche perché dopo l’eliminazione di Veronica Fusaro qualche ticinese potrebbe avere sviluppato improvvisamente simpatie per la Finlandia...

20:11
20:11
La scaletta della finale

Ecco l'ordine di uscita dei cantanti.

Danimarca — Søren Torpegaard Lund — Før Vi Går Hjem
Germania — Sarah Engels — Fire
Israele — Noam Bettan — Michelle
Belgio — ESSYLA — Dancing on the Ice
Albania — Alis — Nân
Grecia — Akylas — Ferto
Ucraina — LELÉKA — Ridnym
Australia — Delta Goodrem — Eclipse
Serbia — Lavina — Kraj Mene
Malta — AIDAN — Bella
Czechia — Daniel Žižka — Crossroads
Bulgaria — DARA — Bangaranga
Croazia — LELEK — Andromeda
Regno Unito — Look Mum No Computer — Eins, Zwei, Drei
Portogallo — Bandidos do Cante — Rosa
Romania — Alexandra Căpitănescu — Choke Me
Finlandia — Linda Lampenius x Pete Parkkonen — Liekinheitin
Armenia — SIMÓN — Paloma Rumba
Italia — Sal Da Vinci — Per sempre sì
Svezia — FELICIA — My System
Estonia — Vanilla Ninja — Too Epic to Be True
Azerbaijan — JIVA — Just Go
Francia — Monroe — Regarde !
Lituania — Lion Ceccah — Sólo Quiero Más
Austria — COSMÓ — Tanzschein

20:09
20:09
È il gran giorno della finale

Alla fine ci siamo: la finale di Vienna metterà insieme tutto quello che l’Eurovision riesce sempre a mescolare senza alcun senso logico. Dal pop più raffinato a improbabili coreografie e outfit discutibili. Oltre a tante canzoni che avremmo fatto volentieri a meno di risentire.

Il brano che purtroppo non risentiremo è «Alice» di Veronica Fusaro, con la Svizzera che è stata eliminata a sorpresa in semifinale e che dimostra come la qualità della musica non determina il successo eurovisivo. Un successo che potrebbe raggiungere Sal Da Vinci, che arriva all’ultimo atto come uno dei nomi più caldi dell’edizione grazie a «Per sempre sì», rischiando così un clamoroso doblete dopo la vittoria a Sanremo. Tra i favoriti anche Finlandia, Grecia e Israele, che nelle semifinali hanno lasciato probabilmente le impressioni migliori. 

Seguite assieme a noi questa finale, con i nostri commenti e le nostre pagelle!