«Il testo migliore di Sanremo scritto da un immigrato? A Salvini verrà un embolo»

Ermal Meta l'ha presa con ironia, ma non troppo. Dopo che sui social dell’Accademia della Crusca il professor Lorenzo Coveri ha indicato la sua ninna nanna per una bambina di Gaza tra i testi migliori di questo Sanremo – definito nel complesso «Festival della medietà» – il cantautore ha commentato con una battuta al vetriolo.
«Se il testo migliore è quello di un immigrato, questo dovrebbe far pensare a come il livello linguistico italiano si stia abbassando. Soprattutto, ma non solo, a causa dell'intelligenza artificiale», ha detto Meta, nato in Albania e cresciuto in Italia. Poi l’affondo, sempre sul filo dell’ironia politica: «A Matteo Salvini verrà un embolo».
Nel giudizio dell’accademico, Meta è tra i pochi ad «uscire dalla bolla della coppia», spostando lo sguardo oltre gli amori tormentati che dominano il Festival. E lui, con il consueto sarcasmo, ha trasformato un riconoscimento linguistico in una stoccata che mescola identità, lingua e politica.
