Musica

Preludio di primavera tra rose e fiori per l’OSI

Dopo Vienna e Norimberga, l'orchestra è pronta per un ciclo di concerti iberico con Charles Dutoit e Martha Argerich - Giovedì un prologo già «sold out» al LAC
Martha Argerich e Charles Dutoit durante la loro ultima esibizione assieme nel novembre 2024 al LAC. © OSI/S. Baldinger
Red.
10.03.2026 06:00

È un anticipo di primavera particolarmente fiorito quello che sta vivendo l’Orchestra della Svizzera italiana che in questo inizio di marzo sta mietendo grandi successi in tutta Europa, sempre tenendo quale epicentro il Ticino. Dopo i positivi riscontri ottenuti negli scorsi giorni nella Sala dorata del Musikverein di Vienna, uno dei palcoscenici più famosi del mondo – quello, per intenderci in cui si svolge il celebre Concerto di Capodanno – e alla Meistersingerhalle di Norimberga (in entrambi i casi sotto la guida del violinista e direttore Julian Rachlin e alla presenza, almeno in terra austriaca, di quasi un centinaio di «tifosi dell’Orchestra» provenienti da tutto il Cantone molti dei quali protagonisti di un viaggio culturale promosso dal nostro giornale) il complesso sinfonico cantonale è pronto per un nuovo tour che lo porterà venerdì sera, 13 marzo, nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano e successivamente in Spagna, dove terrà concerti a Barcellona (all’Auditori, lunedì 16 marzo alle ore 20.00), Saragozza (Auditorio - Palacio de Congresos, martedì 17 marzo alle ore 19.30), Madrid (Auditorio Nacional – Ibermúsica, mercoledì 18 marzo alle ore 20.00) e Alicante (ADDA – Auditorio de la Diputación, venerdì 20 marzo alle ore 20.00).

Il tutto con un programma di grande impatto e due protagonisti d’eccezione: la leggendaria pianista Martha Argerich e il decano dei direttori d’orchestra svizzeri Charles Dutoit. Il programma di questo ciclo di esibizioni prevede l’esecuzione del Primo concerto per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven – uno dei primi in cui la Argerich si esibì da bambina, precocissima enfant prodige agli inizi di una strepitosa carriera – incastonato fra gli incantesimi fiabeschi della suite di Maurice Ravel Ma mère l’oye e la celebre Sinfonia in la maggiore detta «Italiana» di Felix Mendelssohn, con il suo tripudio di esperienze maturate dal compositore durante il grande viaggio in Italia del 1830.

Programma che, in anteprima alla tournée iberica verrà eseguito anche giovedì sera, 12 marzo nella Sala Teatro del LAC, all’interno di un evento che già sin d’ora è «sold out» e non solo per quanto riguarda il concerto serale, ma anche per la prova generale del mattino, eccezionalmente aperta alla vendita al pubblico e per la quale i biglietti d’ingresso sono andati a ruba. Per gli interessati, resta la possibilità di iscriversi alla lista d’attesa alla biglietteria del LAC oppure sintonizzarsi su RSI - Rete Due che diffonderà in diretta radiofonica unitamente a Radio România Cultural e a Deutschlandfunk Kultur, nell’ambito dell’offerta Euroradio.

Una grandissima rispondenza da parte del pubblico che conferma il grande rapporto che lega Martha Argerich a Lugano e all’Orchestra della Svizzera italiana, dove è stata per quindici anni protagonista di un prestigioso festival – il Progetto Martha Argerich, svoltosi tra il 2002e il 2017 da cui sono uscite molte stelle del concertismo mondiale e dove sono state effettuate premiatissime incisioni che si sono guadagnate ben 5 nomination e un Grammy Award – e dove torna volentieri a suonare appena le è possibile. Indimenticabili in tal senso il concerto ad Estival Jazz nel 2011, quelli con l’OSI a San Silvestro nel 2018 e nel 2020, nonché l'esibizione nell’ambito della stagione «OSI al LAC» del novembre 2024.

Ricordiamo che i prossimi appuntamenti in Ticino con l’OSI saranno quello di giovedì 26 marzo al LAC sotto la direzione di Krzysztof Urbański e la partecipazione del Karol Szymanowski Quartet (concerto preceduto, il giorno prima, mercoledì 25, dal «lunch» artistico di mezzogiorno promosso nell’ambito del progetto «b-connected») e venerdì 3 aprile a Bellinzona per l’altrettanto tradizionale Concerto del Venerdì Santo (vedi pagina 12 del nostro giornale) sotto la direzione di Diego Fasolis.