I ventiquattro nomi di Sanremo 2027: e se ci fosse Vasco?

Per il Totonsnaremo 2027 partiamo dalla fine: i partecipanti al prossimo Festival non si conosceranno prima del prossimo 29 novembre, quando ogni giorno sarà buono per l’annuncio ufficiale di Stefano De Martino. 23 cantanti ai quali l’11 dicembre se ne aggiungerà un ventiquattresimo, il vincitore della serata finale di Sanremo Giovani e Area Sanremo. Non essendoci a questo giro le Nuove Proposte o cose simili, ed essendo stati ridotti i big da 30 che erano, è evidente che salire sul palco dell’Ariston conterà molto più che in passato. Detto questo, non aspettiamo i comunicati stampa e mettiamo insieme tutte le anticipazioni basate su voci di addetti ai lavori, rapporti di forza fra case discografiche, sponsorizzazioni politiche, dischi in uscite e situazioni personali degli artisti. Ne emerge un quadro che non dovrebbe essere lontano da quello definitivo.
Direttore artistico
La vera incognita del Totosanremo 2027 è proprio il conduttore, ritenuto da molti inadatto a ricoprire il ruolo anche di direttore artistico. Il gossip RAI avverso a De Martino, che raccoglie l’eredità di Carlo Conti ed è in un certo senso il volto pop della RAI dell’era di Giorgia Meloni, dice che non avendo esperienza organizzativa sia stato messo in quella posizione proprio perché ritenuto più manovrabile. I pro De Martino sostengono invece il contrario, cioè che nell’ambiente musicale non abbia amicizie o favori da scambiare, e che quindi possa scegliere interpretando meglio la sensibilità del pubblico. Per trovare un presentatore di Sanremo più giovane dei suoi 37 anni bisogna andare al Fabio Fazio del 2000, anche lui estraneo all’ambiente musicale, la cui gestione fu discutibile. Ma quali sono i gusti di De Martino? Pop italiano, soprattutto, rap e trap soltanto in chiave mainstream, con un occhio di riguardo per la sua Napoli e stima per Geolier, che potrebbe quindi tornare dopo la vittoria sfiorata nel 2024.
Emma
Il gossipometro impazzirebbe per un ritorno al Festival di Emma, prima fidanzata famosa di De Martino, ai tempi di Amici di Maria De Filippi. In realtà dopo anni di tensione il rapporto si è trasformato in amicizia e De Martino vedrebbe di buon occhio la presenza della sua ex fra i big. Idea che vale anche dall’altra parte: Emma a Sanremo ci è sempre andata volentieri: seconda nel 2011 insieme ai Modà, vincitrice l’anno dopo con Non è l’inferno proprio quando stava finendo la sua storia con De Martino (che si sarebbe messo con Belen Rodriguez), addirittura co-conduttrice nel 2015 insieme a Carlo Conti, altre due partecipazioni e nessuna schizzinosità.
La classe media
I grossi nomi vogliono andare sempre sul sicuro e quindi la loro presenza è strettamente legata alla forza della canzone. Inutile sparare il nome di Mengoni, fatto da quasi tutti, senza avere ascoltato la canzone. Per questo De Martino e le case discografiche aspettando le scelte dei campioni proporranno di sicuro una robusta classe media: The Kolors, Tananai, Alfa, Tedua, Madame, Gaia, Sarah Toscano, Rocco Hunt. Difficile che si vedano cantanti con messaggi politici, come Ghali, più facile qualche nome targato RAI come Nek o Loredana Berté. Nelle corde di De Martino è anche Elodie, che una canzone forte non l’ha mai avuta e quindi in questo senso non avrebbe problemi. Della classe media fa parte anche il due volte vincitore Mahmood, considerato ormai sanremese, e a maggior ragione un Blanco in cerca di rilancio. Fra top e classe media è Arisa, una dei pochi ad ammettere di avere inviato un brano e di sperare nell’invito in gara: al 90% ci sarà, se proprio non ha mandato una canzone inascoltabile.
Il peso della discografia
Se i gusti sono opinabili non si discute invece la forza delle tre case discografiche principali, che ridurranno a pochi nomi i cosiddetti indipendenti, che poi guardando alle distribuzioni tanto indipendenti non sono. La Warner Music (Geolier, Coez, Nek, The Kolors, Ghali, Fred De Palma, Berté, Sarah Toscano, Angelica Bove, California) dovrebbe avere la fetta più grossa, seguita dalla Sony (che controlla il citatissimo Mengoni, Gaia, Tedua e Rocco Hunt) e dalla Universal (Emma, Tananai, Venerus). La nuova strutturazione delle serate impone di andare sul sicuro e in questo quadro le major hanno senz’altro più potere contrattuale. Le serate di martedì 16 e mercoledì 17 febbraio saranno di fatto uguali fra di loro e alla serata finale di sabato 20: tutti e 24 a esibirsi con la versione principale del loro pezzo. Ma anche venerdì nella serata Eurovision ci saranno tutti e 24 con la stessa canzone, sia pure con arrangiamenti e coreografie differenti. Quanto alla serata cover, giovedì, è chiaro che i grandi nomi che andranno a sostenere un artista di fama minore lo faranno non per amicizia ma perché mandati con la forza.
Più che Vasco sogno 883
Sogno proibito di Amadeus e Carlo Conti è sempre stata le reunion degli 883 e sulla scia del successo della serie Sky sulla loro carriera ci si riproverà. In questo caso la canzone non c’è, né bella né brutta, quindi il massimo a cui si può puntare è l’ospitata: Mauro Repetto possibilista, Max Pezzali meno. Alla RAI soprattutto si dice che sarà la volta buona per il ritorno di Vasco Rossi, come ospite, 44 anni dopo l’incredibile venticinquesimo posto con Vita spericolata: lui stesso è stato possibilista, ha in simpatia De Martino e non ne fa una questione di soldi anche se gliene darebbero tanti. Probabilissimi ospiti anche i Maneskin e qui la fonte è De Martino stesso, che ha lavorato per averli in gara. Dal 2024, dopo il tour di Rush! Damiano David e gli altri si dedicano però soltanto a progetti da solisti, pur non essendosi sciolti. Non hanno insomma materiale nuovo da proporre, al di là del fatto che ormai Victoria faccia la DJ. A De Martino piace moltissimo Annalisa, ma lei a questo giro è fredda: sta preparando la sua scalata internazionale e non ha voglia di vivere un’altra delusione.
Gli autocandidati
Un capitolo al tempo stesso divertente e triste è quello di chi si candida senza troppa speranza, anche se in questo girone ci sono ex vincitori del Festival e in certi casi anche monumenti della musica italiana. Restringendo il discorso al 2027 possiamo registrare le autocandidature pubbliche di Alberto Fortis, che ha detto esplicitamente di voler partecipare per la prima volta in carriera, Al Bano, che ha dichiarato di voler tornare per chiudere la carriera sanremese, i Nomadi, ovviamente i Jalisse. In ottica Rai 1 se dovesse mancare nel cast un cantante di una certa età Al Bano sarebbe un ottimo candidato, e per altri motivi anche Fortis sarebbe interessante. Di sicuro fra gli oltre 600 brani ricevuti (il doppio rispetto all’anno scorso) ci sono tanti insospettabili che non vogliono far sapere della candidatura per poi non fare una cattiva figura. Tutto cambia ma Sanremo in proporzione al resto, non soltanto in campo musicale, è sempre più importante.
