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Sanremo 2026: Achille Lauro omaggia le vittime di Crans-Montana con «Perdutamente»

La musica, all'Ariston, per alcuni minuti ha smesso di essere solo musica diventando memoria collettiva e personale
©RICCARDO ANTIMIANI
Red. Online
26.02.2026 09:10

La tragedia di Crans-Montana, costata la vita a 41 persone, è arrivata anche sul palco del Festival di Sanremo, in occasione della seconda serata. A fare da trait d'union fra il rogo e la kermesse è stato Achille Lauro, co-presentatore per l'occasione assieme a Carlo Conti, Pilar Fogliati, Laura Pausini e Lillo. L'artista ha intonato la sua Perdutamente. Un'esecuzione sentita, particolare, con un arrangiamento lirico e forte dell'accompagnamento del soprano Valentina Gargano e un coro di venti elementi. Lauro ha dedicato il brano alle vittime del dramma.

«Quando a settembre ho chiesto a Lauro di co-condurre il Festival pensavamo di fare Incoscienti Giovani» ha spiegato Conti, introducendo l'esibizione di Lauro. Il cambio di programma e di canzone, appunto, è stato motivato dal dramma di Crans-Montana e dalle immagini di Erica Didone, la mamma di Achille, una delle vittime del rogo, che ha cantato proprio Perdutamente al funerale del figlio. Di qui l'idea di portare sul palco dell'Ariston la canzone. 

Lauro, dal canto suo, ha mostrato e dimostrato di essere un grande performer. Scegliendo, come hanno sottolineato alcuni, il cuore. Scegliendo, soprattutto, di condividere un pensiero profondo: la musica, in alcuni momenti e in determinate circostanze, smette di essere soltanto musica. Diventa memoria. Collettiva e personale. Diventa amore. Aiuta a lenire una ferita di per sé impossibile da rimarginare. L'Ariston ha accompagnato l'esibizione in religioso silenzio. Le inquadrature, fra il pubblico, hanno intercettato occhi lucidi e tanta, tantissima emozione.

Alla fine, dopo un'esecuzione quasi accennata da tanto era tenera e rispettosa, è scattata la standing ovation. In quel rumore, c'era tutto il senso di un omaggio, di questo omaggio. Sanremo, certo non il migliore Sanremo degli ultimi anni, ha permesso a un'intera comunità di abbracciarsi. Riempiendo un vuoto. Il dolore, a volte, può essere riconosciuto anche cantando. 

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