Vesperali, un connubio tra arte e riflessione

È uno dei più tradizionali e sentiti appuntamenti artistici luganesi di avvicinamento alla Pasqua. Sono Vesperali che ininterrottamente dal 1984 ad oggi – siamo dunque alla 42. edizione – animano le domeniche quaresimali nella Cattedrale di Lugano con grandi performance artistiche cui abbina delle «testimonianze»di importanti personalità non necessariamente del settore religioso ma anche dell’arte, della cultura e della società. Quest’anno i Vesperali sono strutturati in tre appuntamenti pomeridiani (domenica 8, domenica 15 e domenica 22 marzo, sempre alle 17.00) ad ingresso gratuito che artisticamente spaziano dal repertorio barocco a quello novecentesco concludendosi con un interessante connubio tra musica e teatro.
Le lamentazioni di Geremia
Ad inaugurare il tutto, domenica 8 marzo alle 17.00 sarà l’Accademia del Santo Spirito di Torino, associazione di promozione sociale che da quarant’anni si dedica allo studio e alla valorizzazione del patrimonio musicale cinque-settecentesco, non soltanto attraverso le esecuzioni, condotte con criteri filologici, delle pagine più note di tale repertorio, ma anche attraverso la ricerca, l’edizione e la presentazione al pubblico – spesso per la prima volta in epoca moderna – di opere ingiustamente cadute nel dimenticatoio. Non è certamente il caso della proposta luganese, le celebri Leçons de Ténèbres di François Couperin, trittico di brani composti nel 1714 per le liturgie della Settimana Santa dell’abbazia di Longchamp, utilizzando quale testo le Lamentazioni di Geremia, tratte dell’Antico Testamento, nelle quali il profeta deplora la distruzione di Gerusalemme da parte di babilonesi, predica la necessità di un ritorno alla fedeltà all’alleanza, condannando aspramente le pratiche idolatre, i frequenti soprusi dei forti contro i deboli, l’osservanza ipocrita e superficiale dei rituali. Un testo che nella tradizione cattolica simboleggia la solitudine di Gesù, tradito da Giuda e sul quale Couperin ha costruito una composizione in tre parti che l’Accademia torinese proporrà accostandola a salmi e antifone gregoriane. L’esecuzione sarà accompagnata da una testimonianza di Markus Krienka, professore ordinario di Filosofia moderna ed Etica sociale alla Facoltà di Teologia di Lugano e direttore della Cattedra Rosmini.
Il requiem in musica
Il secondo appuntamento dei Vesperali, domenica 15 marzo, sarà invece affidato all’Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera italiana diretto da Francesco Angelico nel quadro della sua stagione «Novecento e presente». Intitolato Requiem avrà quale tema «il commiato» intrecciando capolavori del Novecento storico e creazioni contemporanee. Dalle meditazioni sinfoniche de L’Ascension di Olivier Messiaen alla Trauermusik per viola e archi di Paul Hindemith, ogni brano del programma riflette una personale spiritualità, declinata con forme e linguaggi differenti. Di rarissimo ascolto è il brano Angels del compositore americano Carl Ruggles, per sei trombe con sordina, una miniatura dal fraseggio denso ed introspettivo. Completano la scaletta la prima esecuzione svizzera di Velata di Carlo Ciceri, delicato omaggio ad un’amica scomparsa, e la prima assoluta di una raffinata rilettura di Nymphes des bois di Josquin Desprez ad opera di Nadir Vassena. Autori diversi tra loro che tracciano percorsi tesi tra memoria terrena e spiritualità in cui la tensione metafisica diventa lo spunto per un’esperienza che unisce gli esecutori ed il pubblico.
Caro Agostino
Il terzo e conclusivo Vesperale, domenica 22 marzo, sarà invece dedicato alle Confessioni di Sant’Agostino, testo del IV ritenuto tra i massimi capolavori della letteratura cristiana che Claudio Laiso ha drammaturgizzato affidando le parti recitate agli attori Claudio Moneta e Elda Olivieri e quelle musicali alla Schola Cathedralis di Lugano diretta da Robert Michael e accompagnata all’organo da Riccardo Quadri. Ulteriori informazioni su www.vesperali.ch