Il caso

Pupo ci ripensa: «Non vado più al festival a Mosca»

Dopo le polemiche, il cantante italiano fa dietrofront — La sua presenza come «special guest» era stata annunciata con grande evidenza sul sito della manifestazione
©(C)ANGELO_TRANI
Ats
30.04.2023 20:48

Pupo fa dietrofront. Dopo le polemiche suscitate dalla notizia della sua partecipazione da giurato alla quinta edizione di Road to Yalta, il festival considerato il «Sanremo russo» la cui finale si tiene il 2 maggio a Mosca, al Palazzo di Stato del Cremlino, il cantante annuncia il suo forfait.

«È successo l'imprevedibile, l'impossibile intorno alla mia eventuale partecipazione al festival Road to Yalta», spiega Pupo in un messaggio vocale inviato al sito Dagospia.

«In virtù di riflessioni e assorto nei miei pensieri nel viaggio che sto facendo da Lugano verso la città di Spa, in Belgio, dove mi fermerò per qualche giorno a risposare e ancora a riflettere ho deciso di non partire per Mosca».

Una presenza che avrebbe rischiato di creare un incidente diplomatico, considerando la posizione dell'Italia, apertamente schierata con l'Ucraina in conflitto con la Russia. Ma l'interprete toscano precisa: «Certo non dipende dalle polemiche e da tutto ciò che è accaduto in questi giorni, ma dipende da un fatto che vi spiegherò più avanti, perché la mia abitudine è sempre di essere molto chiaro e leale con tutti, a prescindere da chi sono gli interlocutori».

La sua presenza come «special guest» era stata annunciata con grande evidenza sul sito della manifestazione, al via ieri, destinata a proporre le «canzoni sovietiche sulla guerra in diverse lingue del mondo in duetto con le star del palcoscenico russo».

L'evento dall'occupazione russa del 2014 si teneva in Crimea, ma in questo momento è impossibile per il conflitto: di qui la scelta del Cremlino, dove è stato realizzato un teatro da seimila posti.

Anche su Instagram si parlava di Pupo come il «leggendario italiano, il cantante che ha conquistato i cuori russi molto tempo fa, che è stato membro della giuria nel 2021 ed è stato addirittura protagonista sul nostro palco con una canzone». A testimoniarlo, il videoclip in cui il cantante intona Bella ciao assieme al collega italiano Thomas Grazioso, al cantante russo Ernest Matskiavichius e alle musiciste della Otta-Orchestra.

La notizia aveva fatto subito il giro dei social, sollevando critiche sull'opportunità di esibirsi a Mosca. Molto amato dai russi, finito nel gennaio 2022 nella blacklist dell'Ucraina, dopo l'invasione russa Pupo non ha preso posizione sul conflitto, pur continuando a partecipare a serate ed eventi anche in altre Repubbliche ex sovietiche.

A non lasciare dubbi sugli ideali di Road to Yalta è stato nei giorni scorsi Denis Maidanov, vicepresidente del comitato cultura della Duma, che alla stampa russa ha detto: «Le persone normali capiscono che l'allargamento della Nato ad Est ha provocato quello che sta accadendo oggi in Europa. Ora l'Ucraina, poi la Polonia, poi la Slovacchia, la Romania, la Repubblica Ceca se continua così, saranno tutte trascinate nella guerra dalle mani dell'America ... Pertanto, un gran numero di domande dai paesi europei sottolinea l'importanza del festival Road to Yalta in ambito internazionale».

E ancora: «Tutti i nostri membri creano un ponte culturale tra i paesi. Sono i nostri messaggeri e condividono la nostra visione del mondo, i nostri valori e i nostri ideali. Quei musicisti che vengono al festival da altri paesi sono, infatti, combattenti per la giustizia, comprendendo che le muse possono e devono parlare contemporaneamente alle pistole».

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