Gotthard, un nuovo EP nel solco della continuità

La squadra sportiva del cuore, l’influencer dell’infanzia o il primo gruppo musicale di cui ci siamo invaghiti, sono sempre argomenti delicati da toccare: sia che si tratti di considerazioni personali o di discussioni con altre persone. Si tratta infatti di cose con le quali il nostro rapporto prescinde da ogni elemento di carattere tecnico, fisico e sociale. Alcuni, addirittura, identificano questi personaggi o istituzioni come i capisaldi caratteriali della propria persona. Perciò, quando le aspettative che abbiamo nei loro confronti non vengono rispettate, il rischio di percepire una forte dissonanza cognitiva è piuttosto alto.
Una band come i Gotthard regge sulle spalle svariati anni di carriera e di celebrità, nonché un enorme rilevanza culturale per la nostra nazione e il nostro cantone. Dunque, ogni sua produzione porta con sé in automatico un quantitativo di aspettative decisamente ragguardevole, che comprensibilmente può incidere sul processo creativo all’origine. Stereo Crush, il più recente lavoro della band risalente all’anno scorso, nonostante tutto, vince la sfida e prosegue con dignità la discografia della band. Nell’album troviamo infatti ironia, romanticismo e una dose immane di stile: insomma, tutto ciò che ha reso i Gotthard il fenomeno culturale e la band che abbiamo imparato a conoscere. Tuttavia, Stereo Crush non è finito nel 2025: la furia creativa della band è proseguita anche nel 2026, ed è così che è nato l’EP More Stereo Crush. In fase di registrazione i Gotthard si sono infatti spinti un poco oltre il numero massimo di brani che può contenere un album e quindi, per non interrompere il discorso artistico iniziato e nel contempo offrire ai fan qualcosa in più, dopo poco meno di un anno, hanno deciso di dare alle stampe un EP, contenente i brani rimasti fuori da Stereo Crush. Insieme alla radio edit di Burning Bridges, che senza introduzioni strumentali comincia subito con la linea vocale, More Stereo Crush raccoglie qualche singolo pubblicato nei mesi scorsi e alcune novità inedite dal forte potere galvanizzante. L’EP, oltre a queste canzoni che immancabilmente accenderanno la folla durante i live della band, non disdegna però tracce più riflessive e dolci – non sarebbe altrimenti un’opera dei Gotthard...
Come l’album di cui è il seguito, anche la produzione di More Stereo Crush – curata da Charlie Bauerfeind – gode di una chiarezza incredibile: come in una creazione feng shui, tutto è al posto giusto, nulla si confonde. Il suo perfetto sound hard-rock è un balsamo per le nostre orecchie, che potranno concentrarsi su qualsiasi elemento sonoro stuzzichi il loro interesse. Ciononostante, tale cura per la forma finale del suono sarebbe svilita da eventuali composizioni poco ispirate: ebbene, anche su questo fronte, non c’è da preoccuparsi: More Stereo Crush, pur mantenendo saldi alcuni punti cardinali dello stile dei Gotthard, offre un ampio spettro di sfumature fra le immancabili chitarre ruggenti e gli scalpitanti colpi di batteria. La dinamicità di Right Now cozza squisitamente con l’impettita sicurezza di Snafu, mentre la pace di Smiling In The Pouring Rain, posizionata argutamente in mezzo all’EP, offre una piccola pausa dalla grinta generale di cui è pervaso il lavoro.